RESOCONTO E CLASSIFICHE GARE 2011

Abruzzo Cross Tour, gran finale a Tossicia
Vittorie di giornata per Papaleo, Longhi, Pedante, Perna e Piccinini.

Epilogo finale per l'Abruzzo Cross Tour - Giro d'Abruzzo Ciclocross, con la terza e finale tappa, svolta sul tecnico ed impegnativo percorso di Tossicia, valevole anche Campionato Regionale Assoluto e Top Class Nazionale.
Anche l'ultima prova, come le precedenti a Pineto e Pagliare di Morro d'Oro, ha decretato un indiscusso successo organizzativo senza precedenti.
Pasquale Parmegiani, membro della Commissione Tecnica Nazionale, che ha diretto con una cura quasi maniacale tutti e tre gli eventi ha dichiarato: 'Sono molto soddisfatto dell'esito di questa 1° Edizione dell'Abruzzo Cross Tour. Il nostro intento era quello di richiamare l'attenzione dei più forti atleti della specialità proponendoci come punto di partenza per il rilancio dell'attività del Cross in terrà d'Abruzzo, a tutti i livelli, dai giovanissimi sino alle categorie agonistiche e amatoriali, e penso ci siamo riusciti in modo egregio.
Con grande soddisfazione, siamo riusciti a coinvolgere le amministrazioni pubbliche e a questo proposito ringrazio pubblicamente il Sindaco di Tossicia, Franco Tarquini, per la calorosa ospitalità nel suo Comune.
Abbiamo vissuto splendide giornate di sport, valorizzando il territorio e promuovendo il sociale. Oggi a Tossicia, con la collaborazione dell'Associazione Fontanelle 2000, abbiamo dato la possibilità a 3 detenuti di partecipare all'evento in qualità di volontari addetti al percorso.
Se quest'anno è andato bene, per la prossima edizione ci impegneremo per fare ancora meglio.'

Location e logistica impeccabile, basse temperature, intorno ai 4° e timide piogge dei giorni scorsi nonché l'impegnativo ma bellissimo percorso sono stati gli ingredienti di contorno alle gare agonistiche.

Come solito, la prima gara in programma è stata quella riservata alle categorie Esordienti 2° Anno ed Allievi.
Dopo la vittoria a Pineto e la sfortunata prova di Pagliare, Piccinini Andrea (Iron Metal Cicli Protek) riesce a riscattarsi e vincere con autorità una gara difficile, riconquistando definitivamente la maglia ciclamino di Leader . Alle sue spalle completano il podio atleti di tutto rispetto come, Fragrassi Paolo(Abruzzo Mtb) e il marchigiano Ciabocco Elia (Tre Emme Morrovalle)

Nella categoria Allievi, nuovo show del campano Perna Simone (Bruscianese Cicli Perna Balzano) che come accaduto nella prima tappa di Pineto, ha dominato i 30 minuti dall'inizio alla fine.
Ancora secondo Francesco Labbrozzi (Iron Metal Cicli Protek) piazzamento che gli consente di indossare la maglia ciclamino da leader. Al terzo posto l'umbro Corradini Michele (UC Petrigano) che dopo la vittoria di domenica scorsa a Pagliare, si è giocato il tutto per tutto con Labbrozzi per la conquista della classifica finale.

Seconda gara in programma da 40 minuti riservata alle categorie Juniores e Fascia 2 Master.
Tutto come da pronostico, l'azzurro Francesco Pedante (Iron Metal Cicli Protek) si impone con facilità, a suo agio nelle difficile rampe fangose del percorso. Pedante, ha già collezionato importanti esperienze internazionali, con le convocazioni in Coppa del Mondo e Campionato Europeo. Alle sue spalle Gallo Michele (Loco bikers) e Parmegiani Maurizio (Iron Metal Cicli Protek).

Molto combattuta la gara riservata alla Fascia 2 Master con tre atleti a contendersi il titolo, ad un solo punto di distacco l'uno dall'altro. Alla fine l'ha spuntata di misura Carlo Tudico (GS Moscufo) che conquista così traguardo e maglia. Alle sue spalle gli altri protagonisti del circuito Mauro D'Alessio (Bike99) e Alfonso Nepa (Glm Team Nepa).

Incerta e molto attesa la gara clou riservata alle categorie Elite / Under23 e la Fascia 1 Master in quanto, entrambe le categorie, presentavano almeno 3 atleti in lizza per la conquista della maglia ciclamino.
Forte partenza dello specialista Domenico Papaleo (Loco Bikers), intenzionato a fare gara d'attacco sin dall'inizio. Gli unici a tenere il suo ritmo sono Domenico Maria Salviani (TSS-Ciaponi) e Flavio Alex Longhi (X-Team Teramo). Dietro di loro si assisteva alla lotta per la maglia ciclamino tra il leader Mattia Marcelli (Aran D'Angelo & Antonucci - Bls) e il professionista Simone Masciarelli (Acqua e Sapone).
Quest'ultimo riesce a precedere Marcelli in una volata a due. Marcelli riesce comunque a conquistare il primato della classifica finale del Giro d'Abruzzo.
Incerta e combattuta anche la gara riservata alle Fascia 1 Master con Adriano Nepa (Glm Team Nepa) che forza i tempi e si avvantaggia fino ad oltre un minuto. A resistergli solo Achille Di Lorenzo ( AK Cycling Team) che però dovrà abbandonare per problemi meccanici. Una forte rimonta di Alessandro Dell'Orso (Abruzzo Mtb) , permette di ricucire il gap e tallonare il battistrada nell'ultimo giro di gara, anticipandolo per pochi metri sulla linea d'arrivo. Dell'Orso così con la vittoria riesce anche a conquistare la classifica finale del Giro d'Abruzzo con Nepa buon secondo.

La prima edizione dell'Abruzzo Cross Tour - Giro D'Abruzzo Ciclocross si chiude con il massimo dei consensi, sicuri di replicare gli impegni nella successiva stagione, con la consapevolezza di ottenere nuovi e più importanti successi organizzativi.

ESORDIENTI 2° ANNO
1 Piccinini Andrea (Iron Metal Cicli Protek) 2 Fragassi Paolo (A.S.D. Abruzzomtb Team Protek) 3 Ciabocco Elia (Tre Emme Morrovalle A.C.D.) 4 Lambertucci Diego (Tre Emme Morrovalle A.C.D.) 5 Di Giovanni Emanuele (Digiotek Team)
ALLIEVI
1 Perna Simone (Bruscianese Cicli Perna Balzano) 2 Labbrozzi Francesco (Iron Metal Cicli Protek) 3 Corradini Michele (U.C. Petrignano A.S.D.) 4 Teti Antonio (Bruscianese Cicli Perna Balzano) 5 Candi Antonio (Pianello Cicli Cingolani)
JUNIORES
1 Pedante Francesco (Iron Metal Cicli Protek)
2 Gallo Michele (Loco Bikers)
3 Parmegiani Maurizio (Iron Metal Cicli Protek)
4 Caricati Nicolo (Loco Bikers)
5 Mozzillo Francesco (Picardi C. Sorrentina)
FASCIA 1 MASTER
1 Dell'Orso Alessandro M1 (A.S.D. Abruzzomtb Team Protek) 2 Nepa Adriano M1 (Glm Team Nepa) 3 Valloscuro Rocco M2 (AK Cicling Team) 4 Scipioni Domenico M2 (X-Team Teramo A.S.D.) 5 D'alonzo Silvio M1 (AK Cycling Team)
FASCIA 2 MASTER
1 Tudico Carlo M4 (G.S. Moscufo) 2 D'Alessio Mauro M6 (Bike99 Broadcast Solutions) 3 Nepa Alfonso M4 (Glm Team Nepa) 4 Malatesta Graziano M6 (Team Bike Morlacchi C.Stampa) 5 Testardi Alfonso M6 (Team Bike A Ruota Libera)
DONNE MASTER
1 Spadaccia Elena Du23 (Loco Bikers)
2 Mancini Monika Manuela Mw2 (A.S.D. Amici Della Bici Junior)
3 Piattelli Paola Mw2 (Asd Mtbgroup.It)
DONNE ALLIEVE
1torcianti Elena (Superbike Team Asd)
2 Bellucci Oana (A.S.D. Amici Della Bici Junior)
ELITE / UNDER23
1 Papaleo Domenico U23 (Loco Bikers) 2 Salviani Domenico Maria U23 (Tss-Ciaponi Lubr-A&V C.T.) 3 Longhi Flavio Alex E (X-Team Teramo A.S.D.) 4 Pavoni Pietro E (Team Co.Bo Pavoni) 5 Masciarelli Simone E (Acqua & Sapone) 6 Marcelli Mattia U23 (Aran - D'angelo & Antenucci - Bls) 7 Acquaviva Francesco U23 (Aran - D'angelo & Antenucci - Bls) 8 Pavoni Paolo E (Team Co.Bo Pavoni) 9 Grandi Alessandro E (Team Co.Bo Pavoni) 10 Lavieri Antonio U23 (Loco Bikers)

VINCITORI ABRUZZO CROSS TOUR - GIRO D'ABRUZZO CICLOCROSS
Esordienti 2°Anno: Piccinini Andrea (Iron Metal Cicli Protek)
Allievi: Labbrozzi Francesco (Iron Metal Cicli Protek)
Juniores: Pedante Francesco (Iron Metal Cicli Protek)
Open Elite/Under23: Marcelli Mattia (Aran - D'angelo & Antenucci - Bls)
Fascia 1 Master: Dell'Orso Alessandro(AbruzzoMTB)
Fascia 2 Master: Carlo Tudico (GS Moscufo)
Donne: D'Onofrio Beatrice

CAMPIONI REGIONALI ABRUZZO 2011/2012
Esordienti 2°Anno: Piccinini Andrea (Iron Metal Cicli Protek)
Allievi: Labbrozzi Francesco (Iron Metal Cicli Protek)
Juniores: Pedante Francesco (Iron Metal Cicli Protek)
Under23: Marcelli Mattia (Aran - D'angelo & Antenucci - Bls)
Elite: Longhi Flavio Alex E (X-Team Teramo A.S.D.)

Elite sport: Fabio Marino (Bici Mania Fossacesia)
Master1: Dell'Orso Alessandro(AbruzzoMTB)
Master2: Scipioni Domenico (X-Team Teramo)
Master3: Starinieri Uliano (Cerrano Outdoor)
Master4: Nepa Alfonso (Glm Nepa Team)
Master5: Rubeis Michele Luigi (Ciclistica L'Aquila)
Master Over: Mauro D'Alessio(Bike99)
Donne: Mancini Monika Manuela (A.S.D. Amici Della Bici Junior)

 

 

 

Donne da prima pagina alla 24H MTB S.P.Q.R. “Challenge Nazionale 24 Cup

L’altra metà delle “ruote grasse” abruzzesi: ritratti femminili che hanno lasciato un segno

 

Roma - Carisma, forza, eleganza, carattere e determinazione. Virtù di donne incredibili. Anzi, uniche, rimaste impresse nella mente di chi le abbia incrociate su quel manto sconnesso di terra battuta, all’ombra dell’acquedotto millenario di Appio Claudio. E’ così che comincia l’ennesima esperienza umana ed agonistica per Monika Mancini, Serena Chiavaroli, Maria Grazia Cornacchia, Sara Matricardi, Paola Piattelli, Antonella DiSanto, Lorella DiLullo, Silvia Zappacosta e Marianna Paciocco. Ed è così che finisce, con quei volti intensi, provati dalla fatica e senza un filo di trucco. Tanta stanchezza, ma anche tanta forza e, soprattutto, tanta ironia.

Il palcoscenico? L’edizione 2012 della 24H MTB S.P.Q.R., quello delle grandissime occasioni, quello della regina assoluta tra tutte le prove di endurance “day&night” nazionali (e forse internazionali), quello dove pedali fianco a fianco con i “mostri sacri” della MTB tricolore mangiando sabbia e polvere: Johnny Cattaneo, Mike Felderer o Stefano Capponi, tanto per citarne qualcuno.

Il 23 settembre 2011 tutto è pronto! Dall’Abruzzo parte la carovana pronta a travolgere (e farsi travolgere), da un’esperienza davvero unica ed impagabile dove le emozioni appartengono soltanto a chi le abbia vissute almeno una volta. Emozioni molto, troppo personali, che non possono essere raccontate semplicemente con le parole, le foto o i video. Un Abruzzo che sceglie, sì, di ben figurare, ma che offre comunque a tutti l’opportunità di prender parte a questa ennesima “prova di forza”. Così, a tempi di record, si mescolano i ragazzi del BikeInside Team con quelli dell’MTB Scanno, quelli del Cerrano Outdoor, l’Avezzano MTB, la Ciclistica L’Aquila, l’MTB Group e la Bike99. Alla 24H di Roma, come ogni anno, ci sarà di tutto: agonismo, goliardia, spettacolo. Non è una competizione difficile da capire, non più di una gara di Campionato o di una corsa a circuito su strada, ma un’avventura dalla quale 1.600 bikers si sono trovati fatalmente attratti. E non bisogna essere necessariamente dei cultori della mountain-bike per apprezzare la 24 Ore di Roma, così come non occorre essere giocolieri per comprendere l’abilità tecnica che usano i partecipanti su quei 7km. di tracciato, benché a dislivello “zero”, tra quelle curve strette a rilancio, quei dossi ad accelerazione gravitazionale negativa e quei piattoni dissestati e polverosi dove, sfruttare la scia di chi precede, nasconde sempre un rischio ben dichiarato. Infine, non bisogna essere dei generali per apprezzare lo scontro campale sportivo per la conquista del territorio, laddove a dominare rimangono sempre i blasoni del Full-Dynamix e del MTB Team Santa Marinella. Insomma, dimenticati tutti gli stereotipi, i rappresentanti dell’Abruzzo “forte e gentile” si sono goduti al meglio la più spettacolare gara di endurance del centro Europa piazzando (anche) quel colpo gobbo che molti si aspettavano: i piazzamenti della “Cicli Sport Mania Aquile Azzurre” (team iridato del Campionato MTB Abruzzo Soc.), dell’ “Avezzano MTB” e del “BikeInside Team”, rispettivamente noni, decimi e quindicesimi assoluti con team da 8 atleti, sembrano quasi una curiosa coincidenza. Ciò che, invece, non può considerarsi in alcun modo una coincidenza, l’indiscussa qualità della MTB abruzzese!

Insomma, la mountain-bike e la 24 Ore di Roma sono anche questo: delle avventure “semplici” ed esaltanti. Dopo averle scoperte non si lasciano più, perché si ama quella disciplina ed il popolo dei bikers, quello che in una 24 Ore può mischiarsi anche indossando colori e divise diverse… e non è la solita retorica. Si ama la fatica portata allo stremo delle forze, si adora la solidarietà di Squadra e quel sano “cameratismo” che fa sentire un tutt’uno con qualcosa di più grande. Non si dimentica più l’emozione della partenza, o dell’arrivo stesso sulla linea di cambio, preceduto da un urlo che il compagno deve prontamente identificare… Soprattutto di notte. Un urlo che si è più volte confuso con il sibilo degli aeroplani che transitavano sul parco per il loro finale su Ciampino. E non si dimentica quella splendida alba romana, con quel sole arancio che corre sull’acquedotto millenario pronto a svegliare una metropoli che prende vita pian piano. Soltanto allo scoccare del mezzogiorno della domenica successiva (dopo 24 ore, appunto), si capirà che avervi preso parte, in fondo, è stato facile: si è trattato di percorrere quel tracciato per un giorno ed una notte interi. In una parola… si sarà andati avanti. Tutto qui, basta solo questo.

E poi, quella offerta da Mariano DiMauro e Claudio Vettorel è l’occasione più bella, perché si corre ad un passo da casa… Si và in una città che, paradossalmente, ama le “ruote grasse” e che attende l’evento per un anno intero. E ci si immerge in una location che è una meta agognata da tutti (alzi la mano chi non vorrebbe pedalare all’ombra dell’acquedotto più datato del mondo!). Ebbene, hic et nunc (tanto per rimanere nella formula della “latinitas”), l’Abruzzo si è impegnato per cacciare il meglio di sé stesso, ad una sola settimana di distanza dalla fine di un Campionato Regionale lungo e massacrante. Per tutti i ragazzi l’obiettivo rimane sempre il solito quando si parla di “24 Ore”: non mostrarsi, di certo, migliori degli altri ma entrare tra le prime 10 Squadre del challenge, questo sì. E così è stato.

Si parlava delle donne abruzzesi, delle nostre affezionatissime e protette “quote rosa”… C’erano quasi tutte.Tutte assieme, prima od ultima non importa, hanno espresso un potenziale enorme: anzi, da Bologna in giù, il “carrozzone” abruzzese è quello che più di ogni altro si onora della presenza di così tante protagoniste delle “ruote grasse”. Una “squadra femminile” bella a livelli narcisistici, dove si è mescolata l’esperienza alla determinazione, la tecnica al gesto atletico, la voglia di crescere alla passione pura e semplice. E poi, si tratta pur sempre di ladies burlone e gaudenti, che hanno saputo farsi notare soprattutto in simpatia: vederle conciate da “vedove allegre” e comari, con pizzi, merletti e gonnellini succinti alla partenza della “24 Ore di Roma” è stato uno spettacolo di gusto per tutti. Con queste qualità si può battere chiunque. E via sul podio!

Insomma, l’Abruzzo della MTB incamera un successo prestigioso e và in ferie sino alla prossima stagione.

Un 2011 che, di certo, non può considerarsi così avaro di soddisfazioni. E intanto anche la 24 H MTB S.P.Q.R. 2011 viene brillantemente archiviata, con particolare menzione alle nostre “quote rosa”, icone di tenacia, simpatia, stile ed eleganza.

…Ennesima conferma del primato “made in Abruzzo” al di fuori dei confini regionali. 

Ossiani Paolo (Bike99 – L’Aquila)

Visto dal gruppo:

La 24h di: Paola Piattelli "MTBGROUP.IT
Staffetta da 4 Master Lady5
5° class
.

La mia 24h una vera endurance tutta dedicata alle Quote Rosa della MTB...forza ragazzeeeee!

Dopo la l'esperienza dello scorso anno, e' stato bellissimo poter condividere emozioni nuove, positive e negative, con gli amici di sempre delle ruote grasse!
 Nonostante lo schianto iniziale contro le transenne appena dopo una brillante partenza, e un malessere che non mi ha dato tregua per meta' della  gara, sono riuscita a chiudere in bellezza anche questa volta, passando al chip come ULTIMA ARRIVATA di questa edizione della 24h piu' bella al mondo!
Dandovi appuntamento alla prossima avventura colgo l'occasione per ringraziare:
M.grazia Cornacchia in primis, per il the' caldo con il miele! (e' grazie a lei se sono riuscita a pedalare fino alla fine!
Rossana per avermi rasserenata e fatto sorridere tanto con la stessa spensieratezza di un bambino..
 Gianni per avermi sistemato la bici, poco prima della partenza...
Tutte le mie compagne di avventura per essere state " semplicemente meravigliose"...una per tutte -tutte per una
Grazie agli organizzatori per la 24 minuti tutta dedicata alla categ. G1-G6!
Alla Pro-Bike per averci permesso di rivedere il Campione Italiano di Bike-Trial, il Super Gabriele Pampanelli!
 Uno Speciale a Paolo per  aver pubblicato la  Rassegna Stampa in maniera SUPERLATIVA!

A voi...il mio Battito Rosa...il migliore di questa 24h!
 

La  24h di: Moreno Di Labio " BIKEINSIDETEAM"

Una volta che si è conclusa un’esperienza si può tentare di farla vivere a chi non c’è stato usando le parole, le immagini e i video. Ma le situazioni e le emozioni appartengono a chi le ha vissute, solo quelli che c’erano sanno com’era veramente. Noi fortunatamente c’eravamo!
In una manifestazione internazionale dove hanno partecipato più di mille e seicento persone, in una cornice unica come quella dell’acquedotto Claudio, noi abruzzesi c’eravamo! L'Abruzzo era presente con un nutrita rappresentanza, dovunque ti giravi scorgevi un viso familiare e questo è bello quando giochi fuori casa, in mezzo a tanta gente e trovi qualcuno che ti riconosce e ti saluta.   Maschi e femmine, giovani e meno giovani, forti e tenaci per dimostrare il valore della nostre squadre e mettere in evidenza i nostri colori. Abbiamo messo insieme persone del Bike Inside Team, della MTB Scanno, della Bike 99, della Cerrano Outdoor, Avezzano MTB, Ciclistica l'Aquila e MTB Group per formare delle squadre che ben figurassero. Senza peccare di troppa presunzione possiamo dire che così è stato. Bisogna dire che il valore agonistico della MTB abruzzese è abbastanza alto, scorrendo la classifica più affollata, ossia quella maschile con team da 8, compaiono 3 team abruzzesi nei primi 15 posti: Ciclisport  Mania Aquile Azzurre IX posto, Avezzano MTB X posto e noi al XV. Questi tre piazzamenti sono coerenti con la classifica finale del campionato regionale a squadre, rispettivamente prima, quarta e terza. Una menzione particolare merita il MITICO Lorenzo D’Aversa, III nella categoria Senior individuale, ha compito 66 giri per la bellezza di 488 Km. 

E’ incredibile come ogniuno si sia impegnato per dare il meglio di se stesso e far figurare bene la propria squadra. Guardando i tempi a giro si vede che la differenza è di pochi secondi, ma su 24H è la somma di questi che fa la differenza per il piazzamento in classifica. Oltre al tempo individuale era importante dare il cambio nel giusto modo riducendo al minimo il ritardo. L’arrivo sulla linea di cambio era preceduto da un urlo che chiamava il compagno che doveva dare il cambio, soprattutto nella notte si usava la voce per farsi riconoscere e dare il pronti, via. Il percorso andava affrontato spingendo a tutta: “tutt’affunate, da lu prime a lu uteme second”, rischiando in curva e sfuttando la scia di qualcuno che andava poco più forte. Se abbiamo sofferto noi che ci siamo alternati notte e giorno facendo 11 o 12 giri, figuriamoci quelli che di giri ne hanno fatto 75 o 74 come HAGER MARKUS e PILLEY MORGAN. Gente veramente speciale, che a giro impegava lo stesso tempo di quelli che avevano il cambio disposto a continuare. L’arrivo è stato emozionante perché era l’occasione per vedere chi erano questi fenomeni che conducevano le classifiche, fenomeni con cui abbiamo condiviso il percorso e corso fianco a fianco per 24 ore. Dai super atleti della Full Dinamix che hanno percorso 102 giri a quelli che fatto qualche giro si sono fermati a godersi lo spettacolo.
Che dire? E’ stato bello esserci, vedere tanta gente diversa e in mezzo a tanta gente vedere il nostro logo ovunque presente, era importante anche farsi notare hanno fatte le ragazze che si sono vestite da simpatiche “ballerine”, belle e brave!

La 24h di: Antonella Di Santo "bikeinsideteam"miglior tempo della staffetta 4 lady!
 4° class


24h...Tanta fatica, tanta polvere, tanta stanchezza....tanto sudore....ma tanta soddisfazione di avere portato a termine questa sfida...e la scoperta di cercare e trovare la forza di continuare senza mollare mai nel gruppo, negli amici che ti accompagnano in questa avventura.  La tenacia e la grinta di tutti sono stati l'energia per continuare...che altro dire se non ancora grazie a tutte le persone che insieme hanno reso indimenticabile e unica questa esperienza!! Le bikers abruzzesi ci hanno provato e sono state tutte premiate. Non è male come risultato. E forse questo o forse l'adrenalina che ancora ci scorre nelle vene per le emozioni appena trascorse ci hanno lasciato la carica di trovarci ancora!


