RESOCONTO E CLASSIFICHE GARE 2010

 

PINETO CICLOCROSS 19 DICEMBRE 2010

Disputata oggi la gara di Ciclocross svoltasi a Pineto in Provincia di Teramo valevole quale Campionato Regionale Abruzzo ed organizzata dal Team Cerrano Outdoor del Presidente Andrea Cesarini. Erano presenti il Consigliere Nazionale F.C.I. Camillo Ciancetta ed il Presidente del Comitato Regionale F.C.I. Riccardo Rollo. Alla gara agonistica hanno partecipato più di 100 atleti che nelle rispettive categorie si sono dati battaglia sul percorso ricavato nella bellissima pineta. Di contorno alla Manifestazione si è svolta una gara promozionale riservata alla Categoria Giovanissimi, i piccoli atleti erano  circa 50 .Questi i nominativi dei Campioni Regionali Abruzzesi 2010-2011:

Esordienti: Francesco Labbrozzi, Iron Metal Cicli Protek
Donne Esordienti 2 anno:Genobile
 Benedetta, A.S.D.Amici della Bici
Allievi: Maurizio Parmegiani ,Iron Metal Cicli Protek
Donne Allieve:Oana Bellucci, A.S.D.Amici della Bici
Juniores: Francesco Pedante, Iron Metal Cicli Protek
Under 23 : Mattia Marcelli,Aran-D'angelo&Antenucci
ELITE: Alessio Marcelli, Odoardi-Camel-Cogem EliteMaster: Fabio Marino Bicimania Fossacesia
Master1: Alessandro Dell'Orso, Abruzzo M.T.B.
Master2: Domenico Scipioni, X Team Teramo
Master3: Massimiliano Bonaduce, Team Bike Morlacchi
Master4: Michele Luigi Rubeis, Ciclistica L'Aquila
Master5: Antonio Giardino, Ciclistica L'Aquila
Master Over: Pio Tullio, Ciclistica L'Aquila
Master Women: Monika Mancini, A.S.D.Amici della Bici

Congratulazioni ai Neo Campioni Regionali.

ROMA-25 settembre 2010

Ottime Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre e Bike 99.

E fra i solitari l’Aquilano Armando Coccia è secondo assoluto e

 Paola Piattelli quarta assoluta tra le donne.

L’Abruzzo protagonista alla 24 ore di Roma

1500 biker entusiasti, una straordinaria location, un’organizzazione perfetta e tanto, tantissimo Abruzzo hanno caratterizzato la 24 ore di Roma, la gara di endurance che si è corsa fra Sabato e Domenica scorsi nel parco degli Acquedotti della Capitale. Il livello degli atleti iscritti, altissimo, e soprattutto il fiume di appassionati, hanno onorato una manifestazione che ha compiuto un notevole salto di qualità, inserendosi a pieno titolo fra le gare di “endurance” più importanti del panorama nazionale. Il percorso misurava 7 chilometri con un dislivello minimo. A trionfare nella competizione riservata alle squadre di 8 elementi è stata la Full Dinamix, composta da fuoriclasse del calibro di Jonny Cattaneo (neo campione italiano marathon), Mauro Bettin e Mike Felderer. Secondo al traguardo il Team S. Marinella Nw Sport Gem, terza l’ASD Cicli Taddei, squadra dell’ex stradista Francesco Casagrande. Con questi ed altri quotati protagonisti, appaiono eccezionali le performaces delle abruzzesi Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre di Popoli e Bike 99 dell’Aquila, giunte rispettivamente ottava ed undicesima. Decisamente positive anche le prove delle altre compagini della Regione “forte e gentile”: i Becchini” di Casalbordino hanno colto la 24ª posizione, la “Bike Inside Team Kiklos” di Chieti si è piazzata 32ª, preceduta da una seconda squadra della Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre (31ª); 53ª assoluta la squadra Lancianese degli “Irons”, mentre 67mi sono giunti gli otto bikers dell’“Avezzano MTB Charlie”.

