3 Aprile Apr 2018 1014 21 days ago

"Il Corno di Orlando: vita, morte e misteri di Ottavio Bottecchia"

Sabato 7 aprile il Teatro Comunale di Villa Farsetti, a Santa Maria di Sala sarà presentato il libro di Claudio Gregori dedicato al primo italiano vincitore del Tour de France.

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Santa Maria di Sala (Venezia) - Sabato 7 aprile il Teatro Comunale di Villa Farsetti, a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia, sarà lo scenario della presentazione del libro dal titolo "Il Corno di Orlando: vita, morte e misteri di Ottavio Bottecchia" dedicato al ricordo del primo vincitore del Tour de France. L'opera è stata realizzata dal celeberrimo giornalista e scrittore Claudio Gregori, che è anche cittadino onorario di Santa Maria di Sala. Il libro, edito da "66TH AND 2ND", è composta da oltre 500 pagine. L'incontro è stato programmato alle ore 18 nel teatro dedicato all'ex Presidente della Repubblica, Sandro Pertini.

Alla manifestazione parteciperanno, tra gli altri, i vertici della Federazione Ciclistica Italiana e i rappresentanti dell'Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Nicola Fragomeni. Presenti il mitico Francesco Moser, Mario Beccia (vincitore di una Freccia Vallone) e presidente dell'Associazione Glorie del Ciclismo Triveneto, il responsabile del Comitato Veneto della Federciclismo, Igino Michieletto e l'ex sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini. Il papà di quest'ultimo era amico di Ottavio Bottecchia.

La manifestazione è stata organizzata dall'irriducibile e grande amico del ciclismo Bruno Carraro degli Azzurri d’Italia e presidente onorario del Gruppo Sportivo Madonna del Ghisallo con la collaborazione del Comune di Santa Maria di Sala. Carraro, come è noto, in questi giorni ha festeggiato il compleanno.

Gregori, che aveva dedicato nel 2002 un'altra opera al compianto campione veneziano Toni Bevilacqua dal titolo "Labron", ha preparato il suo ultimo lavoro con l'obiettivo di far conoscere meglio uno dei campioni del passato che hanno scritto alcune delle pagine più belle del ciclismo.

Ottavio Bottecchia, come è noto, nacque a Colle Umberto, in provincia di Treviso, nel 1894, è morì nel 1927 per cause che sono ancora da chiarire. Evento che lo stesso Gregori definisce "un mistero". La morte del campione, infatti, avvenne all'improvviso durante un allenamento solitario. Tante sono state le ipotesi fatte sul suo decesso che, però, non sono mai state confermate.

A novant'anni dalla morte di Bottecchia lo scrittore lo ricorda in questo bellissimo libro "per raccontare la vera storia di uno tra i più grandi atleti dello sport del pedale. Un Cyrano sgraziato con gli occhiali da aviatore e il tubolare a tracolla, capace di dominare un Tour più di Gino Bartali e di Fausto Coppi". Botecchia fu il primo Italiano della storia a vincere il Tour de France indossando la maglia di leader dalla prima all'ultima tappa.

Durante la presentazione del libro saranno proiettati i filmati che ricordano le vittorie di Antonio Bevilacqua e di Mario Vallotto, indimenticati campioni nati proprio nel comprensorio Salese. A condurre la presentazione del libro "Il Corno di Orlando" il giornalista del "La Gazzetta dello Sport", Marco Pastonesi e lo storico appassionato dello sport del pedale, Luciano Martellozzo. Quest'ultimo è anche il padre della mountain-bike nel Veneto e del Trofeo d'Autunno che quest'anno festeggia la 30^ edizione.

"E' un libro che sta riscuotendo successo anche come le recensioni - ha rilevato Gregori - in considerazione che il giornalista e scrittore Gianni Mura gli ha dedicato nei giorni scorsi quattro pagine sul 'Venerdì di Repubblica'. Ci sono stati molti libri dedicati a Bottecchia che hanno esplorato molto bene la sua vita ma io mi sono dedicato soprattutto ad analizzare quella nel versante francese che fu teatro delle sue straordinarie imprese al Tour".

"Ho avuto modo di ricostruire la storia dell'uomo vissuta durante la Grande Guerra - ha proseguito lo scrittore -. Bottecchia si è comportato da grande eroe perché è stato impegnato in prima linea sul fronte di Caporetto. Il suo reggimento fu annullato durante un bombardamento ma lui, armato con un pesantissimo mitra, riuscì a salvarsi e a retrocedere poco per volta fino a raggiungere le linee amiche. Durante queste azioni lui retrocedeva di 200 metri difendendosi e impendendo agli avversari di non avanzare. Quando raggiunse le linee amiche e l'ufficiale che le comandava gli chiese perché avesse portato con sé il pesantissimo mitra Bottecchia rispose: '... E' roba del Governo non la potevo lasciare lì’'".

Gregori ha anche riscoperto quanto riportato dal celebre scrittore della metà del Ventesimo secolo, Piero Chiara, che nella propria versione avrebbe supposto che la morte di Bottecchia potrebbe essere avvenuta per scopi passionali.

Francesco Coppola

CLAUDIO GREGORI E BRUNO CARRARO (Copia)