 
La 24h di: Lorella Di Lullo "bikeinsideteam" staffetta 4 Master Lady-
4°class
 

La mia 24 ore:
Pedalare per 24 ore!!! l'idea stessa fa impressione! Eppure ci abbiamo provato! Certo non pensavamo di primeggiare, ma la sfida era prima di tutto con noi stesse! 4 donne, età diverse, fisicamente diverse, ma con la stessa grande determinazione, caparbietà, tenacia, forza...
La vedova allegra e le commari..pronte alla sfida!!! :) Le persone incuriosite ci fotografano e poi ci dicono anche grazie..ahahah ..che storia! :) La nostra capitana Paola ha l'onore del primo giro...con il suo boa rosso è inconfondibile nella folla dei bikers che si lanciano alla ricerca della propria bici..poi tocca alla Antonella, incontenibile...esplosiva...poi il mio turno...ho paura di sbagliare al cambio..il cuore batte forte...ma poi vado prendo confidenza e comincio quel percorso di terra, fossi, pietre, polvere...che poi imparerò a memoria...ed eccomi alla fine del giro...ce l'ho fatta...ed anche con 21 min....un'impresa per me..che sono la più "grande" del gruppo ma la più "giovane" come esperienza sulla bici :) Silviaaaaa e vai!!!! Che emozione ragazzi....! Arriva la sera... mi trovo al mio decimo giro...al cambio chiamo Silviaaaa.. nessuno risponde...ma qualcuno mi dice che è caduta...si è fatta male...allora decido di uscire di andare a vedere....vado col cuore in gola..ma per fortuna non è niente di grave...però continueremo a girare solo in tre...a quel punto mi prendo una pausa ..mangio..cerco di dormire nel camper di Uliano..mi giro e mi rigiro...ma la paura di non svegliarmi..la tensione..non mi fa chiudere occhio! Alle 5 sento che le ragazze sono tornate...allora mi preparo e torno sul campo di battaglia...è buio le mie luci nn sono granchè e la polvere nn mi fa vedere nulla...ma forse proprio per questo vado più spedita...durante il percorso mi superano dei mostri...che vanno forte come treni...che emozione correre insieme a dei veri campioni dei grandi atleti!!! Faccio il primo giro..e poi il secondo..al cambio chiamo le mie compagne..Paolaaa...Antonellaaa...ma nn c'è nessuno...e allora vado avanti....nel frattempo comincia ad albeggiare ..che spettacolo!....e intanto lungo il percorso i flash continuano ad illuminarmi....ed ecco compare il sole..un'enorme palla arancione all'orizzonte....che meraviglia! arrivo al mio terzo giro, sono di nuovo al cambio comincio a sentirmi stanca...chiamo Paolaa ..Antonellaaaa...ma nn ci sono ancora..e allora vado per il mio quarto giro....mi raccontano poi che i bikers sorridevano divertiti alle mie urla inascoltate :)) alla fine del quarto giro decido di uscire ...che esperienza ragazzi....le due ore più belle ed intense della mia 24 ore :)
Siamo alla fine della gara...l'ultimo giro spetta alla capitana....e udite udite...le nostre 2 squadre si classificano quarte  e quinte..saliremo sul podio!!!! Evviva...non potevamo sperare di meglio! Ma ecco c'è un'altra storia in questa giornata....la performance della mia cara amica Marianna...che con i suoi 33 giri si classifica sesta fra le solitarie...che tempra ragazzi..incurante del dolore provocato dalla sella, dalla stanchezza fisica, arriva al traguardo con un grande inconfondibile sorriso :)
 

 

 

Campionato Regionale di Società. E’ passato per Lanciano l’ultimo treno per il titolo

Sono le “Aquile Azzurre” i migliori bikers d’Abruzzo

Alla “Bike99” e “Bike Inside Team” l’argento ed il bronzo

I Responsabili della FCI Abruzzo: “Mai visto un Campionato così entusiasmante”

 

Lanciano (CH) – Si fa presto a dire “squadra”. C’è un Presidente, ci sono i dirigenti, naturalmente gli atleti, qualche volta i simpatizzanti. Ma se a parlarsi è delle squadre che compongono il “carrozzone Abruzzo” c’è molto di più: sodalizi che trasudano passione, emozioni, sorrisi, lacrime, gioie e dolori. E poco importa se la conquista di quel titolo, così tanto sofferto e meritato, venga rimandata a data da destinarsi. Le squadre che si sono contese l’agognato scudetto, quest’anno, il loro personalissimo Campionato lo avevano già vinto.

Già altre volte la “costa dei trabocchi” è stata palcoscenico della finalissima ma, quest’anno, l’evento ha avuto un sapore diverso. La manifestazione ha ottenuto un riconoscimento nazionale di assoluto prestigio fregiandosi della medaglia d’oro dalla Presidenza della Repubblica in occasione dei festeggiamenti per il 150° dell’Unità D’Italia. Davvero un marketing virale in grande stile grazie al quale, l’ultimo testa-a-testa tra le squadre in lizza, è passato di certo alla storia della MTB abruzzese. Con queste premesse, e quando si affrontano atleti così determinati, allora quello è un appuntamento da non perdere!

E lo racconta la vita stessa dei club titolati: la “Cicli Sport Mania - Aquile Azzurre”, la “Bike99 - Broadcast Solutions” e il “Bike Inside Team”. Ma soprattutto lo raccontano gli ultimi anni quando, a parte la stagione nera del sisma aquilano, quasi tutto nella terra di Gabriele D’Annunzio è stato deciso dal confronto finale tra questi titani.

Aquile Azzurre”, “Bike99” e “Bike Inside”. Tre filosofie diverse ed un comune denominatore: il successo. Tre grandi Presidenti che hanno gestito in maniera singolare i loro squadroni arrivando allo stesso traguardo. Atleti che, dopo essersi “punzecchiati”, a forza di sfidarsi sui campi i gara hanno imparato a stimarsi. Patron Caprarese (Aquile Azzurre) ha scelto la via della MTB spettacolare interpretata da giovani di belle speranze cresciuti nei “settori giovanili” della MTB abruzzese. Patron Celi (Bike99) ha scelto la via più semplice, quella della passione e del divertimento, consolidando nell’amicizia un gruppo storico. Il Presidente Cini (Bike Inside), infine, ha fatto della “regolarità” la sua arma letale. Squadre “titolate” e belle da veder correre che hanno reso orgogliose tre città diverse fino a farle diventare, almeno per un giorno, roccaforti dei migliori bikers d’Abruzzo.

Fin’ora sono stati corsi 7 Campionati Regionali: il primo, tanto per dare il senso della storia, nella primavera del 2004, quando tutto però era diverso. Gli atleti sui campi di gara raggiungevano al massimo le 50 unità e le squadre si chiamavano “RampiClub Barrea”, “Ciclistica L’Aquila” e “MTB Scanno”. Da allora molto è cambiato. In questo Campionato Regionale MTB 2011 i ragazzi delle “Aquile Azzurre” hanno dominato, ma a sgretolare quelle certezze che avevano accompagnato i cammini trionfali delle primissime settimane ci ha pensato il roster ricco di talenti dei loro antagonisti. Insomma, doveva essere il Campionato dei “veci”, quello delle squadre rivelazioni come l’ “Avezzano MTB” o quello dell’eterna sfida “Iron Bikers” / “Bicimania Fossacesia”, ma Capitan Colaiacovo ha rovinato tutto stazionando eternamente al primo posto nella ragnatela della classifica sino alla vittoria finale. Secondo e terzo incomodo, rispettivamente, “Bike99” e “Bike Inside Team” con le loro la capacità di dosare e gestire le forze in campo per cinque lunghi mesi: strategia essenziale di chi puntava a salire sul gradino più alto del podio. “Un Campionato entusiasmante, impegnativo, selettivo, ricco di presenze e qualitativamente superiore rispetto alle passate edizioni”, commenteranno i Responsabili della FCI arrivati a Lanciano per l’occasione.

Lanciano… Costa dei trabocchi. Ultimo palcoscenico della MTB abruzzese. Proprio come la “Scala” per la lirica o il “Roland Garros” per il tennis. Con il suo tracciato da 53,5 km. e 1.400mt. di dislivello ha fatto brillare stelle di prima grandezza sin dagli albori: Angelo Campana, Antonio Carfagnini o Beppe Musti, per la cronaca. Domenica 18 settembre il rito si è ripetuto e tutti gli appassionati delle “ruote grasse” si sono fermati a guardare. Naturalmente hanno raccolto

 

 

l’invito tutti (ma proprio tutti) i bikers abruzzesi: categoria per categoria sino alla MOVER passando per ESORDIENTI ed ALLIEVI. Il tocco glamour è stato poi offerto dalle WOMAN: anzi, proprio le quote rosa presenti (Paola Piattelli, Sara Storione, Maria Grazia Cornacchia &Co.) hanno dimostrato di saper andare forte non solo in simpatia e caparbietà, ma anche e soprattutto in classifica. Insomma, a ridosso della linea di partenza, a colpire, è il tripudio di colori e quel clima di assoluta festosità tipico dell’ultimo giorno di scuola. Ma appena il signor Carosella, primo giudice di gara, si frappone tra gli agonisti ed il mezzo-staffetta, le emozioni cambiano radicalmente. …Il famoso fattore “A”… “A” come “adrenalina” per l’ultima gara della stagione.

Pronti, Via!”. Si sprinta sul bitume per guadagnare posizioni. L’ingresso sul primo sterrato è “dolce”, quasi impercettibile e nessuna salita è così impegnativa. L’arrivo a Rocca è pressoché immediato (…le AVG sono elevate) ed a pochissimi metri di distanza la prima discesa, tecnica e veloce, che porterà proprio nel mezzo del borgo rurale. A seguire tutto un tracciato “off the map”, “fuori dal mondo”, fatto di guadi, vallate e boschi quasi impenetrabili, borghi, vigneti “a capanno”, un meraviglioso tratto della dismessa ferrovia Adriatica e, naturalmente, i trabocchi. Sono queste le cose che gli agonisti riescono a condividere. Sembra paradossale ma… è proprio da questo momento che si dà seriamente fuoco alle polveri complice la prima vera salita, la più lunga ed impegnativa (27% pendenza documentata), sulla sommità della quale gli agonisti si contano in numero sempre inferiore. Ma che spettacolo da qui su, con lo sguardo che si sperde verso la “Pinetina”… A seguire un sali-scendi inarrestabile che si alterna a tratti tecnici e difficoltosi. Sull’unico tratto che lo permette, quello della vecchia ferrovia adriatica, i fondisti sparano le loro cartucce: di contro, quando i motori ingolfati da un consistente quanto inesorabile accumulo da lattato si bloccano, i crampi diventano la norma. Ma i più tenaci ne approfittano passando come fulmini ora sulla destra ora sulla sinistra. Poco più avanti si torna a fare i conti con la salita: e che salita! Eccola la “Pinetina  di Vallevò”, il punto più alto, più suggestivo e panoramico di tutto il tracciato. Come tale anche il migliore dove poter assistere al passaggio degli agonisti. Anzi, la maggior parte degli appassionati spettatori è assiepata proprio al culmine del selciato. Tutti gli occhi sono puntati sugli atleti delle prime squadre. Gli agonisti passano e ripassano. Le loro divise si confondono. Come in un pallottoliere mentale si tenta di conteggiare i bikers ma è solo un’esplosione di colori. Da questo momento in poi non sono moltissimi i kilometri che separano gli agonisti dal traguardo ma, a giudicare dai volti deformati dalla fatica, saranno i 20km. più lunghi e “partecipati” di tutto il tracciato. Oltre ai crampi manca la lucidità mentale: per evitare guai peggiori alcuni agonisti rallentano il passo scalando qualche “dentino” mentre altri continuano a sfiorare i cannetti, nelle loro chicane, a velocità elevate. Ma oramai ci siamo. Una voce al megafono posta sulla linea di arrivo anticipa l’arrivo dei primissimi. Il CAMPIONATO REGIONALE SOCIETA’ MTB  2011 si appresta a chiudere definitivamente i battenti con le sue gioie e le sue lacrime. Un Campionato cresciuto dapprima nei cortili di casa e poi sviluppatosi in lungo e in largo per l’Abruzzo dove festeggia un 2011 da brivido ma, soprattutto, dove ha trovato la dimensione ideale: location strepitose, tante squadre e bikers entusiasti che lo adorano. Alessandro Peruzzi (“Grams Bike”) taglia il traguardo. Seguono Matteo Colaiacovo (“Cicli Sport Mania - Aquile Azzurre”) e Mirko Catone (“G.C. Melania”). Piazzamenti individuali che contano poco: oggi si scrive la storia di una Squadra! Una storia che parla di sacrifici, rinunce, amicizia e solidarietà. Proprio come in quell’abbraccio finale tra i protagonisti, così denso di emozioni, quei lucciconi negli occhi, a volte un po’ amari o quel simbolico podio finale offerto agli ultimissimi arrivati. Quante emozioni!

A conti fatti, che sia stato corso o semplicemente tifato, questo Campionato MTB 2011 ha avuto la capacità di entrare prepotentemente nelle vite di tutti influenzandone positivamente l’umore, le abitudini e la vita. Un Campionato dedicato alle nostre famiglie, alle nostre compagne, ai nostri figli. Una passione, quella per il ciclismo e per la MTB, che per chi guarda dall’esterno sembra una vera e propria ossessione. Invece no! Una “fede” per mezzo della quale ognuno rafforza in sè il valore dell'amicizia, dell'attaccamento ad una maglia, dello spirito di sacrificio, dell'ambizione, della forza di volontà, della dedizione, della sofferenza fisica e della fatica. Chi ha vissuto questo percorso straordinario comprenderà… Pedalare tra grandine e pioggia, come nella grigia giornata scannese o sotto il solleone tra i trabocchi di Lanciano, pedalare in siffatte condizioni, per quanto appassionante, è ancor più fatica immane ma consente un contatto con la propria forza di volontà in tutto il suo "splendore"... prerogativa di pochi. Come dimenticare, poi, quell’ “abito” d’agonista? Questa disciplina, e questo Campionato, non lo corri per i soldi. Qui non diventi ricco ma raggiungi quella  esperienza, quella soddisfazione e, perché no, quella “gloria” destinata a non essere scalfita dal tempo.  

Hanno fatto tutto ciò i primi e gli ultimi in classifica, la cui motivazione è stata la stessa dei “big”. Le storie degli ultimi sono belle almeno quanto quelle dei leader! Fregiarsi di queste qualità, prima ancora che di uno scudetto, è già di per sé “poesia”.

Come non trattare, infine, dell’organizzazione e della logistica al limite del “maniacale”. Un lavoro davvero encomiabile per i “ragazzi di ferro” che, forti della loro passione, riescono addirittura a “bloccare” per l’occasione l’apertura della stagione venatoria (con buona pace dei cacciatori). E poi la segnaletica, l’assistenza meccanica, i rifornimenti idrici prontamente rafforzati viste le condimeteo, docce e spogliatoi ospitali ed un pasta-party ricco, fresco e completo allo stesso tempo. Cosa augurare agli “Iron”? Che la GranFondo “Costa dei Trabocchi” diventi nel tempo una degna erede della Marathon di Scanno (amici Scannesi permettendo…).

Non credo vi sia latro da aggiungere. 

…E’ solo giunta l’ora del “rompete le righe”.

Ossiani Paolo (Bike99 – L’Aquila)

CLASSIFICA GRAN FONDO

CLASSIFICA MEDIO FONDO

 

Un ringraziamento particolare  và ai "Giornalisti Collaboratori della Struttura", Antonio Carfagnini, Giacomo Petruccelli e Paolo Ossiani che con il loro lavoro ha permesso a questa Struttura di offrire un servizio unico del suo genere con la pubblicazione delle consuete  rassegna stampa.

Arrivederci al prossimo anno.

La Struttura Tecnica Regionale FUORISTRADA.

 

 

 

Campo di Fano (AQ) 11 settembre 2011

L’atleta della Cicli Sport Mania Aquile Azzurre trionfa nella 1ª edizione Memorial NICOLA DI PIETRO

Vince sempre Lui: COLAIACOVO

 

La Mountain Bike abruzzese ha proposto, questa mattina , in quel di Campo di Fano (Aq), una bella manifestazione all'insegna dello sport, della gastronomia e della tradizione. L'organizzazione è stata curata dall'Associazione CICLISTICA CAMPO DI FANO coadiuvata dalla locale Pro Loco "Nicola Di Pietro". La prova era valida come finale del circuito Regionale della Federazione Ciclistica Italiana ABRUZZO CUP 2011. A trionfare è stato Matteo Colaiacovo della CicliSport Mania Aquile Azzurre, che ha battuto Catone Mirko della GC Melania e Mastrantonio Lucio della Bike 99 Broadcast Solutions.

Campo di Fano è un piccolo borgo di circa 300 abitanti della Valle Peligna, in provincia di L'Aquila. Situato nel territorio del Comune di Prezza di cui è frazione, si distende lungo la strada provinciale Nolfese, tra il Monte San Cosimo a nord e il fiume Sagittario a Sud. Molto attiva la  Pro Loco di Campo di Fano, costituita il 27 gennaio 1995. In questi anni di attività la pro loco di Campo di Fano , per la qualità e la qualità delle manifestazioni che riesce a mettere in campo, ha assunto un ruolo di grande importanza tra le associazioni della zona che si occupano di eventi, culturali, ricreativi e sociali. Sin dall'inizio obiettivi pruincipali dell'Associazione sono stati la riscoperta e la valorizzazione della cultura, delle tradizioni e dei prodotti tipici dell'intera Valle Peligna. Non per niente fiori all'occhiello delle numerose attività della Pro Loco sono: la Sagra dell'Aglio Rosso che si svolge ogni anno il secondo fine settimana del mese di luglio.

Un consiglio per i prossimi anni, da rivedere la discesa "NON PER TUTTI". Gli amatori che di domenica in domenica popolano le Nostre Manifestazioni il giorno devono tornare a lavorare. Pensiamo a loro. Comunque tutto è dettato dall'inesperienza di questa Nuova Società che si è affacciata quest'anno nel mondo delle ruote grasse abruzzesi.

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER AL

 

 

 

 

Sulmona Campo di Giove (AQ) 04 settembre 2011

L’atleta della Cicli Sport Mania Aquile Azzurre torna alla vittoria nella 21ª edizione della Sulmona-Campo di Giove

COLAIACOVO è imprendibile

Matteo Colaiacovo della CicliSportMania Aquile Azzurre domina la Sulmona-Campo di Giove, classicissima delle “ruote grasse” abruzzesi, giunta alla 21ª edizione. Secondo è giunto l’ottimo Giuseppe Musti (AC Subequana), terzo il Catone Mirko (GC Melania).

La prima edizione della Sulmona-Campo di Giove si disputò nel lontano 1990, quando la bici dalle ruote grasse, appena inventata, si chiamava “rampichino”. Una gara che già allora riscuoteva consensi, soprattutto per l’originale percorso, che non è cross country ma nemmeno gran fondo. Sì, perché si parte da un posto e si arriva in un altro. Si tratta, pertanto, di una sorta di cronoscalata in cui gli atleti prendono il via contemporaneamente. Il tracciato, per giunta, è altamente spettacolare. Lo start è agli impianti sportivi di Sulmona, a 400 metri di quota e si sale subito, lungo il sentiero del Monte Mitra, noto per essere parte integrante del “Freedom Trial”, il “Cammino della Libertà” della Seconda Guerra Mondiale, rievocato annualmente in una suggestiva manifestazione. Raggiunti i 1000 metri della vetta della montagna c’è un primo scollinamento e gli unici 500 metri di discesa. Poi passaggio nel centro cittadino di Cansano ed ancora salita, piuttosto pedalabile, prima lungo un’ampia sterrata, poi attraverso un bel single track immerso nella pineta. L’arrivo è nel centro storico di Campo di Giove. Quest’anno grazie all’aiuto del biker Sulmontino Aquilio Piero sono state fatte delle piccole modifiche al percorso. Varianti che pur “allungando” di qualche km il percorso di gara ha avuto il vantaggio “ non mettere il piede a terra” in quei punti dove era impossibile farlo nelle precedenti edizioni. La mano di Piero si è visto anche nel “tracciamento” del percorso dove le fettucce ed i cartelli erano presenti senza dare nessuna possibilità di “sbagliare”. Quindi 25 chilometri e 1000 metri di dislivello complessivi.

Il ritrovo della manifestazione è a Sulmona, presso il supermercato Conad di viale Mazzini che –spiega l’organizzatore Ranalli all’altoparlante– offre il supporto logistico e contribuisce ad allestire il pacco gara. La peculiarità della partenza e dell’arrivo in due località diverse arreca il disagio del trasferimento dei mezzi a monte: alcuni bikers affidano le auto agli accompagnatori, altri le portano a Campo di Giove e, indossata la mantellina, scendono a valle lungo i 25 chilometri di strada regionale.

Alla partenza ci sono circa 50 bikers, abruzzesi e delle regioni contermini. La partenza è in piano, lungo la SS 17. Il gruppo procede compatto sino al cimitero di Sulmona, dove  si imbocca il sentiero. Per le premiazioni e il pasta party  ci si trasferisce alla splendida sede del Gruppo Alpini di Campo di Giove. Le locali Penne Nere, coadiuvate da quelle della Sezione Sulmonese, allestiscono un pasta party degno del loro nome. Apertura bis di primi con sagne e fagioli e pasta al sugo. Il secondo (succulenta porchetta) e il contorno ( pomodori in insalata).

Alle 14.00 è ora delle premiazioni. La temperatura, pur gradevole, risente della nuvolaglia che ha coperto il sole e la possente mole della Maiella, le cui mitiche “rave” –ovvero gli impluvi, paradiso, in inverno, degli sci alpinisti di mezza Europa– terminano a due passi dalla periferia cittadina. Ranalli premia i protagonisti della competizione, poi lascia la parola a Salvatore Di Cesare, Presidente della Sezione Alpini di Sulmona. Nel ringraziare tutti, il Maresciallo tiene a sottolineare l’importante traguardo raggiunto da questa storica gara

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER AL EL

 

 

28.08.2011 OVINDOLI (AQ)

II GRAN FONDO CITTA' DI OVINDOLI

AL 2° GRAN FONDO CITTA' DI OVINDOLI, VINCE FRANCESCO REA

Musti e Giovannelli completano il podio.

 Dal 1934 Ovindoli è diventata una nota località turistica invernale, tra le più importanti d'Italia, con oltre trenta chilometri di piste da sci servite da moderni impianti di risalita. Ogni sciatore, dal più esperto al principiante, troverà ad Ovindoli le piste per le sue esigenze, comprese quelle da fondo, e la possibilità di sciare in notturna; Ovindoli dispone anche di impianti di innevamento programmato. Non solo turismo invernale ad , ma anche estivo, con il clima ideale per escursioni. Da visitare le due frazioni di Santa Iona, con un borgo fortificato, e San Potito, dove poter vedere la villa imperiale e i ruderi del castello medioevale. Durante il periodo compreso fra il IX e il XIII sec., per necessità difensive di un territorio conteso fra varie dominazioni, gli insediamenti elementari, risalenti in alcuni casi ad epoca romana, modificarono le loro strutture arrivando a costituirsi come luoghi fortificanti. Il presidio difensivo, nei casi più semplici, era costituito da una torre con funzioni di avvistamento e segnalazione, che localizzata in punti strategici, sui percorsi principali, consentiva di tenere sotto controllo l’area circostante il lago del Fucino e le principali vie di penetrazione come quella che attraversava l’Altopiano delle Rocche. Ovindoli, S . Pietro e S. Jona, all’epoca, facevano capo alla Contea di Celano che dominava quasi tutto il territorio dell’attuale Abruzzo, fin verso La Puglia, con al potere una stirpe d’origine autoctona, i “Berardi”, che riuscirono a conservarlo fino alla metà del ‘400. Ovindoli conserva ben poco delle testimonianze del passato, ad eccezione dei ruderi del vecchio maniero ove, forse soggiornò il re angioino Carlo prima di scontrarsi con lo svevo Corradino, ai piani Palentini.

Un 'altra torre rotonda, è ubicata nella frazione di Santa Iona, mentre San Potito forse era residenza estiva di patrizi e di imperatori romani come si deduce, dal ritrovamento di mosaici, affreschi, pavimenti, tombe e monete dell' imperatore Adriano venuto probabilmente a seguire i lavori di prosciugamento del Fucino. Interessante risulta una casa cinquecentesca in Piazza San Rocco.

Il territorio di Ovindoli, è per lo più montano e a malapena si coltivano cereali a livello familiare. L'agricoltura è in completo abbandono. Nella stupenda zona dell' Anatella, l' Azienda di Stato per l' Agricoltura, ha creato nel 1971, un' area faunistica per la riproduzione del capriolo. E' sviluppato maggiormente l' allevamento del bestiame data la ricchezza degli erbaggi. Modeste le attività artigianali, mentre è in continuo sviluppo il turismo estivo ed invernale nei campi innevati. Ovindoli , dispone di strutture ricettive e ricreative di primaria importanza. Ci sono attrezzature sportive, maneggi, piscine, alberghi, ristoranti dalla cucina tradizionale e si possono acquistare prodotti tipici caseari, miele e salumi nostrani .

Auguri di pronta guarigione a Mauro Volpe Bike99 asd per l'infortunio occorsogli durante la gara.

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER JU MW

 

 

 

21.08.2011 PRATI DI TIVO (TE)

VII “PRATI DI TIVO MTB RACE”

 

 

Nella settima edizione della classicissima di Cross Country, il piemontese Zamuner mette ancora il suo sigillo davanti ai laziali Dominici e Rea. Nonostante le temperature record, buona affluenza dei bikers, anche se leggermente penalizzata dalla “solita” collocazione estiva. Pochi, a malincuore, gli abruzzesi.

 

Zamuner come Zorro.. in Abruzzo lascia sempre il segno!!

 

Se fosse un film sarebbe “Il Vizietto”, se fosse un romanzo sarebbe “Zorro”. In questo caso però, si tratta del grande Alessio Zamuner (LISSONE MTB ASD), che in Abruzzo sembra proprio averci preso gusto. Dopo il successo di due settimane fa ad Isola del Gran Sasso d’Italia nell’MTB RACE del Vecchio Mulino, il piemontese si impone anche a Prati di Tivo nella 7a edizione della classicissima di Cross Country del calendario abruzzese, che si corre da tradizione, il penultimo week end di agosto all’ombra del Corno Piccolo, sulle pendici proprio del Gran Sasso d’Italia. Oltre a quello più alto, anche i restanti gradini del podio sono stati occupati da atleti extraregionali, laziali in questo caso: Emiliano Dominici (GS CICLOTECH) al secondo posto e Francesco Rea (IL POLLO D’ORO) giunto terzo. Per vedere un abruzzese in classifica infatti, bisogna cominciare a guardare dall’ottava posizione con Pacifico Di Battista (GLM TEAM NEPA ASD).

