10 Giugno Giu 2017 1155 6 months ago

A Cassano Magnano inaugurato il Liceo Sportivo Ivan Basso

La cerimonia si è tenuta nei giorni scorsi nel comune in provincia di Varese dove il campione, vincitore di due Giri d'Italia, è nato e cresciuto. Presenti numerose autorità sportive e locali.

Schermata 2017 06 10 Alle 12

A Cassano Magnago è stato inaugurato il Liceo Sportivo Ivan Basso. La cerimonia si è tenuta nei giorni scorsi nel comune in provincia di Varese dove il campione, vincitore di due Giri d'Italia, è nato e cresciuto.
Presenti numerose autorità sportive e locali, a cominciare dall'Assessore allo Sport della Regione Lombardia Antonio Rossi, l'eurodeputata Lara Comi, il presidente del Comitato Regionale Lombardo FCI Cordiano Dagnoni, lo storico preparatore di Ivan Andrea Morelli del Centro Mapei, il sindaco di Cassano Nicola Poliseno con il consigliere comunale Luca Marsico, solo per citarne alcuni. Il liceo vuole legare le materie in maniera multidisciplinare con lo sport. Cercherà di realizzare delle convenzioni con le federazioni sportive volte, più che alla pura attività, al conseguimento di brevetti: Federciclismo, poi moto, triathlon, federbasket, il nuoto... con l'obiettivo finale di unire il servizio e la persona.
A fare gli onori di casa Consuelo Alampi, proprietaria dell'Istituto: «L'Istituto Cavallotti nacque 40 anni fa da una idea di mio padre, poi è arrivato l'Istituto tecnico Wojtyla e ora il Liceo Scientifico Ivan Basso. Un orgoglio per noi, anche perché Ivan si è diplomato geometra proprio qui. Condividiamo anche la passione per la bicicletta, ma lui beh... va un po' più forte di me!».
Ivan Basso nel suo intervento ha detto: «Dico grazie a Cassano Magnago, qui sono nato e cresciuto, qui ho le mie radici e tutti mi sono sempre stati vicino. Perché questo accordo? Perché sono cassanese, perché ho studiato qui, perché da sempre sono amico della famiglia Alampi. E poi perché credo in questo progetto. Io non andrò a raccontare ai ragazzi come si va in bicicletta, ma spiegherò quelo che ti può dare lo sport. Dirò loro come ci si rialza dopo i momenti bui, come ci si deve applicare. Io, come tanti campioni, sono stato un privilegiato, dovevo solo pensare a correre e a vincere. Ma quando si scende di sella o si smette con lo sport biosogna essere capaci di resettare tutto e riposizionarsi. Perché si lascia la bicicletta ma si scopre che c'è da pedalare come e più di prima. Come andavo io a scuola? Ci sono qui i miei figli, meglio lasciar perdere...».

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