Clamoroso risultato nella prova riservata ai “solitari”, in cui Armando Coccia (Bike 99), atleta “polivalente” che oltre alla mountain bike pratica con successo altre discipline “di resistenza”, è giunto secondo assoluto, compiendo ben 73 giri, a 10 tornate dal vincitore Paolo Aste. Nella top ten anche un altro atleta della nostra Regione, Antonio Serafini, che con la casacca dell’“Abruzzo MTB” di Penne si è piazzato 6°. Di prestigio anche l’11° posto del popolese Gian Piero Ottaviani (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre) e il 23° di Carlo Miserere (Abruzzo MTB). La Vallelonga bike, pur non correndo nelle prove a squadre, ha schierato ben quattro atleti solitari, tutti attivissimi nella pedalata durata un giorno ed una notte.

A Roma era presente anche la "componente rosa" con Paola Piattelli del MTB Group e Baruzzi Roberta Bicimania Fossacesia, con Paola che ha percorso i primi tre giri mascherata tema matrimonio, dopo di chè si è calata nei panni della vera biker ed ha pedalato, udite udite per 21 ore conquistando la quarta piazza assoluta della sua categoria.

Nella classifica riservata alle squadre composte da 4 biker, vinta dal Votec Racing Team, l’Abruzzo MTB è giunto 15°. I quartetti schierati dall’Avezzano MTB, denominati “alfa” e “bravo”, sono arrivati, quasi appaiati, 23° e 26°.

Abruzzo protagonista, insomma, con la Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre e la Bike 99 a contendersi le posizioni di testa subito dopo lo start. «La soddisfazione
 è immensa -commenta il Presidente del sodalizio aquilano, nonché capitano, Alessandro Celi- soprattutto se si considera che le prime 4 squadre classificate 
erano composte interamente da professionisti. La tattica utilizzata –aggiunge Celi– è stata quella di suddividere la squadra in due gruppi, formati da quattro coppie.
 In questo modo ogni atleta ha girato quasi ininterrottamente nelle 24 ore previste con cambi ogni 13 -15 minuti». Veste i colori della Bike 99 anche Armando
 Coccia, trentatreenne di Tornimparte che ha colto un incredibile secondo posto fra i “solitari”. «Devo ringraziare la mia fidanzata per il continuo supporto 
tecnico/logistico e i miei compagni di squadra –ha commentato Coccia–. Quando sei al limite, soprattutto mentale, avere persone che ti sostengono è fondamentale
 per andare avanti. Il momento peggiore? Gli ultimi 20 minuti». E quando gli si chiede se il prossimo anno tenterà di nuovo l’impresa,  puntando al successo, 
l’Aquilano simpaticamente risponde: «alla 24h di Roma 2011 correrò in squadra con i miei compagni, così riuscirò a riposare almeno un’ora».
 
Il Presidente Cicli Sport Mania Aquile Azzurre: "24h MTB di Roma: un esperienza unica che tutti gli amanti della mountain bike dovrebbero provare almeno una volta
nella vita"
 
Una gara “tirata” sotto il profilo agonistico ma anche un grande evento, definito significativamente “specie di Woodstok” da Claudio Taraborelli, per la presenza
 al parco degli Acquedotti di tende, musica, infrastrutture da campeggio e soprattutto per l’aria di festa che si è respirata per un intero week-end. La testimonianza 
di Taraborelli, componente della struttura tecnica federale nonché biker del team lancianese “Irons”, una delle più briose fra le 200 squadre,  rende l’idea del clima
 nell’evento capitolino: «ciò che mi ha più colpito è la convivialità che si è creata fra tutti i team ed in particolare fra quelli della nostra Regione, nella sorta di “villaggio 
Abruzzo”, in cui anche le classifiche passavano in secondo piano. Nulla ha potuto intaccare la voglia di divertimento del nostro “placido villaggio” –conclude Taraborelli– 
animato da biker scatenati, che hanno concluso le loro “fatiche” anche grazie a due… armi nascoste: gli arrosticini e il Montepulciano». 
 