Il breve soggiorno delle ruote grasse abruzzesi a Prati di Tivo è piacevolissimo. La località teramana infatti, appartenente al comune di Pietracamela, è nota per essere la più “alpina” dell’Appennino, sormontata com’è, dal mitico Corno Piccolo, l’unica vetta dell’Italia Peninsulare con una via “normale” che prevede passaggi alpinistici obbligati. Alle 8.00 del mattino, quando giungono i primi bikers, la località è già tutto un brulicare di escursionisti armati di corde e moschettoni, pronti a sfidare la roccia viva del “papà” delle montagne d’Abruzzo. Prati di Tivo inoltre, è la culla di molte discipline “invernali” e non, al di fuori della MTB e del Free Ride: offre servizi a tutto tondo per praticare arrampicata, trekking (invernale, a cavallo e non), orienteering (orientamento in montagna), nordic walking, sci alpino, snowboard, sci di fondo, alpinismo, motoslitta, ciaspole). Insomma, la straordinaria location che ospita le ruote grasse abruzzesi, posta a 1450 metri sul mare, è il fiore all’occhiello dell’evento. Padroni di casa, nemmeno a farlo apposta sono i ragazzi della “Scuola Mountain Bike” di Prati di Tivo, che dal punto di vista organizzativo non lasciano nulla al caso.

Il percorso ricalca in gran parte quello dell’anno scorso. Un anello, dai ritmi “cardiaci” intensi (che anche i più forti affrontano sotto i 18 orari di media), di 5 chilometri e 200 metri, molto duro e tecnico, quest’anno allungato di 800 metri a fianco della cabinovia esaposto, arrivando così a 5,8 chilometri e 240 metri di dislivello, da ripetersi sempre per 5 volte  con appena 100 metri complessivi di asfalto. Si parte nei pressi del ritrovo, proprio di fianco la nuovissima cabinovia esaposto che sale alla Madonnina. Prima porzione del circuito, parallela alla valle del Rio Arno, caratterizzata da una salita da rampichino immersa nella faggeta. Sempre nel fitto sottobosco è la successiva, veloce discesa, che di seguito attraversa il cuore dei Prati, fra campeggiatori della domenica e turisti che fanno il pic-nic. Si torna a salire a quota 1300, tramite una carrareccia a tratti molto impegnativa. L’ultima asperità è rappresentata da un sentiero in salita che costeggia un vecchio skilift. Poi si torna nei pressi della cabinovia esaposto per percorrere la nuova “variazione” sopracitata.

Gli iscritti alla manifestazione sono una sessantina, dei quali, circa la metà provenienti dalle Marche, dall’Umbria e dal Lazio. Pasta party in “servizio catering” e  premiazioni a seguire dove vengono distribuiti i premi agli atleti, nel podio allestito dinanzi alla loro bella sede. I complimenti sono ampiamente meritati per ragazzi della locale scuola di mountain bike che meriterebbero “una partecipazione” più importante, nonostante il periodo decisamente “da spiaggia”. La splendida giornata di sole ha permesso ai bikers, di ammirare lo spettacolo offerto dalla vetta del Corno Piccolo che si erge maestosa, definita la più dolomitica vetta d’Italia, Alpi escluse.

 

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER JU ES AL U23

 

 

 

 

14.08.2011 MASSA D'ALBE (AQ)

1° MARATHON DEL VELINO

CAMPIONATO REGIONALE MARATHON ABRUZZO 2011

 

 

 

La prima edizione della Marathon marsicana, vede l’umbro Peruzzi avere la meglio sul molisano Boianelli. Terza piazza “in casa” per Della Rocca. Tantissimi partecipanti nonostante il periodo “ferragostiano”, molti quelli fuori regione. Ancora un grande Passarella.

 

A Massa D’Albe... una Massa di campioni!!

 

Grande partecipazione, con oltre 100 partenti, alla prima edizione della Marathon del Velino, valevole come prova unica del Campionato Regionale Marathon Abruzzo 2011. Questa, è stata la terza manifestazione “off-road” organizzata nel 2011 dalla compagine marsicana AVEZZANO MTB, capitanata dal Presidentissimo Gianluca Colabianchi, dopo la “giostra” di Antrosano e Paterno. Molti gli atleti delle regioni vicine (Umbria e Molise) hanno preso parte, nonostante il caldo e il precedere del Ferragosto, a questa prima edizione che ha suscitato molti apprezzamenti e la cui riuscita ha superato di gran lunga le aspettative. A vincere è stato l’umbro Alessandro Peruzzi (GRAMS BIKE COMP. AMERINO) che si è imposto su Luciano Boianelli (CERCAZIENDE.IT CYCLING TEAM) e su uno dei padroni di casa Paolo Della Rocca (AVEZZANO MTB).

Massa d’Albe è situata nell’area del Parco Regionale Sirente-Velino, e comprende l’abitato di Massa e le frazioni di Alba Fucens (antica città romana i cui scavi non sono mai stati completati) dove sono presenti importanti resti archeologici, e Forme, via di passaggio verso i campi da sci di Ovindoli. Il nucleo centrale del comune odierno è il risultato della ricostruzione congiunta di due villaggi una volta distinti, Massa e Corona, dopo il terremoto che nel 1915 li distrusse parzialmente. Durante la II guerra mondiale Massa fu sede di un comando delle SS naziste che presidiavano la linea di difesa tedesca dell'Italia centrale che attraversava il suo territorio, e per questo fu luogo di una significativa attività partigiana e subì alcuni bombardamenti aerei.

Molti gli apprezzamenti per il percorso, che ha toccato le frazioni di Alba Fucens passando al di sopra dell’anfiteatro archeologico degli scavi di Albe, e di un tratto del percorso della Giostra di Antrosano “Trofeo Scai Sport Avventura”, tutto immerso nel parco Regionale Sirente-Velino, uno dei migliori del panorama regionale. Qualche atleta, lungo il percorso ha incontrato cinghiali e cervi, specie animali molto comuni in zona.  Nel complesso, pur se qualcuno ha sbagliato in un bivio grazie a qualche mano "tremolante",  l’unanimità ha riconosciuto il grande operato della società marsicana. Per gestire 32 km erano a disposizione tre ambulanze, diversi elementi della protezione civile e il famoso Gruppo Alpini di Massa d'Albe. La manifestazione ha visto tre percorsi “dedicati”: 8 km per gli Allievi esordienti, Gran Fondo e Marathon. Constatando il grande successo, il sindaco Di Massa D’Albe ha già prenotato un nuovo evento per la prossima stagione agonistica come dichiarato alle telecamere di Sky 835 Ultimo KM. L’Avezzano MTB, a tal proposito, sta pensando ad un Cross Country Olimpico più “gestibile” e circoscritto senza le “preoccupazioni” dei 5 attraversamenti delle 5 strade provinciali. Insomma, una società che non smette mai di impegnarsi. Come sempre, data la natura e lo spirito delle “ruote grasse” (divertimento e sana competizione) i consensi unanimi hanno di gran lunga superato alcune lamentele fisiologiche.

Ottimo il pasta party offerto dal Gruppo Alpini di Massa d'Albe, con spaghetti al pomodoro, rosbeef e fagioli, così come ottimo è stato l’apporto da parte dell’Amministrazione Comunale, del Gruppo Alpini appena citato e dell’infaticabile Alfonso, bikers del posto. La premiazione è stata fatta per tutti i percorsi: corto, Gran Fondo e Marathon.

Premiati i Campioni Regionali Marathon con la AVEZZANO MTB che si “impone” con 3 maglie: Della Rocca, Di Giorgio e Serafini; una maglia per la BIKE INSIDE TEAM con il grande Fabio Passarella che dopo essere diventato Campione Provinciale a Gamberale si laurea Campione Regionale, mettendo in ombra il “mito” Fabio Marino, che da diverso tempo è uno dei protagonisti della categoria ELMT.

Questi, gli altri Campioni premiati: Tullio Pio Campione Regionale Master Over per CICLISTICA L'AQUILA, Giulia Sagnotti Campionessa Regionale per G.S. SPEDDY SPORT RACING, Antonello Paone Campione Regionale per TEAM BIKE A RUOTA LIBERA e Domenico Camarra Campione Regionale per CICLISPORTMANIA AQUILE AZZURRE.

Una dimostrazione, quella della grande partecipazione a questa prima edizione, che con l’affetto e la passione per le ruote grasse, in Abruzzo specialmente, si sacrifica volentieri una giornata calda di mare e tintarella, prendendo in cambio le emozioni e l’adrenalina che solo in sella ad una MTB e immersi nella natura incontaminata del nostro splendido Abruzzo, e in compagnia di tanti amici, si possono provare.

 

 

by Giacomo Petruccelli      BIKE INSIDE TEAM    

 

 

 

CLASSIFICA GENERALE GRAN FONDO  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER  MW

 

CLASSIFICA  ESORDIENTI       ALLIEVI

 

CLASSIFICA GENERALE MARATHON  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER  MW

 

 

 

 

CAMPIONI REGIONALI INDIVIDUALE MARATHON MOUNTAIN BIKE XCM 2011

Master Women: SAGNOTTI GIULIA - G.S. SPEEDY SPORT RACING

Elite Master:      PASSARELLA FABIO - BIKE INSIDE TEAM

Master 1:          CAMARRA DOMENICO - CICLISPORTMANIA AQUILE AZZURRE

Master 2:          DELLA ROCCA PAOLO - AVEZZANO MTB

Master 3:         DI GIORGIO ALBERTO - AVEZZANO MTB

Master 4:         SERAFINI LUIGI- AVEZZANO MTB

Master 5:         PAONE ANTONELLO - TEAM BIKE A RUOTA LIBERA

MasterOVER:  TULLIO PIO  - CICLISTICA L'AQUILA

 

 

 

7.08.2011 ISOLA DEL GRAN SASSO (TE)

MTB RACE del Vecchio Mulino

 

 

La prima edizione “isolana” del Vecchio Mulino va’ al piemontese Zamuner che si impone sul fenomeno di Castelvecchio e sul sempre vivo Catone. Pochi i partecipanti, a causa del caldo e della “collocazione estiva” della gara, che però merita molta attenzione per il prossimo anno.

 

Zamuner come Napoleone: dalle Alpi.. al Gran Sasso!!

 

Il carrozzone delle ruote grasse, si sposta questa domenica ad Isola del Gran Sasso d’Italia (Teramo) per la prima edizione della MTB RACE del Vecchio Mulino, gara facente parte degli eventi estivi “Isola Estate”, organizzata ottimamente dalla società NON SOLO BIKE del Presidente Roberto Zanella, associazione entrata a far parte da quest’anno della famiglia del Comitato Regionale della Federazione Ciclistica Italiana. Isola è uno splendido paesino a pochissimi chilometri dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Da Isola infatti, si arriva in meno di mezz’ora a Prati di Tivo, località sciistica molto nota anche ai Maestri di MTB Abruzzesi, che si sono certificati qualche anno fa proprio lì.

La zona è ricca di boschi di querce, faggi, aceri; tra la fauna delle montagne circostanti spiccano il camoscio d'Abruzzo, il cervo, il capriolo ed il loro predatore per eccellenza, il lupo appenninico, oltre a uccelli rapaci rari come l’aquila reale. Isola del Gran Sasso è anche famosa per aver dato i natali al Santo patrono dei giovani: San Gabriele dell’Addolorata. Qui infatti, il 10 luglio del 1859 arrivò nel piccolo convento dei passionisti proprio Gabriele dell’Addolorata (all’anagrafe Francesco Possenti), per prepararsi al sacerdozio con lo studio della teologia. Insomma, la location ideale per una gara tutta da vivere, sotto lo sguardo di un giovane Santo che amava la danza e lo sport!!

Il percorso misura 8km da ripetere 4 volte con un dislivello di 300 mt a giro. Gli Allievi hanno percorso due giri mentre gli Esordienti solo uno. Gara intensa e sofferta questa del Vecchio Mulino, a causa della temperatura che ha raggiunto i 35 gradi, rendendo la competizione abbastanza dura. Al nastro di partenza si vedono appena una quarantina di partenti, un po’ pochini rispetto alla media stagionale ma con la presenza di un nome illustre della Mountain Bike italiana, il piemontese Alessio Zamuner (LISSONE MTB ASD), ex Campione Europeo Marathon under 23, a cui andavano i favori del pronostico e che non ha deluso le aspettative, dominando la prova e ottenendo oltretutto la prima vittoria stagionale. Seconda piazza per un altro “mostro” made in Abruzzo che di nome fa Giuseppe Musti (A.C. SUBEQUANA CICLI SPORT MANIA), apparso leggermente opaco e arrivato dopo 4' da Zamuner, ma sempre con il sorriso sulle labbra che contraddistingue il giovane talento subequano, che ha avuto solo parole di elogio per il collega di Settimo Torinese, esprimendo il parere personale “andava più forte di Folcarelli”. Terza posizione per Mirko Catone (G.C. MELANIA) arrivato a 3’ dopo Musti.

Prima dello start, primo “imprevisto”: il medico designato, inizialmente non si presenta, e la gara non può avere inizio; ma la società organizzatrice, non si perde d’animo, e subito lo “rimpiazza” celermente con il Dr. Giovanni Di Varano, ringraziato pubblicamente dal Presidente Roberto Zanella prima delle premiazioni, celeri, ed effettuate subito dopo aver stilato la classifica, alla presenza del Sindaco di Isola del Gran Sasso d’Italia Alfredo Di Varano, che prendendo la parola ha ringraziato l’associazione per la fattiva collaborazione per la promozione del territorio.

Dopo una bella rinfrescata, tutti a San Gabriele per il Pasta Party con una ricca spaghettata presso l’Hotel Pina, in un ambiente cordiale e familiare tipico del carrozzone delle ruote grasse abruzzesi. Prossima tappa domenica 14 a Massa D’Albe (AQ) per la prima Marathon del Velino, prova unica del Campionato Regionale individuale Marathon, organizzata dalla AVEZZANO MTB ASD. La MTB abruzzese non si ferma mai..!!

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA   M1  M2  M3  M4  M5  MOVER  ES AL   ELITE

 

by Giacomo Petruccelli      BIKE INSIDE TEAM    

 

 

 

 

31 luglio 2011 BARREA (AQ)-   FINALE  Campionato Regionale Individuale Cross Country Olimpico XCO Mountain Bike

Colaiacovo vince sotto gli occhi di Boianelli e ... GARIBALDI !!

 

Nell’edizione 2011 di una delle gare “storiche” del calendario abruzzese, Colaiacovo si prende la rivincita su Boianelli. Terza piazza per l’idolo di casa Campana. Tra le donne ancora vincente Maria Grazia Cornacchia che beffa Sara Storione, diventando la nuova Campionessa Regionale, dopo il successo “provinciale” di Gamberale.

 

 

Niente “triplete” per Luciano Boianelli (CERCAZIENDE.IT CYCLING TEAM) nella XVI edizione dello storico circuito di Barrea (AQ), che non riesce a scrivere il suo nome per il terzo anno consecutivo nell’albo d’oro dei vincitori. La spunta il frizzante Matteo Colaiacovo (CICLI SPORT MANIA - AQUILE AZZURRE). Terza piazza per l’idolo di casa, il grande Angelo Campana (RAMPICLUB BARREA). Il carrozzone della ruote grasse abruzzesi, fa tappa questa domenica, in uno dei borghi “autentici” più belli d’Italia. Pier Paolo Pasolini scriveva:

“..una strada col selciato sconnesso e antico non è niente, è un’umile cosa, non si può nemmeno confrontare con certe stupende opere d’arte della tradizione italiana; l’antica porta dove conduce quella strada non è quasi nulla, sono delle mura semplici, dei bastioni dal colore grigio: nessuno si batterebbe con rigore, con rabbia, per difendere queste cose..invece io ho scelto proprio di difendere questo..scegliere la forma della città, la struttura, il suo profilo, significa proprio questo: voglio difendere qualcosa che nessuno difende, che è opera del popolo, di un’intera storia del popolo di una città, di un’infinità di uomini senza nome che però hanno lavorato all’interno di un’epoca che poi ha prodotto i frutti più estremi e più assoluti nelle opere d’arte e d’autore..con chiunque parli, è immediatamente d’accordo con te nel dover difendere un monumento, una chiesa, la facciata d’una chiesa, un campanile, un ponte, un rudere il cui valore storico è oramai assodato ma nessuno si rende conto che quello che va difeso è proprio questo passato senza nome, questo passato popolare..”

La manifestazione è organizzata ottimamente da una delle società più longeve del panorama della MTB abruzzese, la Rampiclub Barrea, che ha sede proprio nello splendido paesino del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il centro storico del paese, si è sviluppato come borgo fortificato a partire da un nucleo originario costituito dallo “Studio” (resti del convento-fortezza edificato intorno all'anno 1000 da monaci benedettini per scopi difensivi, dopo la distruzione del monastero di San Michele Arcangelo in Barreggio da parte dei saraceni), e dagli edifici circostanti. Il borgo è un esempio notevole di incastellamento a scopo difensivo tipico della fine del primo Millennio, fenomeno nato come reazione all’insicurezza causata dalle scorrerie dei Saraceni e degli Ungari. Un piccolo comune sì, ma con un grande territorio: 87 km quadrati di montagne, valli, boschi; un patrimonio naturalistico di inestimabile valore. Un territorio riconosciuto nel lontano 1976, “Zona Umida” dalla convenzione “Ramsar”; ricco di sorgenti, attraversato dal fiume Sangro con laghetti naturali e l’incantevole Lago di Barrea, incastonato in uno dei paesaggi più belli della nostra penisola. Intorno, un corollario di monti tra i più alti e affascinanti dell’Abruzzo. E poi, un patrimonio culturale e storico da scoprire, un centro storico da ammirare, un Borgo Autentico d’Italia nel Parco Nazionale d’Abruzzo, il Parco più bello e antico d’Italia. Sembra fin troppo; sembra un mondo da cartolina. Ma è la realtà, descritta da primo cittadino del momento con l’orgoglio di essere abitanti di un simile territorio e membro della sua minuscola comunità. Una comunità che non vuole arrendersi al declino che affligge i piccoli centri montani, ma vuole combatterlo con passione e impegno, per la creazione di un nuovo modello di sviluppo. Una comunità caparbiamente decisa a difendere e a rivalutare l’inestimabile patrimonio storico, culturale e naturalistico che possiede.

Il trofeo XCO di Barrea, valido quale finale del campionato regionale individuale, è una manifestazione storica del calendario abruzzese della mountain bike. Qui infatti, si corre addirittura da 16 anni consecutivi, ed è proprio il borgo aquilano di Barrea, unito al contesto paesaggistico unico, alla tradizione, al consolidato percorso di cross country e all’organizzazione impeccabile, che contribuisce a rendere questa decana delle ruote grasse regionali, un appuntamento fisso ed irrinunciabile. Per tutto questo e per tanto altro, al nastro di partenza, sono presenti tutti i big abruzzesi, per portare a casa la maglia di Campione Regionale.

Molti degli 80 bikers iscritti alla gara provengono dal mare o dalla fascia collinare costiera, in cui nei giorni scorsi la calura ha raggiunto livelli record; a Barrea invece il cielo è terso ma la temperatura alle 8 del mattino fatica a superare i 10 gradi centigradi. Se si indirizza lo sguardo verso il Monte Petroso, si ammirano i celebri nevai ancora colmi di “bianca materia prima”. Insomma, siamo in montagna e le giacchine invernali sfoderate da qualche atleta (almeno nella fase di riscaldamento), lo denota.

Nel 150° anniversario dell’unità d’Italia, molti tricolori sventolanti lo ricordavano, ai quali si aggiunge il vero protagonista di questa classica: il “Garibaldi di Barrea” (al secolo Pasetta),  storico protagonista della manifestazione, nonché dell’organizzazione, che il giorno della gara veste i panni garibaldini dello speaker a bordo di un “buggy”. Munito di efficienti altoparlanti, Pasetta ricorda le regole della competizione, cita l’albo d’oro, esalta le bellezze naturalistiche e si dichiara tifoso sfegatato degli atleti compaesani, primo fra tutti il “redivivo” Angelo Campana. Quest’anno il buon Pasetta, ha presenziato come “testimonial” anche nella tappa abruzzese del giro d’Italia (molte foto lo ritraevano lungo la strada, ad incitare i big). Un motivo in più per dare lustro e colore a questa bella giornata di sport.

Il percorso misura 7 chilometri e presenta 200 metri di dislivello, il tutto da ripetersi 4 volte, a cui vanno aggiunti duemila metri di “lancio” in salita. La parte più impegnativa attraversa il centro storico di Barrea (fra i più belli d’Abruzzo); ad essa seguono un impegnativo single track in discesa (dove Colaiacovo scende stile dowhiller) ed un tratto misto che costeggia il lago (con passaggio per la pista ciclabile). Il tracciato non è particolarmente duro ma non lascia respirare nemmeno un po’! Lo start è al fulmicotone anche perché, per evitare ingorghi, il single track va imboccato più avanti possibile. La gara la fanno Donato D’Aurora (costretto al ritiro per una rottura meccanica), Luciano Boianelli e Matteo Colaiacovo. Più dietro Giuseppe Musti e Lucio “Turbo” Mastrantonio, (anche loro costretti al ritiro per delle forature), e Angelo Campana. Boianelli e Colaiacovo viaggiano quasi appaiati per tutti i quattro giri previsti, con vittoria finale di Colaiacovo per pochi secondi. Poco distante arriva Angelo Campana. Fra le ragazze vince Maria Grazia Cornacchia (ASD BIKE INSIDE TEAM) che si aggiudica la maglia di Campione Regionale, davanti all’aquilana Sara Storione (BIKE 99 BRODCAST SOLUTIONS).

Degna di nota, e ciliegina sulla torta di una bella domenica in sella, è stata l’assegnazione di tutte le 12 maglie messe a disposizione del Campionato Regionale. E’ la prima volta che succede, ed è segno importante che il Settore Giovanile cresce sempre di più, grazie in primo luogo all’impegno delle società organizzatrici che ogni domenica “ricavano” un percorso ridotto per le categorie dei giovanissimi bikers. Inoltre, le società MTB abruzzesi, grazie ad una fattiva collaborazione tra loro, hanno deciso di abbassare l’età media dei partecipanti alle gare di MTB. Un ringraziamento particolare và al promotore di questa iniziativa: l’amico Antonio Petrucci, referente del Settore Giovanile Fuoristrada, che ogni domenica fà sempre notare la “sua presenza” grazie all’invasione della maglie bianco-verdi dell’ABRUZZO MTB TEAM PROTEK, dove si aggiungono nuovi elementi di altre squadre con, “in primis”, atleti extraregionali, frutto di collaborazioni con altri Comitati Regionali. Il pranzo è servito su una terrazza con vista mozzafiato sulla porzione settentrionale del Parco Nazionale più antico d’Italia. Il favoloso ambiente, e la goliardia sempre viva, rendono ancora più gustose le cibarie offerte dai ragazzi del Rampiclub, proiettando nella prossima edizione, la numero 17, ancora più impegno e sforzo per renderla migliore di questa appena conclusa: della serie l’impossibile lo stiamo già facendo, per i miracoli ci stiamo attrezzando!!

by Giacomo Petruccelli      BIKE INSIDE TEAM    

 

CAMPIONI REGIONALI INDIVIDUALE MOUNTAIN BIKE XCO 2011

Esordienti:          FACCIA GIOVANNI- ABRUZZO MTB TEAM PROTEK

Esord. Donne:    D'ONOFRIO BEATRICE- ABRUZZO MTB TEAM PROTEK

Allievi    :          PERROTTI MATTIA - ABRUZZO MTB TEAM PROTEK

Allievi Donne:    BELLUCCI OANA - ABRUZZO MTB TEAM PROTEK

Juniores:            FOSCHINI PAOLO -ABRUZZO MTB TEAM PROTEK

Elite:                 MUSTI GIUSEPPE  A.C. SUBEQUANA CICLI SPORT MANIA

Master Women: MARIA GRAZIA CORNACCHIA -BIKE INSIDE TEAM

Elite Master:     CARBONELLA NICANDRO - GLM NEPA TEAM

Master 1:         PARISSE MAURIZIO  BIKE 99 Broadcast Solutions

Master 2:        DI CICCO EMIDIO - AVEZZANO MTB

Master 3:        CELI ALESSANDRO - BIKE 99 Broadcast Solutions

Master 4:        PARMEGIANI MARIO - CICLI SPORT MANIA AQUILE AZZURRE

Master 5:        PAONE ANTONELLO - TEAM BIKE A RUOTA LIBERA

MasterOVER:  TULLIO PIO  - CICLISTICA L'AQUILA

 

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER JU ES AL MW

 

24 luglio 2011 Sante Marie (AQ) 3^ prova Campionato Individuale MTB

Beppe Musti …nato per stupire

Il vincitore sul podio: “Vi spiego com’è andata”

Replica Colaiacovo: “Io, veterano dell’XCO” mentre Maria Grazia Cornacchia continua a decimare le quote rosa

 

 Sante Marie (AQ) – Buona la terza? Per Giuseppe Musti (A.C. Subequana), 26 anni il prossimo anno sembra proprio di sì! A Sante Marie erano arrivati proprio tutti: i normanni, i borboni e persino i coloni spagnoli al soldo del generale Josep Borges nel 1860. Ma le “ruote grasse”, quelle lì, proprio no. Ci pensa Alessandro Celi (A.S.D. “Bike 99”), storico Presidente di uno dei sodalizi più attivi in Abruzzo nel panorama dell’off-road, a ripercorrere per il secondo anno consecutivo i sentieri che furono di Corradino di Svevia colmando la lacuna. Il Comune di Sante Marie, ultimo avamposto geografico ad ovest in terra d’Abruzzo, si onora della presenza dei bikers e concede tutto il resto. 

