10 Dicembre Dic 2015 1327 one year ago

Distintivo Collare d'Oro al Merito Sportivo: Eros Poli

Nell'arco di 10 anni realizza i due sogni della sua vita: l'Oro olimpico a Los Angeles e la tappa Mont Ventoux del Tour De France

Erospoli

1994, Tour De France: pensare a Eros Poli vuol dire Mont Ventoux. «Ennesima tappa lunga, 235 chilometri, ne avevamo già disputate 4 di fila superiori ai 250 km. Comunque, partenza a razzo come è tipico al Tour, poi tutti fermi, troppo caldo.

Poli

Siamo al km 48, mancano 2 all'inizio rifornimento dalla macchina ed io rimango lì ad aspettare il cartello dei 50. Salotini mi dice: “Attento rientra che Cassani ha attaccato”. Non ci credevo, non lui, ma la sua squadra. Sempre tattica Ferreti, attaccare in prossimità dei rifornimenti. Rientro e riesco ad arrivar davanti. Dopo 15 km parto in contropiede. Il gruppo si muove tardi, ho già 45". Ho 100 km davanti per arrivare ai piedi del Montventoux. Faccio quattro calcoli al volo, mi servono 24' se voglio sognare a vincere e posso perdere 1' a km. 22 chilometri di salita me ne restano 2 per coprire gli ultimi 40km, 20 di discesa 20 di pianura. Ai piedi del Ventoux ne ho 24'30", scollino su Pantani con 4'30" a 5km dall'arrivo la moto di Laurant Bezault (l'anno prima in squadra con Lemond, ora uno dei dirigenti tecnici del Tour) mi segnala che ho riguadagnato 5'. Tiro il fiato, ce l'ho fatta. Il mio sogno nel cassetto era di passare per primo in salita ed essere accolto dai tifosi per primo e provar quella emozione di vedere la gente che si apre davanti a te mentre passi, io che passavo sempre per ultimo, mezzora dopo. Quel giorno tappa e realizzo il mio sogno».

Ma quell'impresa in terra francese non ha messo in secondo piano la sua Medaglia d'Oro alle Olimpiadi di Los Angeles nella cronometro a squadre.

Quartetto Olimpiadi 84

«Quando l'inno di Mameli suona solo per te e hai una medaglia d'oro olimpica al collo non si può descrivere. In quel momento di immensa emozione ti passano in un flash tutti quei momenti che volevi mollare, le sofferenze degli allenamenti. Non si può cantare l'inno in quel momento. Ti perderesti quel flash e ti perderesti la meritata lacrima. Però non era niente male neanche la lacrima a 5km dall'arrivo quando Laurant Bezault mi ha detto dopo 170 km di fuga: “Eros hai 5', ormai hai vinto". Immaginare che in quel momento sarebbero state davanti alla televisione mia moglie e mia figlia guardarmi a vincere, mi ha emozionato moltissimo. Nel cuore porterò sempre entrambe, questi momenti che hanno un’intensità unica». (Eros Poli, Rossano Scaccini)

Qui la sezione dedicata a tutti gli insigniti di quest'anno.