17 Aprile Apr 2015 1522 one year ago

Defibrillatori: la Federazione scrive al Ministero della Salute

In vista dell'entrata in vigore dei DM del 2011 e 2013, la FCI chiede al Ministero delucidazioni riguardo la corretta applicazione degli stessi che prevedono l'adozione di defibrillatori semiautomatici da parte di tutte le società sportive entro febbraio 2016

La Federazione Ciclistica in questi giorni ha chiesto ufficialmente chiarimenti al Ministero della Salute riguardo la corretta applicazione dei Decreti Ministeriali del 2011 e 2013 nei quali si fa riferimento all’obbligo di adozione, da parte delle società sportive, dei defibrillatori semiautomatici nell’ambito di una più generale tutela della salute dei praticanti attività sportiva.
La lettera, inviata venerdì 17 aprile dalla Federazione a firma del Segretario Generale, in particolare ricorda quali sono le peculiarità di allenamento presso la maggior parte delle nostre società sportive. Gli atleti, infatti, svolgono, di norma, sedute di allenamento o in totale autonomia o in gruppi che seguono differenti itinerari, su percorsi spesso molto distanti dalla sede della Società stessa.
Questa particolare modalità di allenamento rende di fatto inutilizzabile la presenza di un defibrillatore presso la sede sociale con lo scopo (come sottolineato nei decreti ministeriali) di garantire una defibrillazione precoce (entro 4/5 minuti) dell’atleta, unica utile secondo le evidenze scientifiche disponibili.

Da questa considerazione nasce l’esigenza di un chiarimento riguardo una disposizione che, lo ricordiamo, riguarda tutte le società sportive di tutti gli sport e che dovrebbe diventare operativa entro febbraio del 2016.

Di seguito il testo completo della lettera inviata dalla FCI al Ministero della Salute.

"Roma 16 aprile 2015

Ministero della Salute

Via Giorgio Ribotta 5

c.a. Direttore Generale della Programmazione Sanitaria

Dott. Renato Botti

Egregio Dott. Botti,

con la presente, con riferimento al DM del 24 aprile 2013, la Federazione Ciclistica Italiana intende segnalare alcune criticità, relativamente agli aspetti pratico-applicativi, per quanto previsto dall’articolo 5 del suddetto decreto e relativo allegato E in merito all’obbligo di dotazione ed utilizzo di defibrillatori semiautomatici e conseguenti modalità di gestione delle medesime apparecchiature da parte delle società sportive dilettantistiche.

Le suddette criticità risiedono nella peculiarità della pratica dello sport ciclistico, con specifico riferimento alle situazioni concrete determinate dalle consuete modalità di allenamento degli atleti per le specialità di strada e fuoristrada.

Gli atleti, anche di una stessa società, svolgono infatti, di norma, sedute di allenamento, o in totale autonomia, o in gruppi che seguono differenti itinerari, su percorsi che, siano essi su strada o nei boschi (per la specialità del fuoristrada), si sviluppano per chilometraggio e durata anche a notevole distanza dalla sede societaria. Tale realtà contrasta di fatto con i principi ispiratori, per finalità, del DM del 18 marzo 2011 e successivo DM del 24 aprile 2013, laddove, con tutta evidenza si sottolinea la necessità di prevedere una organizzazione, in termini di distribuzione strategica, di una rete di DAE in grado di garantire una defibrillazione precoce (entro 4/5 minuti), unica utile secondo le evidenze scientifiche disponibili.

Non a caso nelle specifiche del DM del 18 marzo 2011 si citano espressamente “luoghi” ben identificati ove si svolge attività sportiva, sia essa agonistica che non agonistica, e nel successivo DM del 24 aprile 2013 si fa espresso riferimento ad impianti sportivi cardioprotetti.

Ciò sicuramente contrasta con la realtà della pratica dello sport ciclistico, al di fuori delle competizioni organizzate, ponendo concreti problemi proprio in riferimento alla possibilità di reale gestione delle suddette apparecchiature salvavita così come nelle finalità di tutela della salute dei decreti ministeriali.

In merito a tali problematiche si chiede pertanto la possibilità di un incontro presso l’Ufficio Competente al fine di giungere ad una interpretazione univoca e concretamente efficace dei criteri applicativi per l’obbligo di dotazione dei defibrillatori.

In attesa di riscontro si inviano i più cordiali saluti.

Il Segretario Generale FCI
Maria Cristina Gabriotti