Sono 106 gli atleti presenti. Dall’amplia balconata del Municipio, che sovrasta in altezza la linea di partenza, l’immagine fissa sulle divise in campo non consente dubbi: c’è tutto l’Abruzzo delle “ruote grasse”. Dunque MTB seria, molto seria, come lo sono le bonarie “rivalità” tra gli atleti presenti. Un’edizione che andrebbe raccontata con la penna di un romanziere, invece è la cronaca vissuta domenica 24 luglio a Sante Marie per la 3^ Prova del Campionato Individuale XCO.

Nata nel 2010 ed inquadrata nel Campionato Regionale di Società, la seconda edizione della “GF sui Sentieri di Corradino di Svevia” si converte alla prova individuale calcando lo stesso percorso della precedente: unico giro da 35 chilometri di distanza per un dislivello di 1.100mt.  attraverso querceti e castagneti, discese in single-track e salite sempre pedalabili. Pendenza max. di salita: circa il 22%!

Insomma, un ritorno in grande stile, atteso e meritato.

L’edizione del 2010 fu vinta da Giuseppe Musti, uno di quei giovani agonisti con tante coppe sul caminetto. Anche quest’anno il “fenomeno” di Castelvecchio Subequo si ripete bissando il successo. Sale ancora sul podio, seguito a ruota (è proprio il caso di ammetterlo) da un Colaiacovo (A.S.D. “Aquile Azzurre”) in grande spolvero di fair-play e da un Mastrantonio poco propenso a concedere sconti. Giuseppe Musti e Matteo Colaiacovo, ad un anno di distanza: due atleti che non potrebbero essere più diversi. Il primo subequano, sempre allegro e solare, fisico da impenitente scalatore. Il secondo pratolano doc, sguardo placido ma deciso, fisico da passista. Insieme, però, vivono di pane e MTB ed hanno trovato la formula perfetta trascinando una prova di Campionato Regionale di MTB (di Società prima, Individuale poi) in un contesto sportivo-paesaggistico strabiliante.  

La partenza è prevista per le 9,30 da Piazza Aldo Moro, l’agorà principale di Sante Marie, ma il primo Giudice decide di ritardare lo sprint di circa un quarto d’ora. Il primo tratto è in asfalto, ma è destinato a durare ben poco. Superata la piazza, che a ridosso del periodo autunnale si tinge di marrone per la rinomata “Festa del Castagno”, si scatta direzione Tagliacozzo per tornare ai piedi del Municipio attraversando il caratteristico borgo. A circa 2km. la prima carrareccia seguita da una discesa veloce e polverosa. I primissimi atleti a segnare il passo sono proprio Musti, Colaiacovo e Mastrantonio. Per Beppe Musti è un po’ come tornare sul luogo del delitto ripensando alla vittoria del 2010: si sente il fiato sul collo e allunga la falcata direzione nord (fraz. Castelvecchio). Due anni sono passati e la profezia dei più si stà già avverando. Sarà ancora il “fenomeno subequano” l’uomo da battere? Al momento nulla può darsi per scontato ma una cosa è certa: Beppe Musti stà dimostrando ancora che…è nato per stupire. A circa 10 secondi seguono altri big di questa edizione: le loro pedalate sono “complicate” ed eleganti al tempo stesso, perciò incisive. Per i primi inseguitori pressoché impossibile stargli appresso!

Parli della “GF di Corradino” e pensi all’ombra dei querceti secolari. Invece la calura ti toglie il fiato e la polvere alzata dai copertoncini tacchettati si deposita sulle divise terse di sudore, sulle gambe e sulle braccia creando una sorta di pellicola irritante. A peggiorare il tutto quel “muro” in tufo ed argilla battuta al 22% (!): un vero e proprio ostacolo posto lì da madre natura a neanche 10km. dal “via”. Una salita assolutamente non-pedalabile da affrontarsi, come simpaticamente ha ricordato qualcuno a fine gara, con “picche e ramponi”. Al 13° kilometro il primo sottobosco, ombreggiato e divertente: qui la pioggia delle scorse ore non ha minimamente fatto breccia grazie alle amplie fronde dei castagni. Gli inseguitori scattano dalla linea mezzana e si incollano alle ruote che precedono puntando a sparute sortite. Ma le loro intenzioni sembrano ancora confuse: tenteranno il colpo gobbo superandoli sulla sinistra o allenteranno il ritmo nella speranza di sferrare l’allungo “fatale”?  

Il mondo agonistico delle “ruote grasse” è cambiato moltissimo nel corso degli anni” commenterà a fine gara Giuseppe Musti “Il livello qualitativo degli atleti è cresciuto a tal punto da garantire sempre continui colpi di scena e spettacolari testa a testa su ogni metro del percorso.”  Solo a ridosso dell’abitato di Valdevarri, sulla linea di confino tra Lazio ed Abruzzo, ed una volta attraversata l’A24 che porta dal capoluogo regionale alla Capitale, il gruppo mediano si compatterà. Ma oggi non conta la solidarietà di squadra. Oggi, a contare, è soprattutto il “sano” egoismo. E Beppe Musti, lì davanti, lo sa perfettamente! …Proprio lui, che nutre un feeling particolare con questa 2^ GF di Sante Marie.  

Insomma, eccezion fatta per il primo salitone che toglie letteralmente il fiato, tutto il tracciato può definirsi divertente e suggestivo. Non vi sono passaggi altamente tecnici ed i punti maggiormente “delicati” tendono comunque a perdonare eventuali errori o distrazioni da parte degli agonisti. Emozionante il momento centrale del percorso, proprio lo stesso varcato dalle truppe di Corradino all’indomani della battaglia di Tagliacozzo e ricordato con tanto di targhe apposte ai bordi della carrareccia. Un interminabile querceto su fondo tipicamente compattato dal passaggio di uomini e bestie da soma nel corso dei secoli. Superato il “sentiero di Corradino”, il discesone che riporta verso l’abitato di Sante Marie pian piano prende forma dall’alto: è pedalabile ed “elettrizzante” e permette a chi è rimasto indietro di recuperare qualche posizione… oltreché un minimo di fiato. Questo è il momento migliore per vendere cara la pelle prima di decidere se abdicare (o meno) sull’ultimo strappetto in pietraia ad un passo dal borgo marsicano.

Fino al 25° chilometro, il braccio di ferro tra Musti, Colaiacovo e Mastrantonio è in continua evoluzione. Archiviata la pratica a Rivisondoli, nella precedente di Campionato, si riaccende l’eterna sfida: è su questi sentieri, ben congeniali al loro stato di forma e alle loro caratteristiche individuali, che gli iridati cercano la definitiva consacrazione. Un braccio di ferro che non perde il tocco magico neanche sull’ultimo strepitoso tratto in sottobosco. Dopo aver incantato con le loro falcate per 30 chilometri, ora si apprestano a diventare i “big” di questa competizione. Arrivano al traguardo, ad una manciata di secondi l’uno dall’altro.  Colaiacovo è il numero uno, ma salirà secondo sul podio! “Con Matteo ci siamo avvicendati per tutta la gara” dichiara Musti. “Quando abbiamo visto la linea di arrivo” continua “Colaiacovo ha tirato il freno mandando avanti me”. E conclude Musti con molta umiltà: “E’ Matteo il vincitore morale di questa edizione”. …Questo è il fair-play di cui si discorreva poc’anzi.

A Musti, dunque, seguono altri 2 moschettieri: Matteo Colaiacovo e Lucio Mastrantonio. Il primo, simbolo di una squadra, stà vivendo un periodo di transizione tra passato e presente, tra “corridori-mito” (vedi Antonio Carfagnini) e giovani di belle speranze che stanno trovando l’alchimia ideale (vedi proprio Beppe Musti). L’altro è l’uomo da temere, oltre ai primi o ai soliti noti, il “principino” delle ruote grasse, autore di una stagione 2011 travolgente nel Campionato Individuale e di Società che l’hanno portato ad un passo dalla gloria.

Lucio Mastrantonio… Una passione, quella per la MTB, rimasta immutata negli anni, che riesce a trasmettere anche solo con le parole. “Tutto perfetto” commenta “Continuiamo così!” A giudicare dalla fermezza della sua dichiarazione, sembra che luglio ed agosto saranno due mesi cruciali per la “definizione” della preparazione stagionale, mesi in cui rinforzare già solide basi: preparazione atletica, tattica, allenamenti ma soprattutto gare di Campionato per “monitorare” i lavori.

Quando gli iridati tagliano il traguardo, la mezzeria del gruppo si trova a circa 4 chilometri di distanza. Insomma… si prega di non disturbare, lavori in corso. Proprio qui, difatti, è aperta bagarre per strappare quella posizione in classifica e per allungare il passo in vista dello sprint finale, tutto in discesa. Molto si decide in questa fase ma, alla fine dei giochi, come tradizione vuole, tutti in coda al pasta-party dopo una doccia fresca e rigenerante. Sicuramente migliorabile la logistica del “terzo tempo”: vada per l’estate ma le docce gelate non sono state un toccasana. Ma nulla davvero si può rimproverare alla polisportiva di Sante Marie. Dopo la doccia tutti rispettosamente in fila per recuperare il glicogeno smaltito in gara. In coda per il pasta-party, anzi, è l’occasione per parlare di classifiche, rammentare piacevoli ricordi di gare già disputate o dei prossimi appuntamenti regionali. Qualche impenitente appassionato del “bitume”, strappato alla normalità quotidiana e catapultato in una situazione “al limite”, si lascia sfuggire una freddura puntando la kermesse sui circuiti stradali ed “esaltandone” le differenze. Qualcun altro, perché no, pensa alle meritate vacanze estive. Insomma, tra un bel piatto di pasta al ragù ed una graditissima fetta di cocomero c’è proprio di tutto: non sappiamo ancora se si tratti di una coincidenza, una tendenza o lo specchio dell’ “abruzzesità”, ma c’è sempre una giusta mediazione tra l’agonismo, lo sport, il ciclismo, la MTB e la spensierata festosità di una bella giornata all’insegna dell’amicizia. Sarà per questo (lo abbiamo dichiarato più volte), se il “carrozzone” abruzzese sia senz’altro uno dei maggiormente invidiati a livello nazionale. A concludere le premiazioni, che saranno individuali e collettive. Anche in questa edizione i ragazzi della “Bike99” omaggeranno le prime squadre per numero di partecipanti: una “creazione” di patron Celi, quella di onorare le maggiori presenze, nata già nelle scorse edizioni e divenuta oramai una interessante “consuetudine” per molti organizzatori. A proposito di premiazioni: per le forti quote rosa si vedono nuovamente sul podio Maria Grazia Cornacchia (A.S.D. “BikeInside”), Sara Matricardi (MTB Group”) e Sara Storione (A.S.D. “Bike99”). Soddisfattissimo il Sindaco del piccolo borgo d’Abruzzo: “Il paese di Sante Marie” commenta Lorenzo Berardinetti “è da sempre meta di turisti attratti dal bel paesaggio e dall'aria buona, ma ben pochi conoscono la straordinaria natura celata dai vasti boschi.” E conclude: “Quella di oggi, grazie al fattivo contributo della Bike99, è stata l’occasione perfetta”.Per concludere in bellezza siamo tutti qui, tra amici, compagni di squadra, mogli e figli a goderci questo piccolo suggestivo scorcio d’Abruzzo. I più piccini scorrazzano tra il vicino fontanile e l’afa della piazza. Una bimba si scuote un attimo e, rivolgendosi  alla mamma… “Voglio la neve”.  E’ luglio, mi viene da sorridere... Chissà che un giorno quel suo desiderio non possa divenire realtà.Certo, con l’aiuto di qualche depressione birichina, di un pò di personalissimo fiuto meteorologico o semplicemente …correndo il Campionato in pieno inverno.Non tanto per quest’ultima variabile ma, cari miei, ce ne vuole perché almeno le prime si accomodino al posto giusto. 

Ossiani Paolo (Bike99 – L’Aquila) 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER JU ES AL MW

 

17.07.2011 GAMBERALE (CH) - 3a GRAN FONDO DELLA MAJELLA

 

Nella terza edizione di una Gran Fondo sempre più appassionante, il casertano Della Rocca la spunta sull’abruzzese Colaiacovo e sul molisano Giura. Fra le donne, ancora protagonista la teatina Cornacchia che bissa il successo del 2010. Assenti i Big Chiavaroli, Musti e Boianelli (vincitore del 2010). Sorpresa Passarella.

 

374 come gli abitanti di Gamberale, piccolo paesino della provincia di Chieti tra la Majella e la valle del Sangro; 1310 come lo sviluppo altimetrico complessivo; 39 come i km del percorso “lungo” obbligatorio (solo le donne hanno pedalato il “corto”); 180 come i pre-iscritti e 160 come i bikers al nastro di partenza; 60 come i ragazzi del Bike Inside Team, società organizzatrice. Questi, i numeri della terza edizione della Gran Fondo della Majella (valevole come 8a prova del Campionato Regionale Società) svoltasi nel territorio del Parco Nazionale della Majella, in un’ampia conca ricoperta da fertili faggete e circondata da abetaie e querceti. La copertura boschiva e la quota ragguardevole rendono il clima particolarmente salubre, tanto che Gamberale  è inserita a pieno titolo nel cosiddetto reticolo delle stazioni climatiche regionali. Oltre che per ragioni ambientali, la cittadina è nota per gli eventi storici che la segnarono nel “lungo inverno del ‘43”: per l’eroismo della popolazione locale nei tragici fatti della Resistenza, a Gamberale fu conferita la medaglia d’argento al valor civile:

 

«Centro strategicamente importante, occupato dalle truppe tedesche impegnate a bloccare l’avanzata alleata sulla linea Gustav, subiva la perdita di numerosi suoi concittadini, vittime delle mine anti-uomo sparse sul territorio, di violenti cannoneggiamenti e fucilazioni. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio e di amor patrio.» Gamberale (CH), 1943 - 1945

Insomma, la scelta della location da parte dei ragazzi del Bike Inside Team, non è casuale: il posto merita una visita per diversi motivi. Nel pacco gara, consegnato ai 160 partenti, ci sono una lunga serie di gadget, a partire dalla sacca targata Kyklos, che collabora con Bike Inside Team, restituendo il “favore” di una settimana fa nella gara di Rivisondoli. Asciugamano Kyklos, porta scarpe SIDI, marmellata, plumcake, pasta, e l’immancabile nonché famosissima t-shirt, ormai marchio di fabbrica della grande compagine teatina, completano un pacco gara assai gradito dai partecipanti. La t-shirt di quest’anno, sulla schiena porta l’ormai famosa dicitura I♥ABRUZZO con il famoso logo del Bike Inside Team, e sul davanti la storia della nascita del Mountain Biking. Qualcuno approfitta per indossare già prima della partenza la t-shirt, facendosi fotografare con la maglia 2011 ed esclamando con grande soddisfazione: “Io ho anche quella del 2010!!”.

 

Il percorso ricalca in gran parte quello delle precedenti due edizioni: sono circa 40 i chilometri con uno sviluppo altimetrico complessivo pari a 1310 metri. Si parte in salita, cui seguono un tratto vallonato ed una lunga ascesa, con passaggio nella meravigliosa Riserva della Forestale (il valico è posto quasi a 1800 metri di quota). Tratti di discesa molto tecnica (che vede anche qualche seria caduta), altre “salitelle” (solo di nome) pedalabili ed una sortita nella località turistica “Valle del Sole”, sono gli elementi salienti della seconda metà del percorso, divertente, duro “al punto giusto”, in un contesto propriamente montano, consono alla pratica della MTB. Un’edizione, quella del 2011, che hai visto la partecipazione di diverse società extra-regionali, segno che la MTB abruzzese comincia ad avere un suo eco al di fuori della valle e della costa. L’Abruzzo è sempre più visto come luogo di “culto” per la MTB, e queste “migrazioni” da parte dei team, stanno a significare che forse si sta lavorando nella giusta direzione, ma che ancora moltissimo si può e si deve fare.

 

Per la cronaca, neanche a farlo apposta, si impone il campano Vincenzo Della Rocca (CUBULTERIA BIKE), vincitore lo scorso anno a Collepietro, davanti al “nostro” Matteo Colaiacovo (CICLI SPORT MANIA - AQUILE AZZURRE) e al molisano Christian Giura (SESSAN BIKE SPORT). Quarta piazza per Lucio “Turbo” Mastrantonio (BIKE99 BROADCAST SOLUTIONS). Tra i primi 10 anche l’inossidabile Angelo Campana (RAMPICLUB BARREA) e il sempre tonico Leonardo Peluso (AUDAX CICLI CIRO CATENA) giunto in terza posizione lo scorso anno. Fra le ragazze, vince ancora Maria Grazia Cornacchia (ASD BIKE INSIDE TEAM) davanti a Sara Matricardi (MTB GROUP.IT) e Antonella Di Santo (ASD BIKE INSIDE TEAM).

 

Questa Gran Fondo è anche lo scenario di tre piccole storie da cui prendere spunto, diverse tra loro, ma legate da un unico filo conduttore: la passione per le “ruote grasse”. La prima riguarda i ragazzi del vivaio della ASD ABRUZZO MTB TEAM PROTEK, diretti dal grande amico Antonio Petrucci. Dopo aver compiuto il giro a loro dedicato, hanno “costretto” il loro direttore sportivo a “scortarli” fino in cima, per unirsi al percorso dei “grandi” e misurarsi tecnicamente con un percorso molto più tecnico. Vedere le loro facce sorridenti a fine gara è stata una bella cosa, perché è da loro, dai ragazzi, che si deve lavorare per rendere il nostro movimento sempre fertile e numeroso. La seconda storia riguarda un veterano, categoria MOVER (ne erano presenti anche altri ma lui è il più saggio all’anagrafe), Mario Camilli (CICLI SPORT MANIA - AQUILE AZZURRE). Personalmente posso dire che uno con una grinta così non lo avevo mai visto!! Abbiamo gareggiato sempre insieme e ho fatto molta difficoltà a tenerlo a bada. Ci sono stati diversi momenti in cui in salita mi ha letteralmente “bruciato” e sono stato contento di essergli arrivato davanti per un pelo, perché da Mario, personalmente, ho tanto da imparare: in simpatia, stile, tecnica, aggressività e dedizione per questo meraviglioso sport. L’ultima storia è quella di Fabio Passarella (ASD BIKE INSIDE TEAM) approdato alla MTB dal calcio due anni fa, e diventato Campione Provinciale della sua categoria (la gara di Gamberale infatti, valeva per la consegna del titolo omonimo). Come nelle più belle favole, due strade (quella di Fabio e della sua mtb) che si incontrano, per non lasciarsi più se non sotto al traguardo. Ed è solo l’inizio di una bella avventura..

 

Il dopo gara si svolge nel bel campetto in erba del paese. Protagoniste del pranzo sono un’allettante pasta e fagioli, dei maccheroni con prosciutto cotto e zucchine, prosciutto e melone, insalata di pomodori e cetrioli; il tutto bagnato da del buon vino bianco.

 

Speaker delle premiazioni è il Presidente del Bike Inside Team in persona, Claudio Cini. Questi, circondato dai ragazzi del sodalizio, con le divise biancorosse contrassegnate dall’inconfondibile logo, rende la cerimonia spassosa, grazie alla serie di divertenti “considerazioni” in idioma teatino che accompagna la chiamata degli atleti. Le premiazioni “zelig-hiane” sono solo l’ultima chicca di una giornata di sport che definirla piacevole è un eufemismo!

 

CAMPIONI PROVINCIALI:

Elite Master: FABIO PASSARELLA (ASD BIKE INSIDE TEAM)

Master 1: DOMENICO CAMPINI (ASD BICIMANIA FOSSACESIA)

Master 2: PAOLO FESTA (ASD BIKE INSIDE TEAM)

Master 3: RENATO PALERMO (ASD BIKE INSIDE TEAM)

Master 4: MAURIZIO ORLANDO (ASD JOLLY MTB)

Master 5: SANDRO COLELLA (ASD BIKE INSIDE TEAM)

Master Woman: MARIA GRAZIA CORNACCHIA (ASD BIKE INSIDE TEAM)

 

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER JU ES AL MW

 

 

 

 

10.07.2011 RIVISONDOLI (AQ)

AL 2° TROFEO KYKLOS Bike CITTA' DI RIVISONDOLI, MUSTI TORNA ALLA VITTORIA

Colaiacovo e Boianelli completano il podio. Maria Grazia Cornacchia trionfa tra le donne.

 

Grande successo per la 2a edizione del Trofeo KYKLOS BIKE, valevole come 2a prova del CAMPIONATO REGIONALE INDIVIDUALE CROSS COUNTRY XCO, organizzata dalla ASD TEAM KYKLOS, alla cui “messa a punto” hanno contribuito i ragazzi della ASD BIKE INSIDE TEAM. Un binomio, quello KYKLOS-BIKE INSIDE TEAM, caratterizzato prim’ancora che da una forte stima reciproca e una collaborazione che dura da anni, anche e soprattutto da una lunghissima amicizia e da forti legami personali (specie al di fuori della MTB), che fanno sì che ogni minimo dettaglio non venga mai trascurato, con l’unico obiettivo di migliorarsi sempre per soddisfare le esigenze e le aspettative dei bikers più accaniti ma anche di quelli alle prime “ruote”, che in questi ultimi anni stanno crescendo tantissimo nel numero, e che poi tanto neofiti proprio non sono.

Il ritrovo è in via Fonticella presso il Campo Sportivo, ritrovo che alle ore 10.00 prevede anche la partenza della manifestazione. L’accoglienza di Rivisondoli è nota a tutti: d’altronde ci troviamo nella “perla dell’alto Sangro” che vanta una grande tradizione turistica ed è rinomata per la pratica degli sport invernali e per le escursioni naturalistiche (l’arrivo del Re Vittorio Emanuele e della sua famiglia nel 1913 nell’allora Albergo degli Appennini, contribuì a far diventare Rivisondoli una delle più note stazioni sciistiche, richiamando molti visitatori).

Se il pacco gara dello scorso anno lasciò senza parole, quello di quest’edizione si può considerare un pacco gara “mai visto” in una gara di MTB: sacca Kyklos, porta scarpe SIDI, infradito, pasta, vino e piccoli gadget di profumeria. Alla consegna ci si guarda stupefatti pensando che l’addetto alla distribuzione si sia sbagliato attingendo dai sacchetti con i premi per i vincitori di categoria..

Il percorso misura 7 chilometri (due in più dell’anno scorso): si tratta infatti di un classico anello di “cross country olimpico” da ripetersi 4 volte, con un dislivello sul giro di 200 metri. Partenza lanciata dagli impianti sportivi, seguendo via Dante Alighieri e salendo fino al centro del paese, si arriva in piazza e si entra nel circuito. Dopo l’attraversamento del centro storico tra vicoli e scalini, si abbandona l’abitato e dopo un tratto, prima di carrareccia e poi di prato in salita (molto duro), ci si immette in una discesa che porta nelle vicinanze della pineta che con un percorso “guidato” con tornanti in discesa, si apre nei pressi del cimitero dove si riprende l’asfalto e si attraversa la SP56, per poi riprendere la pista ciclabile che riporta i bikers in pianura nei pressi dell’impianto sportivo dove su tratti di sterrato e pavè si risale verso il centro storico. Insomma.. percorso molto bello, tecnico e divertentissimo che permette evoluzione “funamboliche” e allunghi poderosi.. ma con KYKLOS e BIKE INSIDE TEAM, c’era da aspettarselo!!

L’uomo da battere, neanche a farlo apposta è ancora Giuseppe Musti (A.C.SUBEQUANA CICLI SPORT MANIA), trionfatore della prima edizione, quando in compagnia del “killer di Spoltore” Danilo Di Luca, gradito ospite del tracciato, ebbe la meglio sul grande Antonio Carfagnini giunto secondo. Un anno fa si diedero battaglia anche Matteo Colaiacovo (CICLI SPORT MANIA - AQUILE AZZURRE) e Angelo Campana (RAMPICLUB

BARREA). Quest’anno, la situazione “lì davanti” cambia di poco. Trionfa ancora Giuseppe Musti davanti a Matteo Colaiacovo e al molisano Luciano Boianelli (CERCAZIENDE.IT CYCLING TEAM), vincitore della GRAN FONDO DI GAMBERALE 2010 (gara forse tra le più belle e affascinanti del panorama abruzzese, organizzata dalla BIKE INSIDE TEAM, che andrà in scena per il 3° anno consecutivo, proprio domenica prossima 17 luglio). Poco distanti Lucio “Turbo” Mastrantonio (BIKE 99) e Angelo Campana. Fra le ragazze, dominio “societario” della ASD BIKE INSIDE TEAM con l’affermazione della grande “capitana” Maria Grazie Cornacchia che bissa il successo del 2010 davanti ad Antonella Di Santo, ancora una volta giunta seconda; sorpresa in terza e quarta posizione per due “neofite” (solo sulla carta!!) Marianna Paciocco e Lorella Di Lullo.

La goliardia del fine gara è ormai nota, ed il pasta-party, che prevede una gustosissima pasta al pomodoro con porchetta e dolci tipici, diventa un’occasione unica per stare insieme, tra battute esilaranti in forma dialettale che rendono un caldo pomeriggio d’estate, un po’ più fresco.

