Il Saluto di Malagò

Il Presidente del CONI si congratula col Consiglio Federale e con i Presidenti Regionali FCI

di rocco malagò

Un quadriennio di successi e di applausi. Quattro anni di emozioni capaci di gratificare una programmazione lungimirante, specchio fedele di un lavoro di squadra che ha saputo certificare il ruolo preminente rivestito dal movimento ciclistico azzurro nel panorama internazionale. Le 432 medaglie complessive conquistate nei 12 anni di gestione del Presidente Di Rocco - 50 solo quest'anno in tutti i settori - sono la testimonianza più eloquente di un processo di crescita esponenziale e vincente, che ha trovato la complicità dell'intero movimento attraverso una declinazione capace di far convergere attenzioni, competenze e professionalità in un'unica direzione, quella della maglia azzurra onorata con orgoglio in ogni manifestazione. A nome personale, e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, rivolgo il più sincero saluto al Consiglio Federale FCI e ai Presidenti Regionali, riuniti in occasione dell'approvazione del bilancio che arriva a chiudere il ciclo olimpico 2012-2016.

Solo impegni istituzionali improrogabili e precedentemente assunti non mi consentono di onorare il gradito invito ricevuto per presenziare ai vostri lavori, ma l'occasione mi permette di tributarvi il più sincero e convinto applauso per i risultati ottenuti e per la proficua opera di promozione della disciplina a ogni livello. Negli occhi ci sono ancora gli splendidi fotogrammi delle medaglie olimpiche di Rio, il bronzo nella prova su strada di Elisa Longo Borghini e l'oro scintillante, su pista, vinto da Elia Viviani nell'omnium, un trionfo che mancava da 16 anni, capace di certificare gli sforzi di una Federazione che punta sulla multidisciplinarietà come base per la formazione del ciclista moderno. Non dimentico la gioia condivisa per traguardi costruiti nel tempo e l'amarezza che ci ha accomunato al termine della fantastica prestazione del team maschile nella prova su strada, vanificata solo dalla imponderabile caduta di Vincenzo Nibali a un passo dalla gloria, a fronte di una condotta di gara tatticamente magistrale. Non si tratta di exploit occasionali ma il prodotto di una pianificazione fondata sull'invidiabile tradizione vantata e su un ricambio generazionale assecondato da scelte sapienti e munifiche di gratificazioni, legate anche alla opportuna scelta dei professionisti chiamati a occuparsi della gestione tecnica. Ho avuto il piacere di presenziare alla vostra prima riunione del quadriennio, che oggi sono felice di chiudere con questo incoraggiamento, con la certezza che saprete assumere ancora, grazie alle capacità, all'equilibrio e al buon senso che vi contraddistinguono, gli opportuni indirizzi per garantire continuità a un'azione proficua che è il miglior biglietto da visita per un futuro da protagonisti. Come alfieri dell'eccellenza sportiva tricolore nel mondo. Viva il ciclismo, viva lo sport!

Giovanni Malagò

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