3 Dicembre Dic 2015 0921 one year ago

Distintivo Collare d'Oro al Merito Sportivo: Mario Zanin

A Tokyo in quella gara su strada il suo sprint gli valse l'Oro più ambito. Il 24enne campione d’Italia riuscì a bruciare in volata tutti gli altri concorrenti

Zanin Oro

Era esattamente il 22 ottobre 1964 quando Mario Zanin salì sul gradino più alto del podio con al collo la Medaglia d'Oro più ambita: quella delle Olimpiadi.

"Io dovevo entrare in tutte le fughe, ruolo che mi vedeva già sacrificato. E infatti sono entrato subito nella fuga iniziale, e per lo sforzo stetti male e mi misi in coda al gruppetto con un rapporto agile. Fatto sta che dando pochi cambi e con la pedalata leggera mi sono sistemato lo stomaco e messo a posto i muscoli. Alla fine stavo così bene che feci una grande volata". Alla faccia di corridori come Merckx, Ritter, i fratelli Petterson, Karstens, Godefroot, lo stesso Gimondi, "tutta gente che avrebbe scritto i successivi 10 anni della storia del ciclismo".

La stella del ragazzo nato a Santa Lucia di Piave (3 luglio 1940) non fu altrettanto abbagliante tra i professionisti: un poker di stagioni tra molte ombre e poche luci, una sola vittoria nell’undicesima tappa Barcellona – Huesca alla Vuelta di Spagna 1966. Ma il suo sogno era già diventato realtà:"Si dice che dopo un'impresa ci si rende conto dopo qualche giorno. A me c'è voluto quasi il successivo quadriennio olimpico. Solo quando si iniziò a parlare di Città del Messico 1968 mi resi conto che avevo vinto un'Olimpiade, traguardo che per molti miei avversari rimase un sogno". Parola di Mario Zanin.

Qui la sezione dedicata a tutti gli insigniti di quest'anno.