Prossimo appuntamento GAMBERALE (come ricordato pocanzi) dove Boianelli tenterà di bissare il successo del 2010 per provare a scrivere il suo nome nell’albo d’oro di una Gran Fondo che sta diventando sempre più ambita e “pedalata”.

by Giacomo Petruccelli GIACOMIX

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER JU ES AL MW ELITE

 

 

 

 

 

80 Giovanissimi e oltre 200 “adulti”: la gara di Collarmele fra le classiche delle ruote grasse nazionali

 Serpentone di bike sui “Sentieri dei Lupi”

E sono 6! La gran fondo sui “Sentieri dei Lupi” ha spento la sesta candelina, con numeri che confermano oramai la portata nazionale dell’evento. Sono stati infatti ben 260 i bikers iscritti alla gara, che sommati agli 80 “atleti in erba” del challenge “giovanissimi”, disputato sabato, collocano l’evento fra i più importanti del centro Italia e non solo. I segreti del successo della classica di Collarmele, il ridente paesino posto sul bordo orientale del Fucino, fra l’alveo dell’antico lago ed il gruppo montuoso del Sirente, sono l’organizzazione impeccabile, l’appartenenza ai “Sentieri del Sole e dei Sapori” ed il percorso affascinante: duro, tecnico grazie alla mitica discesa dei “gradini di Scafelle” ed originale perché immerso nel grande parco eolico della cittadina, fra le immense pale che qui, oltre a fornire energia rinnovabile, sono state trasformate in attrazione turistica. Ad organizzare la gara l’Avezzano MTB con in testa la locale “delegazione” COLLARMELE MTB BIKERZ, composta da pochi ed appassionati cultori delle ruote grasse.

La gran fondo di Collarmele è la 7ª prova del campionato regionale società ed è valida quale quinto appuntamento dei Sentieri del Sole e dei Sapori, il challenge che comprende sei importanti eventi fra l’Umbria, le Marche, il Lazio e l’Abruzzo. Nella terra “Forte e Gentile” gli aspiranti al famoso “Brevetto” devono affrontare, appunto, i “Sentieri dei Lupi” e la marathon degli Stazzi, andata in scena nella vicina Scanno lo scorso 5 giugno.

Già il challenge “giovanissimi” di sabato lasciava presagire che la manifestazione avrebbe compiuto il salto di qualità perché erano ben 80 i ragazzi a sfidarsi nell’anello di cross country allestito intorno al campo sportivo di Collarmele, provenienti dall’Abruzzo e dalle Marche. Un percorso scorrevole per le categorie G1, G2 e G3, più duro per i G4, G5 e G6, grazie all’inserimento di una salita ed

una discesa tecnica. Entusiasti i giovani atleti, gli accompagnatori ed il folto pubblico, accorso nonostante il meteo incerto. 

 

Fra i 260 iscritti alla competizione dei “grandi”, oltre all’agguerrito gruppo di biker regionali, erano numerosi stamane gli atleti provenienti dal resto dell’Italia peninsulare. Il livello dunque era alto, altissimo. Favorito d’obbligo Carmine del Riccio, molisano del Gruppo Sportivo Esercito secondo nel 2010 dietro il pugliese Delli Noci (assente quest’anno). L’Abruzzo puntava in primis su Giuseppe Musti, alla sua prima gara da Elite nella squadra A.C. Subequana. Ma Del Riccio rompeva gli indugi subito, alla prima asperità, staccando il “Fenomeno di Castelvecchio” ed il laziale Gianni Panzarini (Drake Bike Cisterna). Quest’ultimo, a sua volta, riusciva a liberarsi della compagnia di Musti, ottenendo l’ottima seconda piazza e contenendo il distacco da Del Riccio, vincitore assoluto, a due minuti e 20 secondi. Musti riusciva comunque a salire sul podio (quattro minuti circa il distacco), mentre quarto e quinto giungevano rispettivamente Roberto Giovannelli  (MTB Rieti) e Matteo Colaiacovo (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre).

Più combattuta la gara femminile, che ha visto trionfare l’Abruzzo con Maria Grazia Cornacchia, atleta del Bike Inside Team non nuova a questo tipo di imprese. Ad affiancarla sul podio Antonella Calducci (Velociraptor) e Valeria Giubbiotti (Only Off Road). Trionfo di… sapori regionali anche nell’apprezzato pranzo curato dagli infaticabili Alpini. Pasta fredda, salsiccie , frutta a volontà, fiumi di birra  per atleti ed accompagnatori.

Il tempo, intanto, ha tenuto, ed anche la temperatura è stata gradevole, forse un tantino bassa, soprattutto per il venticello teso e costante che qui non manca mai tanto da rendere Collarmele perfetta per ospitare il noto parco eolico. Notorietà dovuta ad una attrattiva… tecnologica cui si affianca ora un evento sportivo letteralmente esploso grazie alla passione ed alla competenza dei bikers locali.   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                     by    ANTONIO CARFAGNINI (MTB SCANNO)

 

CLASSIFICA GENERALE GRAN FONDO 44KM

CLASSIFICA GENERALE 28KM

CLASSIFICA ESORDIENTI ED ALLIEVI

 

 

 

 

 

A Campo Felice una GF stregata. Ma che musica con un Mastrantonio

 così!

La “Avezzano MTB” conduce una gara d’attacco e fà selezione fino allo sprint finale 

Campo Felice (L’Aquila) – Quanto è strano il destino. Sopravvivere all’orco cattivo e al suo urlo disumano in quella drammatica alba del 6 aprile 2009, alle 3,32, e morire qualche minuto più tardi in un irragionevole incidente stradale sulle stesse strade scosse dalla furia del mostro. I 25 anni vissuti da Elpidio si sono spenti così, in un attimo, in una Ford Fiesta rossa a pochissimi chilometri di distanza dall’abitazione della sua cara mamma. Elpidio amava lo sport. Occasionalmente si concedeva qualche uscita in bicicletta, pedalando tra le sue montagne. Le stesse che oggi lo ricordano, vestite a festa, per questa 6^ giornata di Campionato Regionale MTB intitolata alla sua memoria. “Dopo la forte esperienza umana maturata lo scorso anno” commenta  Vincenzo Cecchini, Presidente della “Pro Loco” di Lucoli “siamo orgogliosi di presentare ai bikers abruzzesi questa seconda edizione del memorial”. Organizzare una competizione di livello che riscuota consensi unanimi non è poca cosa per chi è totalmente digiuno del mondo delle ruote grasse. “Naturalmente non avremmo ottenuto lo stesso risultato” conclude Cecchini “senza l’adeguato e competente supporto tecnico  della “Bike99” .E saranno proprio gli uomini del Presidente Celi, di ritorno dalla “Black Forest Marathon”, a suggerire il percorso: 40 i chilometri totali (qualcosina in più rispetto a quelli calcati nella precedente edizione), 1.400 i metri di dislivello sviluppati interamente nel territorio del comune di Lucoli e con partenza dalla “piana di Campo Felice”. A ridosso di questa vecchia signora la popolata stazione sciistica di Campo Felice (1.540mt.). A fare da cornice una valle dal panorama mozzafiato: ad ovest le montagne che separano l’aquilano dal reatino, a nord la catena del Gran Sasso. A pochi chilometri, puntando su L’Aquila, quella porzione di montagnola ferita mortalmente dalla furia del terremoto che volle lì il suo epicentro. Ancora oggi, a distanza di due anni, le ferite visibili della faglia sul terreno.

Ore 7,50. I primi atleti a raggiungere il luogo delle iscrizioni sono i forti agonisti valdostani del “Grand Combin”, special guest di questa competizione ospitati nel caratteristico albergo a ferro di cavallo antistante la stazione sciistica. Si scambiano le prime chiacchiere della giornata. Gli amici d’oltreconfine, giunti in Abruzzo in bicicletta percorrendo quasi 900km, sembrano apprezzare la location, le condizioni meteo ma, soprattutto, l’ospitalità dell’abruzzese forte e gentile. Pian piano il parcheggio si riempie. E’ un rumoreggiare amico quello che accompagna gli atleti abruzzesi. Saluti esclamati a gran voce e sfottò intonati nel vario cadenzare dei dialetti abruzzesi. Le operazioni di consegna pettorali procedono con una certa disinvoltura: in anticipo sulla tabella di marcia molti bikers s’intrattengono sul piazzale baciati da un sole benigno. Inevitabile, in un contesto del genere, a 1.500 metri sul livello del mare e con un grifone incuriosito da questo trambusto che volteggia sulla radura, che i discorsi vadano a parare al di là dell’aspetto agonistico. Dopo la consegna dei pettorali gli atleti ritirano il graditissimo “doppio” pacco-gara: un pacco gara “gastronomico” offerto dalla pro-loco di Lucoli ed un pacco gara “tecnico” sponsorizzato “Bike99”. Il clima è così disteso da non sembrare neanche una competizione regionale. Se non fosse per chi lubrifica parti meccaniche, chi mette a pressione ruote e copertoni, per alcuni mezzi perfettamente già pronti ed allineati ed i bikers vestiti delle loro divise sociali, se non fosse per tutto questo, si diceva, ci sarebbe da preoccuparsi. Per fortuna non è così! Questo è il nostro invidiabile “carrozzone”. Questo è il nostro campionato. Questo lo spirito del biker abruzzese. Toccherà al primo giudice di gara rompere questo strano, consueto, fenomenale idillio radunando gli oltre 100 agonisti a ridosso della linea di partenza. Un numero di presenze forse inaspettato, ma assolutamente gradito. Se non fosse stato per qualche inconveniente “satellitare”, gli atleti sul parterre sarebbero stati molti di più: le auto targate “Bike Inside Team” sbagliano clamorosamente le indicazioni stradali e si ritrovano oltre cresta.

Ore 9,57. Ora la concentrazione è massima! Il valore dell’amicizia lo recupereremo più tardi. Adesso a predominare è lo spirito di sacrificio, di attaccamento ad una maglia, il coraggio, l’ambizione, la forza di volontà e la sofferenza fisica. Questo sì. Uno sguardo ai compagni di squadra, occhi alzati al cielo, una brevissima preghiera e… “pronti, via!” Il chilometro è lanciato, su asfalto, direzione seggiovie. Lucio “Turbo” Mastrantonio non si accontenta mai. Uno sprint dei suoi e balza in avanti come una lepre. I padroni di casa sembrano essere i favoriti ed alzano le quotazioni dei bookmakers. A seguire una nutrita rappresentanza dei suoi compagni in nero-verde a dare man forte. Ma siamo solo all’inizio. Il primo tratto è davvero veloce ma al 4°km la situazione diventa “familiare” per tutti: arriva l’odore della prima, lunga carrareccia che porterà gli atleti al punto più alto del tracciato, il “Valico della Chiesola” (1600mt.). Il terreno arso dal sole solleva un polverone visibile a centinaia di metri di distanza: segno evidente che le velocità non sono propriamente da …”cross-country”. Poi il primo imbuto naturale, assolutamente pedalabile, che rallenta gli agonisti reduci dal lungo piattone. I più veloci, con Musti e Mastrantonio a cadenzare il passo, attraversano le “parabole” di Prato Capito e si buttano a capo fitto sul discesone più lungo ed insidioso di tutta la giornata, quello di Santa Croce. Da questo momento in poi sarà una GF stregata! Numerosissimi gli inconvenienti meccanici che riportano gli atleti a più miti consigli: tra di loro l’eroico Musti che taglia di netto il copertone a ben 4’ (!) di vantaggio dagli inseguitori. E bruttissime le cadute: le conseguenze più serie proprio per i padroni di casa, con Galgani ed Ossiani a riportare i danni peggiori. Ne avranno per una decina di giorni. Gli uomini si raggruppano, conquistano le posizioni migliori. Escludendo il drammatico discesone, fino al 20° chilometro nessun passaggio può considerarsi altamente tecnico. Anzi, gli atleti filano via lisci con tutto ciò che possono avere dentro: gambe, testa, cuore, polmoni. Ma patron Celi piazza la prima insidia su quel “muretto di Collimento” (dal nome dell’omonima frazione attraversata dai bikers) che verrà ricordato da tutti, a fine gara, come uno dei tratti maggiormente tecnici ed impegnativi. Attraversati vicoletti ed archi in pietra, si buca la SS584 che porta a Campo Felice. Qui, all’incrocio, un agente della Polizia Municipale si lascia prendere dall’entusiasmo sull’onda degli applausi e dell’incitamento dei presenti. Si porta dietro un biker e lo aiuta spingendolo dalla base del sellino. E’ proprio vero! Lo sport, ed il ciclismo più che mai, sanno coinvolgere a tal punto da… da dimenticare di indossare una divisa. Uno scatto da album dei ricordi. Passato Collimento si sale ancora verso il caratteristico abitato di Lucoli, dominato dalla Chiesa di San Michele, lì, sul cucuzzolo. Da Lucoli Alto si percorre nuovamente la carrareccia che porterà a Casamaina (nota meta di “pellegrinaggi” invernali da parte di appassionati snowboarders) e via al traguardo.

Medaglia d’oro, in questa giornata, a Lucio “Turbo” Mastrantonio, 1° assoluto, per fare pace col mondo delle “ruote grasse” soprattutto dopo la sfortunatissima disfatta sopportata con onore a Scanno. Il padrone di casa, sguardo da tigre, si gode questo momento battendo tutti sulla distanza. Una vittoria netta, da dominatore assoluto! “Sono reduce da una stagione non molto fortunata” commenta Mastrantonio “più volte alle prese con continui problemi meccanici. Adesso sto recuperando. Adoro le classiche!” commenta l’atleta del Presidente Celi.

Onore al merito a Della Rocca e Di Cicco (entrambi “Avezzano MTB”), secondo e terzo assoluti, agonisti dalle vittorie facili con quel primo posto soffiato così, d’amblè, a dar loro una carica supplementare per le prossime prove di Campionato. Per la categoria femminile la solita “reginetta” Serena Chiavaroli (Bike99) a sbaragliare le agguerrite avversarie di questa giornata: vigile, astuta, pronta a rintuzzare ogni pericolo di attacco e a lottare con la rivale giusta (Paola Piattelli). Già sul discesone di Santa Croce, quando le contendenti al femminile sono ancora sul quel fazzoletto verde di “Prato Capito”, sceglie l’attimo giusto ed ipoteca la vittoria.

Ma no, non è una GF stregata quella di Campo Felice! L’abbraccio ai compagni di squadra reduci dagli infortuni, le congratulazioni ai vincitori, l’incitamento ai “ritardatari” e, perché no, la doccia ed il pasta-party. Poi arriva tutto il resto: il podio... che oggi è di tutti e un po’. La Signora Fiorenza, la mamma di Elpidio, è sulla linea di arrivo: vede tutte queste cose e si fa scendere una lacrima. Ne scenderanno altre durante le premiazioni. Prima, però, la doccia per togliere il sale da questi volti stanchi ma soddisfatti. Poi tutti a pranzo, curato dalla inesauribile pro-loco di Lucoli: pasta al sugo con salsicce nostrane, dolce e caffè a volontà. Non si poteva davvero chiedere di più. A chiusura le premiazioni, con la mamma di Elpidio a fare da madrina. “Al di là dell’aspetto puramente agonistico”  commenta il Presidente del sodalizio aquilano, Alessandro Celi “intendiamo formulare un ringraziamento davvero sentito agli uomini della Pro-Loco di Lucoli e alla signora Fiorenza. Davvero impossibile non lasciarsi contagiare dal loro entusiasmo” continua Celi “anzi, già pensiamo alla 3^ edizione del memorial”. Il Presidente Cecchini replica: “Le visite sul nostro portale, www.http://www.lucoli.it/proloco, sono aumentate in maniera smisurata nelle settimane antecedenti la gara così come le richieste d’informazione da parte di moltissimi cicloescursionisti. Segno evidente” conclude il patron della Pro Loco “che questo vasto comprensorio suscita l’attenzione e l’interesse di molti anche al di fuori della stagione invernale. Merita sicuramente di essere valorizzato”  .

Torniamo alle premiazioni. La voce della Signora Rita Fiorenza è rotta dall’emozione. Il Presidente Cecchini, della pro-loco, la sorregge per un braccio. Per lei, umile e riservata, non deve essere semplice articolare delle parole in un contesto del genere, davanti tutti questi ragazzi... ragazzi che le ricordano infinitamente il suo povero Elpidio.

Comprensibile. Ma un suo gesto, genuino e per nulla impostato, riesce a suscitare quelle emozioni che più di mille parole stenterebbero a dare: nella consegna della targa al vincitore assoluto del memorial si lascia scappare una carezza sul volto del giovane Mastrantonio. Parte un applauso… Il Presidente Cecchini le sorregge il microfono… La signora Fiorenza, la mamma di Elpidio… “Grazie Elpidio” sussurra “grazie ancora una volta. Cosa mi sarei persa nella vita se non ti avessi avuto.

E adesso, caro Elpidio, giù a capofitto in discesa. E alla prossima! …ma senza farci male.

Ossiani Paolo (Bike99 - L’Aquila)

 

 

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER JU ES AL MW U23

 

 

 

 

“GF del Morrone”: dove arrampicarono i Re per annunciare a Frà Pietro la

 nomina a Sommo Pontefice.  

Il Presidente D’Andrea: “Deviazioni non segnalate? Gare fatte in ambiente ostile, bisogna tenerne conto”

Sulmona (AQ) – In un contesto paesaggistico che ha l’autorità della storia, che parla di Re, Cardinali, cortigiani a cavallo e luccichii di elmi ed armature, il Campionato Regionale Società MTB 2011 torna a vivere dopo due settimane di fermo. E lo fa nel modo migliore, salutando gli agonisti abruzzesi ai piedi della Montagna del Morrone in occasione della  10^ edizione della “GF degli Eremi Celestiniani”. Gli uomini del Presidente D’Andrea (A.S.D. “Green Bike ”) preparano una gara più che discreta ma senza colpi di scena mantenendo inalterato il copione delle nove precedenti edizioni. Un grosso contributo arriva da sponsor prestigiosi. L’infornata è davvero da prima pagina: la Provincia de L’Aquila, il Parco Nazionale della Majella, la riserva naturale di S.Venanzio e la Comunità Montana Peligna. Una fiducia che, senz’altro, avranno voluto ben riporre.

Il parterre, come sempre, è altamente suggestivo. In esso c’è di tutto: comunione con la natura, col fluire nascosto ed incessante della vita ma soprattutto un’infinita, intrepida solitudine. Da un certo momento in poi non è più accessibile con mezzi meccanici e paramedici e “uomini scopa”, angeli sulle spalle degli atleti, sono costretti ad abbandonarli in questo verdeggiare meraviglioso, inesauribile e generoso che si apre da ogni parte sino a fondo valle. Insomma, tutto è vicino e lontano allo stesso tempo. A due passi da questi tornanti soggiornava Frà Pietro quando gli giunse la notizia dell’elezione al Sommo Pontificato. Il futuro Papa doveva amare molto questi luoghi a tal punto da far impallidire persino il Petrarca! …“Deposto il massimo pontificato, con tale disìo, se ne tornò all' antica solitudine del Morrone”. E sembra proprio che Papa Celestino V° posi la sua benedizione su questa 9^ di Campionato …oppure la scelta di una data, domenica 19 giugno 2011, da giocarsi sulla kabala? Condizioni atmosferiche ottimali (27°C al suolo ed un’umidità di poco inferiore al 50%) dopo precedenti edizioni caratterizzate da freddo, acqua e fango, condizioni del tracciato perfette, un centinaio gli agonisti presenti nonostante la concomitanza con altre manifestazioni sportive di sicuro interesse. Complice la “GF Città di Teramo”, infatti, diversi bikers si convertono al bitume e presentano la giustificazione al professor D’Andrea. Altri, come la maggior parte dei agonisti targati “Bike99”, mandano una cartolina direttamente dalla “Black Forest Marathon”. I restanti, semplicemente, marcano visita. Non rimane che accontentarsi, consapevoli della qualità del prodotto.E di qualità ve n’è davvero tanta in questa domenica di giugno, sole e sport. A cominciare dalla suggestione del percorso, si diceva. Si parte su asfalto, indirizzati sino alla prima e definitiva carrareccia. Da questo momento si contano i 12 tornanti che separano gli agonisti dal punto più alto, dov’è posto il provvidenziale ristoro a quota 1.060 metri (Colle delle Vacche). Raggiunta la cresta non si fa altro che piombare giù in picchiata, sulla strada del “Beato Mariano”, per oltre 10km. di puro divertimento, tra incantevoli faggeti e saliscendi parabolici. Raggiunto il caratteristico abitato di Roccacasale, i copertoncini tacchettati lo attraversano turbando il selciato pluricentenario. Fuori dal paesello ancora giù, fino agli argini del fiume Sagittario. Se non fosse per qualche ripido, breve strappetto, su un tracciato del genere un neofita imparerebbe ad amare le ruote grasse, proiettando il suo sorriso divertito sino al traguardo (Europa Park Hotel, Sulmona). La partenza è lanciata, ma al “via libera!” dei giudici di gara lo scatto è fulmineo. I primi a rompere gli indugi sono Mastrantonio (Bike99), Musti (Aquile Azzurre) e Giura (Sessan Bike Sport) con Zeverini (Aquile Azzurre), Della Rocca (Avezzano MTB) e Campana (Rampiclub Barrea) a coprire le spalle. Già sui primi tornanti allungano il passo. Difficile tentare una sortita dalle retrovie. Tra gli uomini in fuga ed il gruppetto mediano passano circa 4 minuti. Per le squadre più agguerrite di questo Campionato MTB Ed. 2011 (Aquile Azzurre, Bike99, BikeInsideTeam e AvezzanoMTB) non si tratta soltanto di abbellire la classifica ma rendere più concreta la possibilità di recuperare il titolo regionale. Ci sono gli straordinari da fare, oggi. Al 15° km. un delicato single-track indirizza gli atleti nel sottobosco di faggi e betulle, alle spalle dell’eremo celestiniano. Si vorrebbe, ma non si può sorpassare per non compromettere la propria incolumità e quella degli altri agonisti. Si tratta di un sentiero “anomalo”, tecnico e che impone tratti a piedi. La cordata di atleti sul sentiero è un vero colpo d’occhio e lascia intendere quanto possa essere duro confidare solo sui propri polpacci. Vera e propria bagarre si aprirà soltanto oltrepassato il “Colle delle Vacche”, allorquando un discesone veloce e ghiaioso darà modo a tutti di saggiare le proprie capacità di guida, di tecnica e di coraggio. Un discesone che farà selezione, dunque, sino all’imbocco dell’abitato di Roccacasale. Un discesone da affrontare comunque con le dita sulle pinze. Un discesone che procurerà l’unico malaugurato infortunio della giornata all’atleta aquilano Paolo De Paoli, al suo primo esordio stagionale in MTB dopo una serie di successi su strada. Da questo momento in poi il paradiso dei “fondisti”: un piattone tutto d’asfalto per circa 3 chilometri in prossimità di Bagnaturo e via a bucare il traguardo. Su quest’ultimo tratto dislivello in negativo o prossimo allo zero. Salgono sul podio rispettivamente Giuseppe Musti, l’ospite molisano Christian Giura e Matteo Colaiacovo. Era il favorito Musti e da numero uno ha corso, senza remore, davanti a menare la danza in ogni momento cruciale con una lucidità, una “freddezza” ed una maturità straordinaria che segnano lo spartiacque della sua carriera e lo piazzano sul trampolino di lancio della MTB Abruzzese. “Gara tecnica, dura e selettiva” commenterà l’iridato poco prima di calcare il podio. E se è Giuseppe Musti a dirlo…

Quanto al “gentil” sesso, l’assenza della “reginetta” Chiavaroli (Bike99) impegnata in Germania col resto del quartier generale aquilano, lascia che sia Monica Marcuccitti (Bike Inside Team) ad approfittare tingendo il podio un po’ di rosa e un po’ di bianco-nero.

A fine gara tutti ospiti di un ricchissimo pasta-party al fresco dell’amplio porticato dell’Europa Park Hotel. Antipasti misti, due assaggi di primi piatti, carne, contorni e crostate a volontà. Insomma, tutto il necessario per recuperare le dovute energie.

Unica remora?” dichiara a fine giornata patron D’Andrea “la cura del tracciato. Sebbene la settimana precedente la gara sia stata contrassegnata da continui sopralluoghi da parte del sottoscritto e dei miei ragazzi” conclude il Presidente “diversi atleti hanno lamentato l’assenza di indicazioni precise e stabili”. “Le GranFondo” conclude il Presidente del sodalizio peligno “sono competizioni realizzate in ambienti “ostili”. Tutti gli atleti sanno che la mancata segnalazione di una deviazione può inavvertitamente essere rimossa da qualche escursionista di passaggio”Parole che non si incrociano con quelle degli atleti. Tracciato suggestivo, certo, ma la cura nella gestione delle segnalazioni deve rappresentare la norma. “Per la prossima edizione” conclude D’Andrea “l’epilogo sarà sicuramente migliore”. E non abbiamo alcun dubbio. Tuttavia bisogna ammettere che sommarie e lacunose sono state le indicazioni su questa GF (ed. 2011) da parte degli stessi organizzatori. Oggi, si sa, siamo tutti un più esigenti. Fortunatamente i partecipanti delle scorse edizioni non hanno avuto alcuna difficoltà, ma le new-entry avrebbero apprezzato qualcosa di più. Nell’epoca della globalizzazione, un restyling al sito ufficiale della GreenBike (http://www.greenbike.it) e qualche informazione aggiuntiva sarebbero state auspicabili. Ma, dicevamo, non è nelle intenzioni dei ragazzi dell’A.S.D. “Green Bike” abbandonarsi alla delusione. Soltanto ora, se rilette a freddo le considerazioni del Presidente D’Andrea, hanno senz’altro un altro sapore. V’è motivazione e capacità, e ne faranno uso senza alcuna riserva o tentennamento per l’edizione 2012. Il tempo è galantuomo. Passato il momento poco favorevole e tolti i veti lasciati da una serie di concomitanze poco fortunose, per il Presidente D’Andrea non ci sarà alcuna difficoltà nel ritrovare la serenità.

