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LA SPEDIZIONE AZZURRA per Mendrisio ha mosso i primi passi.
I tecnici, Ballerini per i professionisti, Amadori per gli under 23 e Salvoldi per le donne, hanno fatto le loro scelte e nei prossimi giorni definiranno i ruoli. Ballerini è alla ricerca di un difficilissimo poker consecutivo, dopo l’uno due di Bettini e il colpaccio di Ballan a Varese, ma è convinto di avere costruito una squadra all’altezza della situazione con atleti di carattere, capaci di incidere nella corsa dall’inizio alla fine. Con Ballan, iridato in carica, Damiano Cunego, Ivan Basso, Filippo Pozzato, Stefano Garzelli, Luca Paolini, Marzio Bruseghin, Matteo Tosatto, Michele Scarponi, Giovanni Visconti e Mauro Santambrogio.
Da questi undici nomi, saranno scelti i nove titolari e le due riserve. Per la cronometro Marco Pinotti.
LE SCELTE - Rispetto agli anni scorsi, mancando Bettini, è venuto meno l’uomo intorno al quale ruotava la squadra, ma non l’ispirazione di fondo, l’idea del gruppo, che è poi il valore aggiunto delle nazionali di Ballerini.
A questo gruppo il cittì ha trovato i leader: Cunego, due vittorie alla Vuelta, entrambe per distacco.
A chi dice che si è fatto vedere troppo, Ballerini ha replicato che spesso “si è criticato Damiano perché si fa vedere poco. Io credo che quello di Mendrisio, dopo Duitama, è il percorso più duro. Occorre essere forti, avere la benzina, stare bene, Damiano ha tutto per essere tra i grandi protagonisti”. Basso, un gradino sotto Cunego, ma in Spagna ha dimostrato che per i grandi palcoscenici è definitivamente recuperato e al mondiale può essere protagonista come singolo e come uomo squadra. E Ballan, che nella definizione di Ballerini, “è in grado di fare tante cose". L’anno scorso ci ha fatto vedere che sa vincere i Mondiali, ma sa anche mettersi al servizio della squadra. E’ una pedina estremamente importante, capace di svolgere ben più di un ruolo. Quindi Pozzato, il cavallo di razza, l’artista, capace di “fare scarabocchi, ma anche capolavori. Conto nel suo estro, la sua imprevedibilità, ma anche nel suo altruismo: sarà il nostro jolly”. Stefano Garzelli, sarà il regista, perché ha “esperienza, intelligenza, carisma e poi conosce alla perfezione il percorso iridato, che gli passa proprio fuori casa. Sarà un duello all’arma bianca con la Spagna, in primis Samuel Sanchez e Valverde e poi Rodriguez, un po’ meno Freire. Poi Gilbert e Cancellara, una vera forza della natura”.
Secondo Alfredo Martini - il mitico cittì nonché presidente onorario della Federazione Ciclistica Italiana - abbiamo le carte in regola per ambire alla medaglia d’oro. Anche se mancheranno Paolo Bettini, Davide Rebellin, abbiamo una squadra forte, con un ragazzo che sta bene. Io penso che Ballan si sia nascosto un po’. Se la nostra nazionale la chiamano la Squadra, rigorosamente con la «S» maiuscola, significa che i nostri ragazzi qualcosa in più ce l’hanno. Franco Ballerini è bravo a fare gruppo”. E Ballerini ha giocato bene le sue carte, assemblando nomi nuovi e azzurri di ritorno, ma soprattutto “gente a cui vengono i brividi quando mette la maglia azzurra: allora si diventa un blocco unico”. E, spesso e volentieri, vincente.
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