Carlo Gambacurta, corridore ciclista d'altri tempi

Proposte culturali

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08/06/2011 - Cronache sportive, episodi e note autobiografiche di Carlo Gambacurta, corridore d’altri tempi. Edizioni La voce del tempo.

“In altri termini, Carlo Gambacurta era in grado di sopportare la fatica, il caldo, la sete, la fame, il freddo ed anche la sfortuna, più di molti altri suoi avversari ed il suo carattere orgoglioso di rude ciclista di quei tempi di strade polverose e disagevoli lo aveva temprato a non disperare o scoraggiarsi quando era colpito dalle avversità della gara.”

Il “rude ciclista” di quei tempi è Carlo Gambacurta, nelle parole del figlio Agostino che in un volume di recente pubblicazione, patrocinato dalla F.C.I., ha ricostruito con la preziosa collaborazione di Giorgio Di Giuseppe la carriera di un ciclista storico del decennio 1928-’38.

La storia di Gambacurta scorre attraverso le pagine dei giornali dell’epoca, riportandoci a nomi, percorsi e trofei d’altri tempi. Ma non solo: accanto alle cronache ufficiali, troviamo i ricordi del figlio Agostino e le note scritte dallo stesso Carlo nelle quali eventi e classifiche si mescolano alle gioie e alle fatiche del vivere quotidiano.

Come leggiamo nell’introduzione, l’idea nasce da un incidente di percorso: la completa sparizione dalla sua casa di tutti i giornali che documentavano la carriera di Carlo, sparizione che per il figlio equivale a una perdita di grande valore affettivo. Da questo evento nacque l’idea di andare alla ricerca di tutte le cronache perdute e, grazie all’incontro in una biblioteca romana con Giorgio di Giuseppe, in tre anni di raccolte e ricostruzioni si arriva a recuperare tutto il materiale sulla storia sportiva del campione.

Carlo Gambacurta, corridore ciclista d’altri tempi diventa un libro che testimonia anche il cambiamento dei tempi, una vera e propria possibilità di “recupero della memoria collettiva”, come ricorda nella presentazione il Presidente Renato Di Rocco, poiché si snoda in un periodo denso di avvenimenti e novità.

Così nel ricordo di Alfredo Martini: “Mi ricordo con piacere che alla sera, dopo aver cenato, mi facevo raccontare da Carlo le sue vicende di quando correva con campioni come Olmo, Bartali e tanti altri risonanti nomi. Era un piacere ascoltarlo perché sapeva mettere in evidenza come stava cambiando il ciclismo attraverso i mezzi meccanici modernizzati e la più scorrevolezza delle strade.”

Alla fine del libro un’appendice con le tabelle di confronto con i velocisti avversari e con i preolimpionici, oltre che una raccolta di fotografie che attraverso la luce del bianco e nero restituiscono tutta l’intensità dell’animo generoso e romantico di Carlo Gambacurta.