Certo… con buona pace di Papa Celestino.

Ossiani Paolo (Bike99 – L’Aquila)

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER JU ES AL MW

 

 

 

 

Abruzzo Cup: a Paterno come Antrosano. Quando và di scena la tecnica

Capponi e Cornacchia  show! Ma alla “Bike99”, “Avezzano MTB” e “Ciclistica L’Aquila” le maglie di Campioni

Paterno di Avezzano (AQ) Un sabato diverso dagli altri quello di oggi a Paterno. Un’occasione che ha comportato tanto lavoro per una squadra, l’ “Avezzano MTB”, già reduce da altri riuscitissimi impegni agonistici. Ma, si sa, con una buona organizzazione diventa tutto un tantino più semplice. L'obiettivo primario era quello di allestire un parterre di gara che ospitasse il Campionato Provinciale MTB e l’ennesima dell’Abruzzo Cup. Come se non bastasse, la prova presentava la difficoltà della “prima edizione”, essendo il tutto inquadrato nel “I° Trofeo S.Onofrio”, dal nome dell’omonimo santuario costruito nella parte alta del paese.

La solita efficienza di patron Colabianchi, tra luoghi di sicuro interesse artistico e religioso e panorami che si stagliano per chilometri e chilometrri sulla piana prosciugata dai Torlonia, non poteva deludere alcuna aspettativa. Ingredienti perfetti, amalgamati tra loro, portano i bikers su un percorso “tipo” cross country olimpico di circa 10km, con 300 metri di dislivello certificato, molto tecnico, da ripetersi più volte a seconda della categoria di appartenenza. Quasi una “rivisitazione” della bella “giostra di Antrosano”, ma in chiave assolutamente inedita. Circa 70 gli atleti all’appello, 61 al traguardo, fior fiore della MTB abruzzese, tutti accomunati dallo stesso pallino: il titolo! Non preoccupa troppo il tracciato quanto le condizioni meteo incerte che imperversano da giorni sul centro Italia, con copiosi acquazzoni estivi e temperature da fine estate. Molto prima della consegna dei pettorali, gli agonisti più esigenti consultano l’ “oracolo” internet per avere le dovute rassicurazioni: probabilità di pioggia alternata a schiarite, temperatura al suolo di circa 17° C, umidità del 70% e venti deboli da ovest. In realtà si capisce subito che il nemico peggiore sarà la pioggia. Ma quant’è bello questo sport… Puoi decidere se esaltare il lavoro di gruppo oppure la tua individualità anche con un tempo da lupi. Puoi correre in una squadra, tessere “alleanze”, o chinarti sul manubrio, bagnato dalla pioggia, e decidere la tua strategia. Che spettacolare promiscuità! Alle 14,40 sono tutti operativi. Alle 15 ci si dispone in griglia, alle 15,10 il “pronti, via!” del signor De Blasis. Si parte lanciati su Via del Fosso, lungo piattone in asfalto, paradiso per i fondisti. Si cercano posizioni senza strafare. E’ necessario mantenere le energie per S.Onofrio consapevoli del fatto che le gare “a circuito” possono riservare amare sorprese. Una sensazione che sembra essere confermata, valutando persino l’andatura dei “big”. Poco fuori da Paterno, all’altezza del confino naturale imposto dall’Autostrada dei Parchi, l’acquazzone continua ad accompagnare gli atleti. Il patrono anacoreta non sembra volersi schierare dalla parte dei bikers, oggi. A fare da apripista la “F.Moser Cycling Team” con Capponi e la “Scott NW Sport” del forte D’Aurora. Zeverini, Musti e l’aquilano Parisse a seguire. Quando il cugino subequano rimedia una foratura, Zeverini e Parisse hanno un motivo in più per attaccare  spingendo un “dentino”. Vero, verissimo e lo si è capito vedendoli correre. Se sugli stazzi di Scanno mancò la fortuna, i due abruzzesi hanno fatto l’inferno per staccare tutti. Davanti, si diceva, Stefano Capponi: è stato lui a produrre la selezione nella speranza di arrivare al traguardo in solitudine. E’ stato lui a rischiare in proprio, continuando ad allungare anche con il rischio di restare senza energie nel momento decisivo. E’ stato lui a regalare quella tipica, esplosiva volata da stradista ai presenti. E’ stato lui…questo Ale-Jet Petacchi della mountain-bike! Capponi e D’Aurora come Achille ed Ettore, o meglio, come Coppi e Bartali, anche se non si è riuscito a cogliere chi dei due abbia dovuto rivestire le vesti dell’uno e l’altro. E le “rivalità”, proprio in vista del traguardo, specie quando contrappongono atleti così diversi per carattere e indole, incrociano la sfera della poesia. A seguire questi primi segugi da podio, dopo 29,16 chilometri, allo sprint, sul lunghissimo piattone di Via Venezia, Di Cicco, Serafini e Barbonetti (“Avezzano MTB”) hanno perso da chi era più veloce di loro: sarebbe stato un bel filotto per l’ente organizzatore dell’evento. Infine, le quote rosa di questa giornata  vince la teatina Maria Grazia Cornacchia della Bike Inside Team. Il Presidente Celi (Bike99 - L’Aquila) si rammarica per l’assenza giustificata di sua maestà Serena Chiavaroli, impegnata nel triathlon,(avrebbe portato un ulteriore titolo Provinciale), lo stesso non può dirsi per le giovanissime virtuose del pedale presenti a Paterno. Menzione particolare a tutte le allieve ed esordienti dell’ “Abruzzo MTB Team Protek”.

In definitiva, un tracciato molto tecnico, veloce e che, si diceva, ricorda moltissimo quello di antrosanea memoria dello scorso 22 maggio. Un percorso sì adatto a tutti, ma da affrontare con la giusta dose di consapevolezza, in particolare nell’ultimo discesone reso ancor più insidioso dalla pioggia incessante. Limite massimo di percorrenza: 2 ore e 30 minuti. Al termine pasta-party per tutti all’interno di una comoda tensostruttura che, dato l’orario “da merenda”, sarebbe stato più opportuno rimodellare in “panino-party”.

Insomma, nessuna debacle ed alta scuola quando ci sono di mezzo i ragazzi dell’ “Avezzano MTB”. Qualità che il  Presidente Colabianchi porta avanti senza bacchette magiche né metamorfosi, ma con “testa, cuore e …gambe” facendo di tutto per sfruttare le risorse naturali, storiche ed artistiche del comprensorio in un contesto di puro agonismo. Intanto, le maglie di Campioni Provinciali MTB se le portano a L’Aquila Maurizio Parisse, Antonio Giardino e Tullio Pio, rispettivamente per le loro categorie. I ragazzi dell’ Avezzano MTB insistono e, domani, ne stireranno ben tre Emidio Di Cicco, Alberto Di Giorgio e Luigi Serafini.

Parola al Presidente Colabianchi. “Prima di tutto voglio ringraziare tutti i partecipanti a questa manifestazione, fortemente voluta dal Comitato Feste Paterno S.Onofrio. Credo i averli messi in difficoltà sin dall’inizio; la scelta della data in un sabato pomeriggio e l’anticipo della partenza alle ore 15.00 non prometteva niente di buono a livello di partecipazione. Le previsioni atmosferiche hanno peggiorato la situazione, ma avere alla fine 73 partenti è stato un “successo” riconosciuto anche dal Comitato. L’altro ringraziamento và al Comitato Feste e al Nostro atleta Stefano Filauri che  hanno messo disposizione della Nostra squadra tutto quello richiesto. L’ultimo ringraziamento lo voglio fare alla mia famiglia, Nadia ed Elisa che “sopportano” tutti i miei strumenti  “per alimentare questa passione”  il telefono, il computer, la bicicletta …… Grazie a Tutti”.

Frattanto, domenica 19 giugno tornerà il consueto appuntamento con il Campionato Regionale di MTB. Con siffatti precedenti, i ragazzi dell’A.S.D. “Green Bike - Raiano”, ente organizzatore della 5^ prova valida per l’attribuzione dei punti Società, non avranno vita facile. Il nostro “carrozzone” è apprezzato anche al di fuori dei confini regionali per lo spirito conviviale ed aggregante che si sposa perfettamente all’agonismo di livello. Non si tratta di mostrarsi migliori degli altri ma, se si dovesse competere coi cugini avezzanesi solo ed esclusivamente in efficienza, bèh, allora sì che ci sarebbe davvero da preoccuparsi!

Ossiani Paolo (Bike99 - L’Aquila) 

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER JU ES AL MW ELITE

 

 

 

 

 

 

A Scanno la carica dei 400

Nel lungo dominio del campione argentino Soto e dell’aquilana Chiavaroli

Paolo della Rocca e Romina Scarabottini trionfano nel classic

 

L’edizione del record di iscritti: sarà ricordata così l’ottava marathon degli Stazzi, disputata questa mattina a Scanno (AQ) in una giornata di sport memorabile. Il cattivo tempo –un tremendo acquazzone si è abbattuto sui bikers a metà gara– ha reso davvero epica l’impresa dei circa 400 iscritti, costretti a fare i conti con condizioni climatiche che ai 1817 metri del valico del monte Genzana (affrontato sia nel percorso marathon che nel classic) sapevano di autunno inoltrato. Epica l’impresa ma maggiore la soddisfazione di aver portato a termine una vera gara di montagna, fra il Parco Nazionale d’Abruzzo, la Riserva Chiarano Sparvera ed il Lago di Scanno. Edizione storica anche per la presenza delle telecamere RAI, che trasmetterà in differita uno speciale sulla manifestazione di ben 48 minuti. Il commento della trasmissione sarà affidato ad Andrea Fusco, volto noto della Testata Giornalistica Sportiva, rimasto affascinato dal percorso, dalla location, dall’organizzazione degna delle decane del nord. Fusco ha seguito in prima persona la gara a bordo di un mezzo fuoristrada mentre 8 postazioni fisse e mobili, munite di videocamere, erano posizionate nei punti salienti del tracciato.

Relativamente all’aspetto agonistico, a dominare la gara è stato il campione argentino Catriel Soto, del Team Protek, che sin dalla salita iniziale ha fatto la differenza. Ma andiamo con ordine…

Come da tradizione, la gara di Scanno per il mondo delle “ruote grasse” è l’occasione per trascorrere nell’amena località abruzzese un intero fine settimana. Così, le stradine del borgo antico, sin dal venerdì, si animano di… turisti-agonisti, spesso con mogli e figli al seguito. A proposito di figli: molto partecipata, quest’anno, è stata la BabyrapiScanno, gara riservata ai… bikers in erba disputatasi negli incantevoli prati del lago. 60 bambini scatenati si sono sfidati sabato pomeriggio in una impegnativa gimkana ricavata fra il torrente Tasso, la pista ciclabile del lago di Scanno e l’adiacente area pic nic. La premiazione si è svolta invece in piazza, dove intanto erano stati montati gli stands tecnici, quelli gastronomici e i services della produzione televisiva.

Appena dopo la partenza di élite ed amatori, inoltre, si è svolta un’ulteriore gara, riservata ad allievi ed esordienti. Le promesse della mountain bike hanno corso in un anello di circa 4 chilometri (da ripetere più volte a seconda della categoria) ricavato nel tratto finale del percorso marathon. I giovani atleti quindi hanno potuto confrontarsi su un tracciato molto tecnico, suscitando l’ammirazione delle centinaia di persone presenti sul rettifilo d’arrivo e non solo. Una bella festa, dunque, anche per questi ragazzi, applauditissimi all’arrivo ed emozionati come non mai.

Soto invece allo start appariva piuttosto tranquillo, forte dei suoi “numeri” che gli hanno consentito di compiere un gran balzo in avanti nel ranking mondiale. La fuga dell’argentino, infatti, partiva presto, non appena la moto di inizio corsa sanciva la fine del tratto “turistico” e la contestuale partenza ufficiale della competizione. Spettacolare il passo sostenuto dal giovane del team Protek, capace di scalare la salita del Genzana (15 km e 870 metri di dislivello) in 47 minuti netti. Alle sue spalle il vincitore della scorsa edizione Massimo Folcarelli (Drake Team Cesterna) poteva solo limitare i danni, marcato stretto peraltro dal diciannovenne sudafricano Dominic Calitz (Team Protek) e dall’abruzzese Giuseppe Musti (Ciclisport Mania-Aquile Azzurre), noto –non a caso– come “Fenomeno di Castelvecchio” (dal nome della sua cittadina d’origine). La situazione restava immutata sino all’arrivo, con Soto trionfatore in 2 ore e 28 minuti su Folcarelli (6 minuti il distacco); il laziale era riuscito a distanziare Calitz (terzo) e Musti (quarto) nella discesa di San Liborio, resa maggiormente tecnica dalla pioggia. Fra le ragazze del marathon (capaci cioè di affrontare, sotto la pioggia, 60 km e 1800 metri di ascesa) netta affermazione dell’aquilana Serena Chiavaroli (Bike 99), dominatrice nella sua Regione.

Serrata risultava la lotta nel percorso “classic” (39 km e 1150 metri di dislivello) con il campano Ferritto (Giannini FRW) in testa fino a tre quarti di gara. Paolo della Rocca (Avezzano MTB) però non demordeva, ricuciva lo strappo dopo il bivio marathon di Jovana ed allungava nell’insidioso vallone delle Masserie, giungendo a Scanno a braccia alzate in 1 ora e 50’. Ferritto tagliava il traguardo 52’’ più tardi mentre Leandro Rotondi (Drake Bike Cisterna) chiudeva il podio. Prima ragazza del Classic, Romina Scarabottini (ASD a Ruota Libera).

La premiazione dei vincitori della classifica assoluta si svolgeva nella piazza adiacente l’arrivo, gremita nonostante l’inclemenza del meteo. Poi tutti al palazzetto dello Sport dove si concludevano le premiazioni e venivano serviti circa 900 pasti fra gli atleti, i familiari e gli accompagnatori. Ultimi a pranzare gli infaticabili 150 volontari, per l’ottava volta capaci di garantire la riuscita di una manifestazione che si afferma come uno degli eventi di mountain bike più importanti dell’Italia peninsulare; e questo -c’è da scommetterlo- lo dirà prossimamente anche la TV. 

VISTA DAL GRUPPOdi Giacomo Petruccelli

 

“..gara bagnata, gara fortunata..”

 

Chissà se avrà pensato questo Massimo Folcarelli (DRAKE TEAM CISTERNA) al nastro di partenza dell’ottava Marathon degli Stazzi, pensando di “bissare” facilmente il successo del 2010, ma forse ha fatto i conti senza l’oste, ritrovandosi “ingabbiato” in un sandwich dal sapore un po’ argentino e un po’ sudafricano, made in TEAM PROTEK. Da un lato Catriel Andres Soto, arrivato primo assoluto in 2:28:45, dall’altro il giovanissimo DOMINIC CALITZ, giunto in paese  in 2:34:45. E forse neanche si aspettava di venire tallonato per ¾ di gara dalla grande promessa della MTB abruzzese, che risponde al nome di Giuseppe Musti (CICLISPORTMANIA AQUILE AZZURRE), staccato solo lungo la discesa di San Liborio, resa più tecnica e infima, dalla pioggia incessante. Ma questa, è una storia che non spetta a me raccontare. Quello che mi sento di esprimere anzitutto, è un GRAZIE alla MTB SCANNO, società organizzatrice della manifestazione che ha curato l’organizzazione in maniera eccellente. Nonostante il tempo inclemente,  i quasi 400 bikers accorsi a Scanno hanno gradito, e non poco, entrambi i percorsi (Marathon e Classic). All’arrivo, tanti i complimenti al grande Presidente De Vincentis, che come ogni anno impiega uomini, mezzi e tutto se stesso per la riuscita della “sua” gara.

 

Prima di partire, un po’ di sano sfottò, stempera il clima e la tensione palpabile sui volti dei bikers, ognuno con una sua personale motivazione; un timido sole sembra volerci accompagnare lungo tutta la gara e ben si spera per il proseguo.. ma è solo un’illusione!! Il “VIA”, come di consueto, avviene dalla piazza di Scanno intorno alle 9.30. Prima della partenza lanciata, un giro panoramico lungo le vie di Scanno, poi la macchina dei Carabinieri si sposta e da lì è un tutti contro tutti.

La salita asfaltata fino a Frattura, che apre le porte alla scalata del monte Genzana, è un trionfo di colori, quelli delle divise dei tanti partecipanti. Molti provano ad allungare subito, altri come me invece, cercano di controllare il passo, ben coscienti che 60 km sono tantissimi. Il gruppo si allunga, ma ci pensa la “signora” Genzana (15 km e 870 mt di dislivello) a ripristinare il gap dell’asfalto. Il gruppo dei “normali”, sale compatto. C’è poca possibilità di superare a causa delle tante pietre presenti che rendono sconnesso ed impervio il sentiero, ma quando si può, ognuno cerca di allungare un po’ sull’altro. In questi casi, guadagnare qualche posizione è oro colato!! Per un attimo riesco a stare a ruota della “prima donna” (e che donna!) Serena Chiavaroli (BIKE 99), capace di “macinare” 60 km e 1800 mt di dislivello in 3:37:27, ma poi purtroppo, perdo il passo e non la vedo più.  Intanto cresce in me la convinzione di poter fare il percorso marathon, e “ristoro dopo ristoro” comincio a carburare. Le gambe vanno (forse un po’ troppo per il mio standard) ma al 50° km arriva la prima grande sofferenza, complice anche il grande freddo e un abbigliamento molto estivo, che non si addice per niente alla temperatura presente in quel momento. Anche il “rampichino” sembra essere inutile e all’ultimo ristoro che incontro prima di scendere verso Scanno, mi fermo per fare benzina (banane, crostata e sali minerali), prendendo in prestito una felpa da un ragazzo del servizio d’ordine, soprannominato Billy (che ringrazio!!). La felpa mi sta un po’ larga, perché Billy è alto “solo” 185 cm, ma tiene caldo e mi aiuta ad affrontare l’ultima discesa senza assorbire ancora l’aria gelida che non dà tregua. L’ultimo tratto del percorso lo faccio in compagnia del grande Carlo Gastaldi (VELOCIRAPTOR), un M5 del ravennate con le gambe di un M1!! Riesco a passarlo con un po’ di sofferenza sul tratto in asfalto che riporta in piazza, allungando in fuori sella con il 44 e spingendo a più non posso. Davanti a me “ritrovo” anche il laziale Massimo Burroni (SPEEDY SPORT), che mi aveva staccato sull’ultima salita. Raccolgo le ultime energie e lo passo appena dopo gli scalini, prima di arrivare in “volata” sotto l’arrivo, con il tempo di 4:21:34 e abbassando la “mia” media personale di circa un’ora e un quarto: UNA GRANDE VITTORIA!!

Prossimo appuntamento sabato 11 Giugno a Paterno di Avezzano (AQ) per un Cross Country Olimpico di 10 km da ripetere 3 volte, organizzato dalla AVEZZANO MTB!! Le “ruote grasse” non si fermano mai..

 

Un abbraccio a tutti voi!!

VISTO DAL GRUPPO di

PAOLO OSSIANI BIKE99 L'AQUILA

A Scanno per la “GranFondo degli Stazzi”: una marathon da corrersi in alta uniforme

Il Presidente De Vincentis: “Una crescita che ha dell’incredibile”

 

Scanno (AQ) – 1.800 metri di dislivello, 60,5 chilometri in totale, 478 atleti provenienti da tutto il Centro Italia. Sono questi i numeri da capogiro per la “classicissima” di Scanno, una marathon che non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Giunta oramai alla sua 8^ edizione e valevole come 4^ prova del Campionato Regionale MTB Società, è cresciuta esponenzialmente nel corso degli anni divenendo tappa fissa e punto di ritrovo obbligato per tutti i bikers dal palato fine.  A testimoniarne ulteriormente la portata, anche quest’anno, i blasoni che ne prendono parte: Calitz, Soto ed il connazionale Folcarelli in prima linea. Una troupe “Rai”, con tanto di elicottero per le riprese aeree, a suggellarne l’autorevolezza. Insomma, una marathon da corrersi in alta uniforme.

La location è la più suggestiva e panoramica che un biker possa desiderare: Scanno, “perla d’Abruzzo”, incastonata nell’alta Valle del Sagittario con l’omonimo lago a farne da eterno custode. Un paesello di 2000 anime, tra gli ultimi capisaldi della vasta provincia aquilana, generosa terra d’Alpini che incarna l’ideale dell’abruzzese forte e gentile, che con le sue tipiche “cemmause”, i suoi caratteristici vicoletti e gli scorci da immortalare ha partorito illustri natali: da Henry Mancini a Adriano Tarullo ad Antonio Silla. Gli stessi vicoletti, poi, che hanno visto crescere talenti e pluri campioni iridati del calibro di Antonio Carfagnini (“MTB Scanno”), simbolo e portacolori della mountain-bike abruzzese. Ed è proprio l’inossidabile “MTB Scanno” l’ente organizzatore della marathon.

Il “pronti al via” è ordinato domenica 5 giugno alle 9,30 sotto un cielo plumbeo tendente al benigno. In realtà, questa fantasmagorica due giorni di festa e sport comincia il venerdì precedente quando affluiscono i primi atleti provenienti da oltreconfine. Per moltissimi di loro non v’è migliore occasione per portare intere famiglie al seguito. Il sabato precedente la competizione il paesino si rallegra letteralmente dei colori degli oltre 50 team presenti: risate, gran vociare, allegria e gli immancabili sfottò riecheggiano sulla piazza. Davvero uno sport d’altri tempi. A rendere il soggiorno dei più piccini ancor più piacevole, gli uomini dell’MTB Scanno allestiscono la  “Baby RampiScanno”, un ciclo percorso simpatico e carino destinato ai bambini dai 5 agli 11 anni. Per gli agonisti che affronteranno “il mostro” il giorno successivo, invece, non c’è spazio per ulteriori distrazioni. Si ritirano negli alberghi alla spicciolata lasciando ancora mogli e figli a godere della salubrità di un’aria calma e frescolina di inizio giugno. Ancora molto indaffarato il Presidente dell’MTB Scanno, Mario De Vincentis, che và sincerandosi sugli ultimi preparativi. Lo avviciniamo in Piazza Santa Maria della Valle. “Oltre 450 presenze” commenta con soddisfazione “per una crescita che ha dell’incredibile. Una gara che raccoglie consensi unanimi in ogni Regione del centro e sud Italia” “La mia più grande preoccupazione?” conclude De Vincentis  “Il responso del bollettino meteo”.

Il giorno successivo le campane della cattedrale salutano i presenti. Già alle 9,00 ci si dispone in griglia: un arcobaleno di colori ammassato a ridosso della piazza. Un vero spettacolo!  La spensieratezza  delle ore precedenti lascia il posto alla concentrazione. Il pollice alzato dei giudici di gara e si parte: 44 i km. di strade sterrate, 5km. di single-track ed 11km. di tratti asfaltati.

Primo punto di rendez-vous il M.te Genzana (1.817mt.). Il gruppo fila via compatto, sui primi 6 km. di asfalto si cercano posizioni ma nessuno vuole strafare. Parola d’ordine: sapersi gestire. La salita che dal bivio di Frattura porta al valico bucando “Le Bregnere” e i “Piselli” è dura ma non impossibile, ed il serpentone degli atleti in fila indiana lascia intendere quanto possa essere importante risparmiarsi per il Godi, 22km. più avanti.  In vetta, quasi per istinto, lo sguardo si staglia su un panorama mozzafiato: in basso il lago di Scanno nato, come suggerisce tradizione popolare, per proteggere Madama Angiolina dal temibile Mago Baialardo.  Dietro quelle montagne verdeggianti, a sud, il Parco Nazionale d’Abruzzo, mentre a nord la montagna cara a Gabriele D’Annunzio, la Majella.  Davvero un peccato lasciarsi sfuggire certe emozioni per colpa del cronometro.  Fino al rifugio Jovana il percorso è tutto in discesa, e che discesa!  Al kilometro 27, coi suoi -18,33% di pendenza certificata, il veloce ghiaione non lascia margini di errore:  chi può osa, chi non può tira i freni. E’ pressappoco qui che il percorso si divide: sulla destra il “Classic”, sulla sinistra il percorso “Marathon”.

