"Il mio Coppi": il campionissimo raccontato da una visuale diversa

Proposte culturali

Fausto Coppi 1

03/11/2011 - In scena lo spettacolo teatrale dedicato al Campionissimo, tratto da un testo di Albe Ros e interpretato da Pamela Villoresi nelle vesti della sorella Maria. Tutti i tesserati FCI potranno usufruire di uno sconto sul prezzo di ingresso.

Gli ultimi momenti di vita di Fausto Coppi hanno visto il via vai di fotografi e giornalisti, dei tifosi, di corridori e amici. Presi da sgomento per un evento del tutto inatteso, un errore medico, un virus misterioso (in realtà una malaria non riconosciuta) che sta portando via la vita del campione. Fuori dall’ospedale non mancano i commenti, l’emozione, la calca per avvicinare chi ha notizie, addirittura momenti di tensione. I giornalisti sono lì per sapere, per dare notizie del dramma che si sta svolgendo nella stanza di ospedale dove ormai la lotta tra la vita e la morte sta dando un esito senza ritorno. Ma sono lì anche perché sotto i loro occhi si svolge un altro dramma: quello del dolore composto di Bruna, la prima moglie, e la disperazione di Giulia, la Dama Bianca, compagna e protagonista di un amore che ha dato scandalo. Sotto i loro occhi in attesa potrebbe accadere la riconciliazione come invece la manifestazione di un’ulteriore esacerbata frattura.
E poi Marina, la figlia di Fausto, a cui non è possibile vedere il padre negli ultimi momenti per timore di un contagio. Le invocazioni da parte di Coppi, che continua a ripetere invano il suo nome, mentre intorno si svolge la strana danza delle visite dei medici, di Bruna, di Giulia, dei parenti, tutte entrate e uscite in modo che non scoppino polemiche, che non si frantumi un precario equilibrio di sofferenze soffocate.
Ma non è di queste donne che ritroviamo la voce e la memoria sulle scene de “Il mio Coppi”, spettacolo teatrale tratto dal testo di Albe Ros, in scena a Roma e Bologna. Protagonista del monologo è, infatti, un’altra donna: la sorella Maria, cui le cronache ufficiali non diedero voce, ma che portava dentro il dolore per un'altra tragica scomparsa, quella del fratello Serse morto proprio durante una gara in cui entrambi i fratelli correvano.
Pamela Villoresi, interprete di questo atto, ripercorre la vita del campione con l’affanno del dolore e della fatica. Tutto il monologo si svolge pedalando, quasi come irrinunciabile atto quando si parla di Coppi, ma anche a rappresentare la fatica di una vita, quella del fratello in cui a tratti Maria si confonde e identifica, attraversata controcorrente. Quasi che pedalando si possa continuare a tenerlo in vita, si possa non lasciarlo andare.
L’opera stessa nasce e si mescola alla vita del suo autore, Albe Ros, che ricorda quando a quattro anni sente parlare in cortile il suo papà di un signore molto importante che è appena morto. E’ da lì, racconta lui stesso, che nascono i germogli di questa storia che continua nel corso della sua vita alimentata a “pane e ciclismo”: il padre, fan del Campionissimo, gli trasmette la storia del ciclismo e a 14 anni gli regala la prima Legnano da corsa. Il romanzo e poi il testo teatrale diventano così anche il modo, per l’autore, per rivivere quegli anni della sua vita e il suo legame col padre scomparso quando lui aveva solo 21 anni.
“Il mio Coppi” rientra tra le manifestazioni ufficiali del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, poiché Fausto Coppi è stato inserito tra i diciotto personaggi che maggiormente hanno contribuito all’unità del Paese.


Tutte le informazioni sullo spettacolo possono essere consultate all’interno del sito internet dedicato, all’indirizzo: www.ilmiocoppi.it

Per tutti i tesserati FCI è previsto uno sconto sul prezzo di ingresso degli spettacoli.