28 Agosto Ago 2014 0200 2 years ago

Il ricordo di Cassani: "Così ho vissuto con Martini il trionfo di Nibali al Tour"

Alfredo vedeva in Vincenzo l’immagine di “un’altra Italia, diversa da quella che si vocifera, di un paese che noi sappiamo esistere in un certo modo attraverso questo modello che abbiamo visto lottare quotidianamente fino alla vittoria”

Alfredo Martini per sempre

Gia da ieri so che oggi sarà un giorno importante. Finisce il Tour, la corsa più importante al mondo e questo atto finale lo voglio vedere da Alfredo Martini perché intendo immergermi totalmente nella saggezza del timoniere della nazionale di ciclismo fino all’ultima stilla.
Siamo seduti in poltrona uno di fianco all’altro, lui pacato come sempre ma con gli occhi che trasmettono un velo di fatica, di affanno, di silenziosa sofferenza, io tarantolato dentro, fintamente sereno con un cenno di emozione fuori. Guardo la televisione, parlo poco. E’ difficile parlare quando sei con Alfredo Martini, hai sempre paura di dire qualche stupidaggine e poi sono a casa sua per imparare e non per dare fiato ad emozioni fin troppo evidenti.
I primi 100 km ci regalano qualche sorriso, qualche bella frase di gioia e ci rendiamo conto del valore dell’impresa di Vincenzo quando tanti corridori, fino a ieri fieri avversari, vanno uno a uno da Nibali, per congratularsi, per stringergli la mano, per rendere omaggio al campione che tutti rispettano e nessuno discute.
Sento la mano di Alfredo che stringe la mia. E’ il momento più bello, quello che fa dire a Martini: “la vittoria di Nibali va oltre l’impresa sportiva, è l’affermazione del migliore. E’ la voce di un’altra Italia, diversa da quella che si vocifera, di un paese che noi sappiamo esistere in un certo modo attraverso questo modelloche abbiamo visto lottare quotidianamente fino alla vittoria ”
Le sue parole, la sua stretta di mano mi regalano un’emozione fortissima, una partecipazione totale, una ricchezza che diventano un luogo dell’anima. Ho visto tutto con il cuore, troppo deboli gli occhi per resistere a certi momenti cosi intensi. Luccicano.
Alfredo è stanco. Il suo sguardo me lo conferma ma lo sento vicino, vorrebbe dirmi tante cose ma la sua stanchezza ha il sopravvento. E’ la sua mano che mi parla. Prende la mia , la stringe. Mi guarda, mentre alla televisione il primo piano di Nibali impereggia sul podio dei campi Elisi. Si innalza la bandiera italiana, sale l’inno di Mameli, si emoziona Vincenzo e con lui tutti noi.
E domani? Solo adesso mi sovviene che sono, oltre che un italiano ed un tifoso, anche il commissario tecnico della nazionale, di una nazionale che avrà a disposizione anche Vincenzo NIbali.
Martini mi guarda, lo guardo, non abbiamo più niente per gioire, abbiamo già toccato il cielo. Adesso aspettiamo domani.

Davide Cassani