 

 

I più sfilano per quest’ultimo nonostante le condizioni meteo volgano al peggio. Sguardi d’intesa ai compagni di squadra superstiti e appuntamento per tutti al Passo Godi (quota 1.575mt.). Tra i boschi e faggeti il percorso è altamente presidiato dagli uomini della Protezione Civile e del locale Gruppo Alpini. Ad ogni snodo le Forze dell’Ordine e gli uomini del Corpo Forestale dello Stato: non sono comparse piazzate lì nel rispetto del regolamento, anzi, veri e propri protagonisti. Sotto una pioggia incessante, ad ogni passaggio, incoraggiano gli atleti a non mollare la presa. Se si arriva al Godi è anche merito loro. Eccolo finalmente: un vero capolavoro di madre natura. Dalla parte più alta, se non fossero le nubi compatte a fare da cortina proiettando gli agonisti in un’altra dimensione, la vista sarebbe fantastica, degna dei migliori pascoli alpini. Qui, nelle scorse edizioni della marathon, il ricordo delle erbette aromatiche calpestate dai copertoncini tacchettati che inebriavano l’aria del loro profumo è vivo, oggi più che mai. A complicare ulteriormente la situazione, al 45° chilometro, una grandinata estiva abbatte drasticamente la temperatura: al suolo circa 10°C! Gli impianti sciistici di risalita, oramai immobili sino alla prossima neve, sembrano provare compassione per gli atleti, al loro passaggio. Così come i coraggiosi spettatori, ai bordi della strada: sotto i loro ombrelli un misto di emozioni contrastanti. Ammirazione e rispetto per quei 478 stoici scalatori. Le montagne, sotto un nubifragio, non sanno proprio essere generose. Dal Godi e dallo “stazzo di Ziomas”, vera e propria attrazione turistica dove i pastori sono ancora dediti alla lavorazione del latte e dei formaggi locali, si scivola in picchiata sino al traguardo tra sterrati, single-tracks e tratti di asfalto.

Qui  mogli e figli attendono, anticipando con lo sguardo quell’angolo morto di Piazza Santa Maria della Valle, l’arrivo dei loro compagni e dei loro papà. I primissimi atleti a bucare la folla sono proprio i “big” di questa edizione: Soto, Folcarelli e Calitz.  Tagliano il traguardo, scendono dai mezzi e corrono al coperto cercando il conforto in una calda doccia rigenerante. Seguono tutti gli altri “eroi” di questa memorabile, davvero memorabile, giornata di festa e di sport. Anche le forti quote rosa arrivano al traguardo dopo i 60 chilometri di acqua e fango: tra loro la forte triatleta Serena Chiavaroli (Bike99 - L’Aquila), incontrastata “reginetta” di questo campionato 2011. Sui volti di ciascuno, scavati dalla fatica, la soddisfazione per esser riusciti a domare il “mostro”.  Gli applausi dei familiari e degli scannesi sono tutti per loro. Una vecchia nonnina si fa largo tra i presenti, sotto un piccolo ombrellino nero. Si avvicina e cerca di donare il calore di un abbraccio. Ma la divisa di quell’atleta è zuppa di acqua, fango e sudore. Il fortunato protagonista di certi “fuoriprogramma”, che si vedono troppo raramente in competizioni agonistiche di livello nazionale, si tira indietro per delicatezza. Ma la nonnina insiste e gli prende la mano tremolante dal freddo facendone un tutt’una con le sue. “Voi siete quelli del terremoto”, commenta, lasciando trasparire un luccicone negli occhi. Impossibile immortalare con una fotocamera certe emozioni.

…Quella mano tremolante, stretta in quella presa così genuina  e commovente,  era la mia.

Ossiani Paolo (Bike99 – L’Aquila)

 

 

 

8^ GRAN FONDO-MARATHON DEGLI STAZZI

CLASSIFICA GENERALE CLASSIC

CLASSIFICA GENERALE MARATHON

CLASSIFICA ESORDIENTI

CLASSIFICA ALLIEVI

 

 

ANTROSANO DI AVEZZANO 22 MAGGIO 2011

Alla “Giostra” di Antrosano, tecnica e divertente, vittorie di Folcarelli e Cornacchia

Il gusto di un cross country mondiale

160 iscritti e standard organizzativo altissimo. Lo spettacolo dei giovanissimi

Sono stati 160 i bikers che questa mattina si sono sfidati nella cosiddetta “giostra” di Antrosano, lo splendido anello di cross country olimpico disegnato dai ragazzi dell’Avezzano MTB nella collina di Alba Fucens, a due passi dal “capoluogo” marsicano. Le caratteristiche tecniche del tracciato sono la ciliegina sulla torta del trofeo “SCAI – Sport ed Avventura”, giunto alla quinta edizione e valido quale prova del campionato regionale società. Trofeo che per due anni ha avuto valenza nazionale e che da quell’esperienza ha mantenuto lo standard organizzativo, elevatissimo. Quest’anno, poi, l’evento è stato animato dall’entusiasmo dei giovanissimi, protagonisti della spettacolare gimkana tenutasi in piazza Risorgimento, ad Avezzano, sabato pomeriggio. I bikers in erba -appartenenti alle categorie G1, G2, sino alla G6- sono stati applauditi da centinaia e centinaia di persone, incuriosite dalla grinta e l’entusiasmo dei piccoli atleti. A seguire c’è stata un’ulteriore, spettacolare esibizione, quella del campione italiano di bike trial, Gabriele Pampanelli.

Domenica mattina i bikers ad Antrosano, frazione di Avezzano, trovano un bel sole. La temperatura è fresca per la Tramontana che, in compenso, rende l’aria limpida e consente una veduta mozzafiato sull’alveo del Fucino da diversi punti del tracciato di gara. Un percorso che -come si accennava- avrebbe le qualità per vedere all’opera big di caratura internazionale. Non è facile descrivere l’anello perché è un continuo susseguirsi di single track, strappi, discese tecniche, curve paraboliche e guadi, il tutto immerso fra i boschi di cerro e le radure del colle di Antrosano, che si erge nel bel mezzo del piano fucense. La prima salita in erba, al 20%, è la più temuta mentre la discesa più tecnica è alla fine: non sarà facile affrontarla senza mettere piede a terra. L’anello, di 8 km e 280 metri di dislivello, dovrà ripetersi per 4 volte.

Come sempre, la frazione di Avezzano è tappezzata di striscioni e manifesti della manifestazione. L’arco gonfiabile dell’arrivo è posto sulla strada principale del borgo mentre le iscrizioni si effettuano in un apposito stand montato -con le altre strutture mobili- nell’ampio ed accogliente parco pubblico. Le squadre abruzzesi, al gran completo, difenderanno la… reputazione della terra “forte e gentile” dalle compagini laziali (e non solo), sempre agguerrite. Le categorie giovanili si fermeranno dopo due giri del circuito.

La prima salita asfaltata non è sufficiente a scremare il gruppo ma al successivo muro erboso Massimo Folcarelli (Drake Bike Cisterna) mette il turbo. L’azione del biker di Anzio è veemente ma il giovane sudafricano Dominic Calitz, che difende i colori della squadra abruzzese Protek, risponde alla grande. Al tandem di testa si aggancia anche il Fenomeno di Castelvecchio Subequo, Giuseppe Musti (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre), che affronta fuori sella buona parte della prima tornata. Il terzetto continua compatto sino alla salita dell’area archeologica, in cui si concretizza l’allungo decisivo di Folcarelli, che si invola solitario verso la vittoria. Calitz stacca Musti in discesa e giunge ad un minuto scarso dal laziale, conquistando una piazza d’onore ottima per i suoi vent’anni e la scarsa esperienza agonistica. Il bronzo accontenta Musti che all’arrivo commenta: «sono stato alla ruota dei campioni per mezzo giro: va benissimo così». Fra le ragazze, ottima la prova di Maria Grazia Cornacchia , prima con un discreto margine sulla tenace  Antonella Di Santo, compagna di squadra nel Bike Inside Team.

Il pasta party è allestito dagli infaticabili Alpini di Antrosano, che propongono delle penne al sugo di carne, salsicce arrosto e fagioli in umido. Frutta di stagione e crostata alla marmellata completano l’ottimo pasto ed appagano atleti ed accompagnatori. Fra i tavoli del pasta party Pampanelli compie un secondo bike trial show mentre la successiva premiazione è moderata da una delle colonne dell’MTB Avezzano, Gianni Nardella.

Alle 16:00 la manifestazione si conclude: Gianluca Colabianchi è sfinito per il triplo impegno onorato, di presidente del sodalizio marsicano, responsabile federale MTB ed atleta (dalla classifica confortante). Anche Paolo, Luigi,Gianni,Ettore,Carlo, Alessandro, Stefano,Giuseppe,Cesidio,Alberto,Luigi S.,Ercolino,Maurizio bis, Massimo, Alessandro,Gianfilippo, Danilo e gli altri numerosi ragazzi dell’Avezzano MTB hanno dato una mano fondamentale per il raggiungimento di un grande obiettivo: organizzare ad Avezzano un fine settimana rivolto contemporaneamente agli agonisti, ai giovanissimi e a tutti gli appassionati delle ruote grasse. Una manifestazione, cioè, dedicata alla mountain bike a 360 gradi.

      

      

 VISTO DAL GRUPPO di

PAOLO OSSIANI BIKE99 L'AQUILA  ......la famiglia cresce

 

Quella di domenica 22 maggio verrà ricordata come la prova maggiormente titolata tra tutte quelle sin’ora disputate in questo Campionato MTB 2011. Oltre ad aver rappresentato la 7^ tornata del Regionale di Società cross-country, difatti, ha senz’altro avuto valenza nazionale grazie alla rinnovata partecipazione di mostri sacri della mountain-bike tricolore come Folcarelli, Calitz e Panzarini. Per non parlare del percorso: un classico tracciato di cross-country che nulla avrebbe da invidiare a quelli di vere e proprie competizioni nazionali.

Inquadrata nel Trofeo “Scai Sport Avventura”, la prova prevedeva un circuito di circa 8 km. su strade forestali e prati, con numerosi passi tecnici da ripetersi più volte in base alla propria categoria di appartenenza. Dislivello totale: 270 mt. al giro. A fare da cornice la bella collina che domina il sito archeologico di Alba Fucens, ad un passo da Avezzano, che si veste a festa per un giorno ospitando un campo di gara davvero tecnico e selettivo. Insomma, una competizione che trova consensi unanimi: qualitativamente eccellente e destinata a crescere grazie alla competenza dei cugini marsicani dell’A.S.D. “Avezzano MTB”, ente organizzatore dell’evento.

Il sodalizio del Presidente Colabianchi propone un percorso ben collaudato negli anni, adatto (e non troppo adattato) per le sue caratteristiche morfologiche a trasformarsi nella ”giostra di Antrosano”. Cielo sereno, a dispetto degli ultimi bollettini meteo, temperatura al suolo di circa 24°C e condizioni del terreno ottimali grazie al fondo ghiaioso e drenante. Alle 10,00 in punto la “giostra” ha inizio. Le pendenze sono considerevoli e la pianura non esiste. Sulla prima salita in erba, successivamente battuta dai continui passaggi dei copertoncini tacchettati, si raggiunge il 22% mentre sul muro più duro uno strappo di circa 500 mt. omaggia cambi di pendenza che rasentano il pedalabile. Gara nervosa e preclusa ogni possibilità di recupero, per prendere fiato gli oltre 150 atleti provenienti da dentro e fuori Regione confidano nell’ammorbidirsi dei sentieri che dal boschetto raggiungono il culmine della collina, tra clamorosi mix fatti di single-track, curve in contropendenza e tornate quasi paraboliche. Vaga l’impressione di allentare il passo: su questo genere di tracciato non si può. Anche in prossimità dell’arrivo ecco la parte più tecnica, rigorosamente in discesa, con una serie di curve ad “S” ed i 150 metri dell’asfalto che riportano gli atleti alla dura realtà del primo muro.

Difficile stabilire gli equilibri della corsa almeno sino al secondo giro di boa, quando il gruppo si allunga e i migliori passano definitivamente avanti.“Sicuramente una competizione di alto livello” commenta Alessandro Celi “nella quale si sono tenuti ritmi importanti per tutta la gara.

 

 Un ringraziamento speciale a Antonio Carfagnini MTB Scanno asd, l'ideatore dell'articolo settimanale, a Petruccelli Giacomo Bike Inside Team Chieti e il Nostro "ultimo acquisto" Paolo Ossiani Bike99 L'Aquila che  permettono di pubblicizzare al meglio la Nostra  Passione.

Grazie di cuore

 Gianluca Colabianchi

 

 

LE CLASSIFICHE SONO STATE REDATTE IN BASE AI 4 SCRITTI DEI GIUDICI DI GARA. OGNI GIUDICE HA SCRITTO OGNI PASSAGGIO. HO CERCATO DI VERIFICARE AL MEGLIO TUTTI I PASSAGGI, CREDO CHE GLI ERRORI PRESENTI SONO AL MINIMO. COMUNQUE CONFIDO IN UN VOSTRO AIUTO PER ELIMINARE ANCORA LE INESATTEZZE PRESENTI (sarà mia cura fare un confronto con quello che mi si dice e quello che è stato trascritto dai giudici di gara). Mandare email : gianluca_cola@yahoo.it

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER JU ES AL MW

 

 

 

 

9° MEMORIAL DONATO IEZZI- TORINO DI SANGRO 15/05/2011

Il fenomeno di Castelvecchio, bissa il successo del 2010 eguagliando nell’albo d’oro della classica sangrina, Angelo Campana. Fra le donne, ancora protagonista l’imprendibile Serena Chiavaroli.

 

Musti c’è!!

 

                                 

Tra le tante gare di MTB che si svolgono in Abruzzo, da Marzo ad Ottobre, ce ne sono alcune che rimangono impresse nel cuore dei tanti appassionati delle ruote grasse. E’ il caso questo, del 9° memorial “DONATO IEZZI” andato in scena questa mattina nella splendida “lecceta” di Torino di Sangro, e valevole come 2^ prova del Campionato Regionale società. Un Campionato dove si sono definite le squadre che aspirano al titolo finale. ASD BIKE INSIDE TEAM, che si è presentata con oltre 40 bikers iscritti,  l’ha spuntata su BIKE 99 e CICLI SPORT MANIA - AQUILE AZZURRE. La location della manifestazione è molto cara ai bikers abruzzesi e non solo, per le caratteristiche ambientali uniche, fra la foresta di “quercia sempreverde” e il blu del mare Adriatico. La lecceta, si caratterizza come l’unica selva costiera residuale, di una certa estensione e consistenza del litorale adriatico, costituendo l’ultimo rifugio di molte specie nemorali nell’ambito della fascia costiera medio-adriatica, dove i boschi sono stati sistematicamente distrutti dall’uomo, fino al loro totale annientamento, per favorire le aree agricole.

 

Al nastro di partenza, che avviene con alcuni minuti di ritardo sulla tabella di marcia, non mancano gli atleti regionali più in forma e i soliti, agguerriti molisani e pugliesi, che qui, nell’Abruzzo Meridionale, giocano quasi in casa. Manca però uno dei grandi favoriti, Antonio Carfagnini, e qualcuno alla partenza, a mezza bocca, ringrazia il cielo che non ci sia, dimostrando come il camoscino sia sempre temibile. Prima della partenza, un minuto di silenzio in ricordo di Donato Iezzi, compianto Sindaco di Torino di Sangro. Lo start è sulla strada Provinciale: scatta in testa Musti che prova subito a fare il vuoto, ma i primi 10 assoluti sono tutti lì e cercano di stargli dietro. Zeverini, a sua volta, cerca di “scortare” il compagno di squadra, che si dimostra in grande forma, per tutto il primo giro, ma lo scalatore subequano ha troppa benzina nella gambe e prima che inizi il secondo giro, comincia già a scalpitare, per allungare il passo spingendo col suo famoso 44. La seconda ed ultima tornata (il circuito misura 18 chilometri, da ripetersi due volte, con 400 metri di dislivello) non muta la situazione, ma vede molte forature e guai meccanici, a parecchi bikers al centro del gruppo. Catone (terzo assoluto all’arrivo), prova ad affiancare Musti per un po’, ma la sua “doppia” non gli permette di raggiungere il fenomeno di Castelvecchio, che allunga spedito verso la vittoria incrementando il proprio vantaggio nel finale. Secondo arriva Zeverini che si arrende nel finale a uno scatenato compagno di squadra. Da segnalare una brutta caduta di Alessandro Costantini (ASD IRON BIKERS) 9° assoluto a 6 km dal traguardo. Indomito, come solo gli “Iron” sanno essere, si rialza e arriva al traguardo perdendo una decina di posizioni, ma conservando il secondo posto di categoria. Fra le donne, ennesima affermazione dell’aquilana Serena Chiavaroli (BIKE 99) a discapito della teatina Maria Grazia Cornacchia (ASD BIKE INSIDE TEAM), apparsa leggermente opaca quest’oggi. Terza classificata, una sorpresa (ma non troppo!) della MTB rosa, Sara Matricardi (MTB Group), che l’ha spuntata sul terzetto “Di Santo - Paciocco - Zappacosta” della ASD BIKE INSIDE TEAM. Preoccupazione, poi rientrata, per Monika Mancini (CERRANO OUTDOOR), al rientro in gara dopo un po’ di tempo, per una brutta caduta che le ha procurato una leggera frattura alla clavicola, guaribile in un paio di settimane.

 

La manifestazione è ospitata dal Camping Sangro, immerso nella lecceta, su un colle con vista mozzafiato sul mare. Iscrizioni, docce, premiazioni e pasta party, vengono forniti nelle efficienti strutture del campeggio. Ottima la partecipazione di bikers, con quasi 200 iscritti. D’altronde, come accennato, lo standard organizzativo è notoriamente elevato (il Ciclo Club Torino di Sangro ASD, società organizzatrice, non lascia nulla al caso), la descritta location è di fama nazionale e il clima è umido, con il cielo che concede un tiepido sole e la temperatura solo di poco superiore ai venti gradi centigradi. Le docce sono efficienti e calde!! Il pasta party prevede: sagne e fagioli (molto apprezzata), porchetta (idem!!), insalata di pomodori, pane casereccio e frutta fresca.

 

Alle 15:00 la manifestazione si chiude ufficialmente ma qualcuno comincia a lasciare Torino di Sangro un po’ prima, perché il tempo decide di cambiare in fretta. Si abbassa la temperatura e si alza un vento forte. Impossibile quindi trasferirsi nel vicino lido per continuare il pomeriggio al mare, che avrebbe sicuramente dato più relax, aiutando a smaltire la sofferenza della sfacchinata mattutina.

Si ringrazia GIACOMIX per l'articolo, la famiglia cresce ......

CLASSIFICA GENERALE  

CLASSIFICA GENERALE CORTO

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER JU ES AL MW

 

 

 

Edizione speciale del “memorial Angelo Picco”, disputato dopo due anni di stop

Ad Arischia si corre in famiglia

Successo del laziale Dominici che batte Pace e Giovannelli. Fra le ragazze Chiavaroli ancora imprendibile

 

 

Circa 90 bikers si sono dati appuntamento questa mattina ad Arischia, per una sesta edizione del memorial Angelo Picco dal significato tutto particolare. Questo divertente cross country, infatti, è stato reinserito nel calendario regionale dopo due anni di sospensione a causa del famigerato sisma che qui ha lasciato profondamente il segno. Aver riproposto la manifestazione (valevole quale prima prova del campionato regionale individuale) è un ulteriore passo verso il ritorno alla normalità. Ed il mondo delle “ruote grasse” ha risposto all’appello, con un numero di iscritti buono (circa 90) nonostante il tempo incerto ed il concomitante campionato italiano marathon nella vicina Gualdo Tadino.

Sono apparsi pertanto visibilmente soddisfatti gli organizzatori della “Ciclistica L’Aquila”, lo storico sodalizio di Michele Rubeis, Antonio Giardino e degli altri amici del Capoluogo che ad Arischia intitolano la gara ad Angelo Picco, ciclista cresciuto qui e prematuramente scomparso qualche anno fa. La famiglia Picco, peraltro, dà una consistente mano all’organizzazione, fornendo supporto logistico a 360 gradi; Mario e Giorgio (fratelli di Angelo) curano il percorso (perfettamente segnato e pulito), le loro signore, Cinzia e Manuela, preparano un pasta party da… quattro stelle, consumato in un tendone per l’incombente rischio pioggia. Preziosa anche l’opera della locale, attivissima sezione della Protezione Civile.

Arischia è una cittadina in Comune dell’Aquila posta sulla strada che conduce a Teramo. Sebbene sia frazione del Capoluogo, il paese ha tutti i connotati del Comune indipendente, come peraltro Paganica, Roio e gli altri centri del comprensorio che furono inglobati, nel Ventennio, nella “Grande Aquila”. Il ritrovo della manifestazione è al campo sportivo, nei pressi del quale sono stati costruiti i moduli abitativi degli sfortunati cittadini rimasti senza casa per il sisma del 2009.

Rubeis ed i suoi collaboratori annunciano che il percorso è il solito, collaudato anello di 11 chilometri. C’è una salita pedalabile al 5%, un paio di divertenti single track (ripristinati per l’occasione ed ancora più… “parabolici”) ed un lungo tratto fra il pianeggiante ed il falsopiano che riconduce al traguardo. 250 metri il dislivello a giro; i master compieranno 3 tornate, esordienti ed allievi ne completeranno una. A proposito di giovani: fa piacere constatare la presenza anche qui, come in tutti gli appuntamenti del circuito, dei bikers in erba, entusiasti e fondamentali -forse inconsapevolmente- del ruolo che sono chiamati a svolgere: quello di garantire un futuro alla mountain bike regionale.

Il favorito n° 1 è Andrea Pace (New Limits A.S.D.), atleta locale forte su strada ed altrettanto competitivo nei percorsi off road scorrevoli come quello di Arischia. Gli extra-regionali Dominici (Ciclotech) e Giovannelli (MTB Rieti) proveranno a contrastarlo, con loro Zeverini (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre) ed un Carfagnini (MTB Scanno) in ripresa. La partenza è fulminea, la media subito a ridosso dei trenta orari. La prima salita si affronta tutta d’un fiato, con in testa Pace e Dominici. A pochi secondi da loro Carfagnini, Giovannelli, Zeverini e Parisse (Bike 99) provano a ricucire lo strappo. Giovannelli accelera al secondo giro ed agguanta il tandem di testa dopo un tentativo di allungo di Pace vanificato da una caduta. Il terzetto arriva a giocarsi la vittoria in volata, in cui ha la meglio Dominici, anche grazie ad un ulteriore inconveniente di Pace, cui salta la catena in vista del traguardo. Giovannelli chiude il podio mentre Zeverini, quarto, si dimostra più brillante dell’amico Carfagnini (quinto). Fra le ragazze è di nuovo imbattibile Serena Chiavaroli (Bike 99), vincitrice davanti alla compagna di squadra Sara Storione.

Tutti i bikers all’arrivo si dicono soddisfatti del percorso, filante nonostante la pioggia caduta nei giorni scorsi. Ma il bello deve ancora arrivare… Il pasta party, infatti, è superlativo: le signore di Arischia nell’edizione del rilancio si superano e propongono una squisita insalata di pasta, un arrosto di vitello tenero e gustoso, un tris di contorni: patate, piselli e funghi. Il tutto accompagnato da vino Bardolino D.O.C. e concluso da un autentico festival di indimenticabili dolcetti fatti in casa.      

   

 

 

Ricchissime le premiazioni, cui partecipano i bikers della Ciclistica L’Aquila, Giorgio e Mario Picco e gli altri cari di Angelo. Michele Rubeis ricorda l’amico scomparso e regge a stento l’emozione, i bikers lo interrompono con un lungo applauso. Poi tutti si congratulano con gli stessi organizzatori, con i fratelli Picco e con la comunità di Arischia per questa intensa mattina di sport vissuta dalle ruote grasse regionali in un clima familiare e caloroso.              

 

 

 

 

CLASSIFICHE UFFICIALI

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER JU ES AL MW

 

 

 

 

 

 

 

Grazie all’invito di Luciano Rabottini la Mountain Bike si mette in vetrina. 

L’EVOLUZIONE DELLA MOUNTAIN BIKE IN ABRUZZO 

All'interno dell'approfondimento settimanale VELO' dedicato al ciclismo, in onda su TVSEI  ogni giovedì sera, si parla di MTB: dai primi passi da fare per affacciarsi in questo meraviglioso mondo, fino alla grande crescita del movimento MTB abruzzese. Intervengono nell'ordine: Moreno Di Labio (Maestro Nazionale MTB), Gianluca Colabianchi (STRUTTURA TECNICA REGIONALE FUORISTRADA) e Mario De Vincentis (Presidente MTB SCANNO). In questa prima parte il Maestro Nazionale Di Labio illustra cosa debba fare chi decide di cominciare a muovere i primi passi nel mondo della MTB, mentre i Presidenti Colabianchi e De Vincentis, illustrano la netta crescita della MTB in Abruzzo, testimoniata anche dall'elevato numero di gare amatoriali ed agonistiche del Calendario Regionale, che si svolgono ogni anno da Marzo a Settembre inoltrato e che vedono ogni anno un aumento del numero di partecipanti. Novità di quest’anno, tutte le Associazioni Sportive organizzatrici di gare devono “obbligatoriamente”  far partecipare le categorie agonistiche giovanili (Esordienti ed Allievi) realizzando un circuito ridotto.

