23 Novembre Nov 2015 1024 one year ago

Distintivo Collare d'Oro al Merito Sportivo: Luigi Arienti

Ama e tifa Bartali, ma è Fausto Coppi a scoprirlo - Sulla pista raggiunge le soddisfazioni più grandi, fino alla Medaglia d'Oro di Roma nell'Inseguimento a Squadre

Arienti

Luigi Arienti fa il primo passo verso il mondo del ciclismo professionistico nell’inverno del 1953. La sua Desio, infatti, si rivela palcoscenico di un episodio che, a leggerlo oggi, si svelerà fondamentale. “Lavoravo in un negozio che si occupava di riparare le biciclette: mi piaceva, e ho imparato tante cose”.

Arienti In Gara

Un giorno Zambrini e Fausto Coppi varcano la soglia di questo negozio: “Erano lì per vendere biciclette. Trattavano, scherzavano, poi la titolare, la Maurina, non trovò di meglio che rivelare le mie simpatie bartaliane”.

Luigi ci resta molto male. Fausto Coppi lo osserva, nota il suo forte imbarazzo, lo accarezza e lo fissa come per rincuorarlo: “E’ giusto così – le sue parole – Gino è un grande campione, merita la simpatia di tutti”. Racconta ancora Arienti: “E’ in questo modo che Fausto inizia ad interessarsi a me, alla mia passione per la bicicletta. Io gli dissi che gareggiavo fra gli esordienti con buoni risultati e prima di andarsene mi regalò persino una maglietta da corsa”.

E così inizia l’avventura ciclistica di Luigi Arienti, con la maglietta di Fausto Coppi, tanti sogni e una bici prestata. La sua carriera da inseguitore comincia nel maggio del ’54 quando, alla vigilia delle eliminatorie della coppa Adriana, la Salus di Seregno lo esclude dalla rosa dei titolari. Sino a quel momento Luigi aveva fatto molto di buono ma nulla di eccellente, tanto è vero che mai era riuscito a piazzare la sua ruota per primo sul traguardo.

Da quel giorno però Arienti mette le ali: primo per distacco a Cesano e, dopo otto giorni, trionfa a Gorgonzola, succeso seguito poi da innumerevoli piazzamenti. Passato dilettante nel ’56, inizia a vincere e convincere, tanto che i suoi dirigenti lo indirizzano alla pista. Ed è proprio sulla pista che raggiunge la sua più grande soddisfazione: a Roma, nel 1960, accanto agli amici e compagni di squadra Marino Vigna, Mario Vallotto e Franco Testa, corre più veloce di tutti e raccoglie la Medaglia d’Oro olimpica, vincendo nell’Inseguimento a squadre impiegando 4’30’’90.

Campione Olimpico nell'inseguimento a squadre a Roma nel 1960 con Marino Vigna, Mario Vallotto e Franco Testa

Qui la sezione dedicata a tutti gli insigniti di quest'anno.