 Si è dimostrato che si è in grado di Organizzare GARE DEL CALENDARIO NAZIONALE della Federazione Ciclistica Italiana , grazie all’AVEZZANO MTB ASD, raggiungendo l’apice lo scorso anno con la FINALE DEL CAMPIONATO INTERSOLIDALE  XCO (CAMPIONATO ITALIANO INTERSUD).  Il mettersi in vetrina ha  fatto si che altre Regioni hanno visto di buon occhio l’Abruzzo ed i vari Comitati Organizzatori abruzzesi. Da qui sono nate collaborazioni con altri Comitati Regionali, come le MARCHE, e parte  il primo CHALLENGE INTERREGIONALE riservato alla Categoria Giovanissimi. Con altre Associazioni si mettono in piedi due CIRCUITI di carattere Nazionale come  I SENTIERI DEL SOLE E DEI SAPORI (Toscana,Umbria,Marche,Abruzzo,Lazio) grazie all’MTB SCANNO e l’AVEZZANO MTB ed IL TROFEO PARCHI NATURALI (Abruzzo, Lazio,Marche,Puglia, Basilicata, Campania e Calabria) grazie all’IRON BIKERS di LANCIANO. L’unione di questi due circuiti con un altro del Nord ha dato vita agli ALL STAR della Mountain Bike Italiana.

Nella seconda parte riservata alla MTB, spazio a Mario De Vincentis, Presidente di MTB SCANNO che fa notare come la figura del Maestro di MTB stia prendendo sempre più piede in Abruzzo, questo anche grazie al lavoro "federale" di Gianluca Colabianchi  e del Maestro Nazionale Moreno Di Labio.
" La regione Abruzzo, a livello di MTB oggi, viene vista con molta simpatia ", sottolinea il Presidente De Vincentis, " ed è l'unica regione dove in un'ora si passa dal mare alla montagna ". Una regione che dal punto di vista paesaggistico si presta in maniera ottimale alla pratica del ciclismo fuoristrada. Da qui, l'esigenza di fare tanti sacrifici affinchè la MTB sia uno sviluppo per l'Abruzzo, mossi da un grosso motore che è la PASSIONE, per far si le manifestazioni siano ben riuscite, che avvengano in sicurezza, e che vadano a toccare territori che sono il fiore all'occhiello della nostra regione. Un esempio di tutto questo, viene dall'invito del Presidente De Vincentis a partecipare alla VIII edizione della Marathon degli Stazzi il 5 Giugno 2011. E' stato sottolineato come l'Abruzzo abbia ancora tanto da lavorare per accrescere l'interesse e la partecipazione intorno a questo grandissimo sport che richiama tanti appassionati delle cosiddette "ruote grasse". In conclusione, il Maestro Nazionale Moreno Di Labio spiega come avvicinare persone "neofite" della MTB attraverso escursioni guidate. In questo campo la società sportiva ASD BIKE INSIDE TEAM è presente sul territorio da quasi 10 anni e con passione e
impegno ha creato un interesse molto intenso attorno alla pratica del mountain biking, proprio attraverso escursioni guidate. Appuntamento con il BIKE INSIDE TEAM, Lunedì 25 Aprile a Casalbordino (Punta Aderci) per trascorrere una "pasquetta" all'insegna della natura e dello stare insieme.

A PRESTO.. IN SELLA!!

 

 

“Turbo Mastrantonio” imprendibile nel 3° appuntamento del calendario stagionale

Rampe in centro e single track: Pettorano, ritorno in grande stile

Una serie di concomitanze ed un tempo da lupi hanno penalizzato il Trofeo “Enrico Cicone” (2ª prova Abruzzo Cup), divertente gara di cross country corsa questa mattina in quel di Pettorano sul Gizio che ha registrato solo una settantina di partenti. Peccato davvero, perché il circuito (5 km da ripetere 6 volte) è risultato molto ben disegnato e l’organizzazione ha fornito con puntualità i numerosi servizi. La manifestazione, inserita in calendario dopo alcuni anni di… vacatio (non si correva dal 2004) è dedicata alla memoria di Enrico Cicone, storico presidente del Gruppo Sportivo “Monte Genzana”, società organizzatrice che vanta l’invidiabile primato di essere il sodalizio ciclistico più longevo d’Abruzzo.

Pettorano è inserita, a ragione, fra i “Borghi più belli d’Italia”, merito di un centro storico di notevole fattura, caratterizzato da un gran numero di palazzotti signorili edificati negli anni d’oro della Transumanza dalle ricche famiglie “armentizie”. L’architettura del borgo antico non è l’unica prerogativa della cittadina, sormontata com’è dal gruppo montuoso del monte Genzana, importante dal punto di vista naturalistico tanto da essere protetto dall’omonima Riserva Naturale, ricca di flora e fauna pregiate (anche l’orso, lassù, è di casa). Non a caso il locale team prende il nome dalla montagna simbolo di Pettorano, che raggiunge, peraltro, i 2176 metri e che ben si presta alla pratica del mountain biking con lunghe e panoramiche sterrate (celeberrimo è il vallone San Nicola, pedalabile salitella da… 1600 metri di dislivello!).

Si diceva delle condizioni meteorologiche proibitive: alle 8.30 del mattino, quando nella piazza di Pettorano inizia la fase delle iscrizioni e verifica tessere, il termometro segna 5°C ed una pioggerella fine rende il clima degno dell’ottobre inoltrato. I bikers si chiedono se ci saranno problemi col fango ma gli organizzatori assicurano che tutti i sentieri sono ben drenanti, compresi quelli posti sugli argini del Gizio. Il circuito è per metà cittadino, per metà immerso nel parco fluviale. Non ci sono lunghe salite ma numerosi strappi impegnativi, su sterrato e pavé.

Favorito d’obbligo è Lucio Mastrantonio (Bike 99), dominatore di questo primo scorcio stagionale. Giuseppe Musti (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre) promette di marcarlo stretto ed anche la rappresentativa extraregionale sembra agguerrita, soprattutto con i pugliesi Peluso e Cappella ed il giovane laziale Tamburlini.

La partenza è velocissima: la salita asfaltata iniziale non basta a scremare il gruppo ed un ingorgo blocca il primo single track. Si formano due drappelli: Mastrantonio, Musti, Peluso e Tamburlini occupano le prime posizioni, ad una trentina di secondi seguono altri 4 o 5 bikers, con Campana e Cappella a tirare. Al secondo giro Mastrantonio e Musti si avvantaggiano ed iniziano uno spettacolare testa a testa con “Turbo” Lucio che stacca il “Fenomeno” solo in vista del traguardo, sul pedalabile rettilineo finale in cui il passista dell’Aquila può scaricare sul terreno tutti i suoi 500 e rotti watt. La terza posizione è conquistata dall’ottimo Tamburlini che batte quasi in volata Peluso ed Antonio Carfagnini (MTB Scanno), autore di una rimonta da record (il Camoscino era oltre la ventesima posizione a metà gara).

Anche fra le ragazze la firma su questo terzo appuntamento stagionale è di un’atleta proveniente dal capoluogo Regionale: Serena Chiavaroli, compagna di squadra di Mastrantonio nella Bike ’99, domina la gara, giungendo a braccia alzate sul traguardo. Compagine dei due vincitori che, peraltro, ha compiuto l’en plein di premi, ottenendo anche il riconoscimento spettante alla squadra più numerosa.

Ricchissime le premiazioni, con gli organizzatori che, alla presenza delle locali autorità e della Signora del compianto Presidente Cicone, hanno dispensato premi in natura (specialità gastronomiche della zona e materiale tecnico) agli atleti meglio piazzati. Altrettanto ricco, almeno sotto il profilo calorico, il pasta party, curato dalla Pro Loco: le signore di Pettorano hanno sfoderato un piatto assolutamente inedito, “unico” ma sufficiente a rimpinguare le riserve di glicogeno degli atleti per lo sforzo odierno e per i prossimi due o tre giorni di allenamento. Il piatto del giorno era composto da un’ottima polenta bianca con tanto di succulenta salsiccia, entrambe apprezzatissime da atleti ed accompagnatori. Complimenti ed arrivederci al 2012 per un’altra mangiata!... pardon: per un’altra faticata in bicicletta.

 

 

 

VISTA DAL GRUPPOdi Giacomo Petruccelli

Nella domenica delle Palme, la carovana delle ruote grasse abruzzesi si sposta a Pettorano sul Gizio (AQ), in uno dei borghi più belli d’Italia dove le antiche memorie ducali (dal 1310 al 1750 la nobile famiglia dei Cantelmo, probabili discendenti dei reali di Scozia giunti in Italia dalla Provenza al seguito di Carlo I d’Angiò, governano Pettorano), si intrecciano con gli intricati labirinti delle rue. Arrivati a Pettorano, che prende il nome per la forma a petto di corazza assunta dall’abitato, si respira un clima quasi surreale. Comune di circa 1320 abitanti che rientra nella Comunità Montana Peligna, incastonato nella splendida riserva naturale del Monte Genzana e Alto Gizio, e che possiede un panorama che è ancora uno dei più belli d’Abruzzo; basta osservare infatti il versante del borgo, lungo il percorso delle antiche mura, perché quell’aria quasi Medioevale che si respira, unita ai portali e allo stile decisamente barocco, si sposi con una forte idea di smarrimento. Un pezzo d’Abruzzo dove la vita va al rallentatore, ed il tempo sembra non passare mai, che ci riporta alla calma delle cose e a riflettere sull’importanza del fare le cose ordinarie nella giusta maniera, quantomeno con più serenità.

 

La presenza di un buon numero di bikers nonostante la concomitanza con due grandi classiche (Trevignano Romano e Cingoli) fa’ ben sperare per il futuro, perché sono le gare come questa il migliore spot pubblicitario per la nostra bellissima regione. È importante che si provi, con la nostra attiva partecipazione, a dar lustro e risalto anche alle apparenti “piccole” gare, proprio come questa di Pettorano, che ha sorpreso tutti per la curata organizzazione.

 

Il percorso, valevole per la seconda prova dell’ABRUZZO CUP 2011, partiva dal paese, attraversava la pineta con dei single track e delle strade in pianura battute e molto pedalabili, ma dava anche da “mangiare” agli scalatori, oggi già in forma più che mai, come Lucio Mastrantonio (primo assoluto al traguardo) e Giuseppe Musti (secondo assoluto) che piano piano continuano a macinare km, in attesa di gare ben più “sostanziose”. Attenzione anche ai grando Antonio Carfagnini e Angelo Campana che, sempre in agguato, piazzano le stoccate vincenti quando meno te lo aspetti. Si diceva del percorso, un po’ insolito rispetto al Cross Country classico cui si è abituati, un percorso dove la possibilità di recuperare e magari di spingere con un bel 44 era molto alta, cosicchè giunti in prossimità degli strappi importanti in salita, si riusciva a dare il 100%. Come al solito il clima tra noi bikers è sempre molto goliardico e al tempo stesso competitivo. Quando qualcuno sembra stia per mollare, ecco spuntare la prima assoluta delle donne, Serena Chiavaroli di Bike 99 che con un sorriso e un “forza, dai pedala!” ti incita a non gettare la spugna e a dare quel qualcosa in più!!

 

Vengo doppiato alla fine del penultimo giro da un grandissimo Musti che sul pavè viscido, infimo e scivoloso che conduce in Piazza, non esita a “salire” sui pedali e a scattare come se pedalasse sull’asciutto. Provo a imitarlo per qualche centinaio di metri, perché la voglia e la grinta non mi mancano di certo, ma la forma sì, infatti la milza mi richiama subito all’ordine.. forse è ora di scendere qualche chilo!! Poco dopo essere entrato in pineta ecco spuntare alle mie spalle Carfagnini che chiedendomi strada in un tratto all’apparenza facile, scivola via come un gatto sui tetti andando a concludere il suo ultimo giro. Lo raggiungo in salita, sorrido soddisfatto della mia “piccolissima” impresa, ma dimentico che devo fare ancora un giro e non posso proseguire insieme a lui fino all’arrivo!! Giungo al traguardo poco dopo Claudio Cini, presidente della mia società, dopo avergli “tirato” 4 giri al massimo. Ho voglia di fare l’ultimo ma i giudici mi “consigliano” di fermarmi perché ai fini della classifica non è influente. La soddisfazione personale è moltissima perché rispetto a gare precedenti ho dato più e questo mi fa ben sperare per il futuro.

 

Un ringraziamento va alla ASD MONTE GENZANA, società che ha organizzato questa bellissima manifestazione e che ha cercato di non far mancare nulla, sotto l’aspetto tecnico come la segnalazione del percorso e… l’aspetto culinario. Pettorano sul Gizio infatti, non solo è uno dei borghi più belli d’Italia ma è anche la “patria della polenta”, che è stata la protagonista del pasta party finale, insieme a delle ottime salsicce. Inoltre, abbiamo festeggiato i 45 anni (solo all’anagrafe) con spumante e cantucci offerti dal festeggiato, del leone di Casalbordino, Guido Fattore, che alla partenza è scattato con un passo dei suoi andando a piazzarsi tra l’altro, nella classifica di categoria.. i suoi avversari sono avvertiti.. anche Guido c’è!!

 

Prossimo appuntamento Domenica 1 Maggio ad ARISCHIA (AQ). Se le premesse sono queste, ci sarà da divertirsi!! In bocca al lupo a tutti!!

 

Alla prossima.

 

 

 CLASSIFICHE UFFICIALI: per inesattezze mandare email a gianluca_cola@yahoo.it

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER MJ U23 AL MW

 

 

 

Ben 250 bikers iscritti alla gran fondo di Venere. Matteo Colaiacovo batte tutti

Fossacesia col botto!

Esaltante esordio delle categorie Esordienti ed Allievi; tiratissima la gara femminile

Sono stati quasi 250 i bikers iscritti questa mattina alla gran fondo di Venere di Fossacesia, decana del calendario abruzzese della mountain bike. Come a Teramo, a trionfare è stato un… colosso, stante la scorrevolezza del tracciato: Matteo Colaiacovo (Bici Sport Mania-Aquile Azzurre) ha battuto la promessa di Castel di Sangro, Donato D’Aurora (Scott-NW Sport) e il vincitore di Teramo Lucio Mastrantonio (Bike 99 TEAM). Se l’esito della competizione maschile è stato piuttosto netto, ben più serrata è risultata la gara delle ragazze, con Serena Chiavaroli (BIKE99 TEAM) che l’ha spuntata su Maria Grazia Cornacchia (BIKE INSIDE TEAM) solo nel finale. A Fossacesia altresì hanno fatto il loro esordio le categorie esordienti ed allievi, fatto essenziale per il futuro della mountain bike abruzzese, che dà continuità al circuito giovanissimi nato lo scorso anno. D’ora in poi ogni manifestazione regionale, sia di cross country che di gran fondo, avrà un percorso ridotto per i bikers “in erba”, che a Fossacesia, peraltro, hanno dimostrato di trovarsi perfettamente a loro agio fra le insidie tecniche affrontate dai “grandi”. Per la cronaca, Chiara Petrucci (dell’Abruzzo MTB Team Protek, squadra di Penne attivissima nella promozione delle attività giovanili) ha vinto fra le Esordienti, mentre a salire sul gradino più alto del podio fra i maschi è stato Ivan Berardinelli (Ferrometal Red Cycling). Fra gli allievi il più forte è risultato essere Paolo Sciarretta (Iron Bikers Lanciano), Oana Bellucci (Abruzzo MTB-Protek Team) ha trionfato invece fra le allieve.

Si diceva del “botto” di iscrizioni a Fossacesia, una manifestazione a cui i bikers non rinunciano per… tradizione. Soprattutto quando il tempo, come in questi giorni, accompagna, con il sole caldo che rende oltremodo accogliente quest’angolo d’Abruzzo noto soprattutto per il mare che lambisce lo splendido golfo di Venere, da cui la manifestazione prende il nome. Nuova, in questa edizione, la location, posizionata nei pressi dell’attrezzatissima palestra Nikes, con servizi e spogliatoi molto efficienti a disposizione dei bikers.

Il percorso è il collaudato tracciato collinare, con tanti passaggi tecnici, frequenti single track, pianeggiante nella parte centrale e comprendente la mitica salita dell’abbazia di San Giovanni in Venere, uno strappo al 20% tale da gettare nello sconforto soprattutto coloro che hanno scelto di passare alla sempre più in voga “doppia” corona. 40 i  chilometri e 700 metri di ascesa complessiva.

Per il gran numero di bikers le procedure di iscrizione si chiudono in ritardo rispetto al programma. Francesco Sorgini e i suoi collaboratori della Bicimania di Fossacesia, società organizzatrice, si fanno in quattro: con certi numeri non è facile garantire che tutto fili liscio (ma i nostri ci riusciranno ottimamente). Il lotto dei favoriti è ampio sebbene le caratteristiche del tracciato ed i risultati di questo primo scorcio di stagione dicano che sarà dura schiacciare Lucio “Turbo” Mastrantonio. Potrebbero riuscirci solo il colosso di Pratola Matteo Colaiacovo, reduce da una Marathon dei Monti Aurunci da protagonista, e l’altrettanto forte Donato D’Aurora, finalmente in gara nella sua Regione dopo prestazioni nel Lazio e in Toscana in cui ha tenuto testa a gente del calibro di Folcarelli e Paperini.

La partenza è fulmninea: il gruppo affronta la prima, pedalabile ascesa ai trenta chilometri orari. Senza lunghe salite è il ritmo che fa la differenza. Colaiacovo è scatenato: spinge il massimo rapporto con una cadenza di pedalata da rampichino! D’Aurora e Mastrantonio volano a loro volta ma nulla possono contro il passista peligno in stato di grazia: dovranno accontentarsi rispettivamente del 2° e 3° posto. Più indietro, Leonardo Peluso, con una prestazione in crescendo, conquista l’ottima quarta piazza mentre quinto arriva il sempre protagonista Fabrizio Zeverini.

Il pasta Party è servito in gazebo montati nell’ampio parco della palestra, fra i ridenti ulivi e i campi della collina già rigogliosi e profumati. L’ottima pasta al pomodoro va a ruba ed anche la carne è molto apprezzata anche se il maggior successo lo riscuote il banco della birra alla spina, con buona pace degli amanti delle bibite saline per il recupero post gara.

Dopo la ricca premiazione in molti scelgono di trascorrere la domenica pomeriggio nel bel mare di Fossacesia. Non approfittare della temperatura prossima ai trenta e delle spiagge cristalline del golfo di Venere sarebbe un peccato.           

 

 

 

 

CLASSIFICA GENERALE LUNGO

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER

CLASSIFICA GENERALE CORTO                 MW     ES      AL

CLASSIFICA CON TEMPI DI GARA

 

Per eventuali inesattezze mandare una email a gianluca_cola@yahoo.it che farà una verifica con la documentazione rilasciata dai giudici. Grazie

 

 

Turbo Mastrantonio agguanta la prima

Dominio dell’atleta aquilano nell’esordio stagionale di Teramo

Lucio Mastrantonio conquista la sua prima vittoria nel Trofeo Pro Bike di Teramo, degno esordio stagionale delle “ruote grasse” abruzzesi. L’atleta aquilano del “Bike 99” ha battuto nettamente il “Fenomeno di Castelvecchio” Giuseppe Musti, che piegando a sua volta la resistenza (solo in vista del traguardo, peraltro) dell’esperto Alessandro Celi, anch’egli residente nel capoluogo Regionale, ha impedito alla “Bike 99” di piazzare due atleti sui gradini più alti del podio. Fra le ragazze ha trionfato Carla di Giuseppe (D’Ascenzo Bike)   sulle combattive  Serena Chiavaroli (Bike 99) e Sara Mastricardi (Mtbgroup.it) .

Teramo quest’anno può considerarsi la culla del ciclismo abruzzese, dal momento che qui farà tappa il Giro d’Italia, la gara più importante. Solo un mese fa, per giunta, la città ha ospitato la festa regionale della Federazione. Naturale, pertanto, che le ruote grasse scegliessero Teramo per inaugurare la serie di manifestazioni che, toccando tutti i più suggestivi monti, colli, borghi ed angoli d’Abruzzo, condurranno il folto plotone dei bikers a godersi un 2011 che si preannuncia allettante.

Il Presidente Federale Riccardo Rollo non manca di partecipare alla gara inaugurale della mountain bike e segue con la solita passione ogni fase, dalle iscrizioni mattutine dei 112 bikers fino alla premiazione dei migliori.

Il soggiorno a Teramo è sempre un piacere! La città, già ospitale di suo, è resa ancora più accogliente dalle manifestazioni ed eventi che la caratterizzano, in ogni periodo dell’anno. In questo fine settimana il centro storico ospita il suggestivo mercatino di San Giuseppe. Così molti bikers, oltre ai sacchetti del pacco gara, caricano in auto gadgets e prodotti locali acquistati nelle tipiche bancarelle.   

Gli organizzatori sono i ragazzi del Team Pro Bike, cui spetta un compito non facile per le condizioni climatiche degli ultimi giorni, pessime nonostante i meteorologi sostengano che la primavera inizi il primo marzo. Come creare un percorso idoneo al cross country senza poter contare sulle colline intorno alla città, invase dal fango? Gli amici teramani riescono nell’impresa creando un anello estremamente tecnico e divertente nel parco fluviale cittadino, con una serie infinita di curve, brevi strappi, passerelle, tratti erbosi, brecciati ed un passaggio in centro, presso il largo Porta Madonna, dov’è posto lo striscione d’arrivo. Il percorso misura 6 chilometri (da ripetere 5 volte) mentre gli appena 80 metri di dislivello ingannano perché le insidie tecniche e il gran ritmo renderanno dura la gara.

Al nastro di partenza ci sono tutti ed è difficile individuare un favorito proprio perché si è alla prima. Qualcuno ha già corso fuori Regione, ben figurando peraltro, come Mastrantonio, su cui scommette Carfagnini, reduce (in autunno) da una felice esperienza agonistica nello Skyrunning ma che si dichiara fuori forma per la neve che ancora ammanta i suoi sentieri. Musti dice che ci proverà “anche senza salite” mentre Campana, Celi, e l’extraregionale Cappella, scalpitano sulla scia della moto “inizio corsa”. Occhio, infine, al locale Montani, temibile passista, e ad Alessandro dell’Orso, a suo agio su un percorso che ricorda il ciclocross.

La partenza della gara (valida quale prova dell’Abruzzo Cup) è al fulmicotone: il gruppo sfila via veloce. Non è facile fare selezione tanto che i ranghi restano compatti per tutto il primo giro. Mastrantonio dimostra di avere una marcia in più al quarto di gara quando in pianura, con una progressione… alla Cancellara, stacca tutti. Il vantaggio del passista aquilano cresce costantemente nonostante la bagarre alle sue spalle sia serrata con Musti, Celi, Campana (Rampiclub Barrea) e Grande (Bikenergy) che si danno battaglia a suon di scatti e ripartenze. Turbo Mastrantonio vince con oltre un minuto di vantaggio su Musti che stacca Celi all’ultimo strappo utile. Giù dal podio, nell’ordine giungono Campana, Grande, Cappella (Nepa Team Bike) e Montani (Amici della Bici). Quest’ultimo precede il compagno di squadra e concittadino Fernando Cesar Costa, brasiliano di nascita ma Teramano d’adozione. Ultimo della top ten un altro colosso, Luigi Serafini (Avezzano MTB).   

Per il pasta party, servito nel Roxi Bar, si può contare sull’universale pasta al pomodoro mentre a rimpinguare le riserve di glicogeno ci pensa il pan di spagna. Caffè espresso per tutti.

La premiazione è “moderata” da uno speaker che, sostenuto da un professionalissimo dj, anima la manifestazione dal mattino, senza soluzione di continuità. Lucio Mastrantonio alza prima il meritato trofeo del vincitore, poi festeggia con i compagni della Bike 99 la conquista del premio quale team più numeroso.

Il cielo, intanto, è grigio e la temperatura è sempre inchiodata ai 5° centigradi. Sarà che la bella stagione sia iniziata da un pezzo ma a Teramo si respira ancora aria d’inverno.

 

       

VISTA DAL GRUPPO    di Giacomo Petruccelli

In una domenica che di primaverile ha ben poco, oltre 100 bikers si sono dati appuntamento in una Teramo dall’aria Medioevale, per la prima gara della mountain bike abruzzese.

Come da tradizione, la partenza è il momento cruciale e dopo il primo giro “panoramico” solo sulla carta, servito a prendere confidenza con il percorso cross country, ecco la vera partenza. Qui comincia un’altra gara, da un altro “punto di vista”, non dalla prospettiva dei primi ma da quella degli amatori. La gara degli appassionati, di quelli che sfidano se stessi provando a migliorarsi.

È un percorso, quello teramano, che si snoda tra il centro storico e il parco fluviale in un’alternanza di saliscendi che non danno un attimo di respiro. Ogni curva, ogni discesa, ogni salita richiedono grande concentrazione, ma anche se la fatica si fa sentire, quando vedi davanti a te una ruota, non importa di chi sia, se di uno dei primi che ti ha doppiato o di uno che puoi riprendere e superare, quello che conta è la grinta che ci metti per tentare di raggiungere il tuo avversario. E così, giro dopo giro, prendi sempre più confidenza col terreno. Sai dove puoi migliorarti e dove rischiare qualcosa in più. Poi passi il traguardo e trovi l’indicazione dell’ultimo giro; sa quasi di liberazione, ci tieni a farlo meglio: tutte le tue energie raccolte in una sola tornata.

 I sorrisi lungo l’ultimo giro testimoniano l’affiatamento dei bikers abruzzesi che tra una battuta ed una provocazione sanno dare il giusto sapore e colore al movimento mtb, in forte crescita.

Un plauso all’organizzazione che seppure fra qualche difficoltà è riuscita a soddisfare le esigenze dei bikers. Un piccolo suggerimento per il prossimo anno: un pasta party più abbondante!

Come direbbe il più bravo dei registi: “buona la prima!”.

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER MW ES AL JU

CLASSIFICHE UFFICIALI