Di Bike Inside Team la seguente testimonianza "Che avventura .... bellissima sotto tutti gli aspetti!!! Agonistica e ludica al tempo stesso ..... Inizio con il ringraziare
Stefano Giuliani, campionissimo del ciclismo ma anche nella vita .... si è messo a disposizione della squadra, solo come i Veri Grandi sanno fare !!! Grazie
 
Avezzano MTB: " Ci siamo presentati a Roma per "imparare", bisognava capire come "funzionava". Esperienza bella da ripetere sicuramente,condividere con degli amici
 24 ore di fatiche e di rotture di ..... è stata una novità anche per chi come Noi fa 15-16 gare l'anno. 
Questo lo consideriamo  il nostro punto di partenza per cui non potremmo fare che meglio di quanto abbiamo fatto , considerando che tutti, dico tutti coloro che hanno partecipato 
alla 24 ore , hanno dato il massimo di quanto era nelle loro possibilità in percentuale con il loro personalissimo stato di forma, ai quali mi ci sentiamo di dire grazie per quello che 
hanno saputo dare per il buon nome della squadra".
 
Il Racconto della 24h di Paola Piattelli: "Una 24h fatta con testa gambe e tanto cuore, dedicato  a Manuel un ragazzo autistico che si sarebbe morto di risate nel vedermi così 
conciata. La 24h di Roma è stata un'esperienza veramente unica,70000 foto scattate per l'occasione,pasta party 24h su 24h a disposizione .... e tanto altro .... spero 
di poterla condividere con i componenti del mio Team MTBGROUP.IT la prossima volta ..gara allo sfinimento fisico e mentale ... ma di una bellezza indescrivibile ...
A Sara la mia Musa ispiratrice con il suo fiabesco matrimonio. Venerdì sera arrivo a Roma, sistemazione con gli amici di Abruzzo MTB, cena ... concerto di brusco
reggaeeee, Roma sembrava essere stata presa in assedio dagl'indiani bella musica e a ballare fino a tardi. Sabato  ore 07.00 già in fila per la verifica tessera .. ultimi
ritocchi, colazione, pasta pasta pasta pasta rigorosamente in bianco ... pronti per indossare l'abito da matrimonio ... via in  sella alla mtb addobbata a nozzeee ... in giro
quà e là ... un successo indescrivibile ... tutti che mi fermavano per le foto .... aiutooooo non ho mai visto tanta gente insieme felici e sorridenti stupiti nel vedermi
grandeeeee sensitive ha colpito ancora! ore 11.45 tutti pronti alla griglia di partenza   ... improvviso il lancio del riso, dopo aver coinvolto anche i presentatori della 
manifestazione   ... con pallocini bianchi , ... confetti .. non è mancato nulla  ... ma proprio nulla (manco lo sposo) ... mi lasciano pure il posto avanti prima della 
partenza .... immaginate Voi .......partenza memorabile ... eravamo tanti ... tantissimiiii. ... ma proprio tantissimiiii ... percorriamo circa 500 mt, in corsa a piedi per 
raggiungere le bici precedentemente sistemate una dietro l'altra a serpentone ... presto individuo la mia inconfondibile con velo e palloncini bianchi, cerco di sistemare
il  vestito e viaaaaaa ... 3 giri a tuttaaaa ... andatura veloce 175 battiti per circa 23km. Ero già sfinita ... tutti in delirio che gridavano allegri gli sposi  ... che ve lo dico
a fà .. un macello in 21 ore ho sentito di tutto ... ma per davvero ... un successone. Durante le ore di gara con clama mi alimento seguendo alla lettera i consigli di 
Antò (mi sono stati di grande aiuto), non prendo molto sul serio la cosa, alla sera doccia,e andiamo a salutare gli altri amici ... e li vengo infromata dall'amico Carmine 
che sono ottava in classifica, alchè alcuni amici di Bike Inside Team (Marianna e Gianni in primis) mi convincono a girare anche la notte ... dormo un paio d'ore e
inizio a sentire la gara per davvero ... dopo le prime 12 ore inizio la mia gara, quella di sensitive, alle 2.00 di notte via sui pedali si riparte ... non vedevo nulla con le 
mie luci del cinese .. dopo poco raggiungo una ragazza che aveva gli abbaglianti al confronto delle mie .....le chiedo se posso starle dietro visto la mia difficoltà, giriamo
fino all'alba insieme ...e facciamo amicizia (era la campionessa in carica della 24h Ausilia Vistarini) molto onorata  vengo a sapere della sua identità da un altra amica
di avventura con la quale termino la gara, Giulia Sagnotti 2° classificata una vera forza .. che mi ospita nel suo gruppo e mi rifocilla per le ultime estenuanti ore di gara, 
tutte in fuori sella, impossibile poggiarsi sul sellino ... eccoci all'ultimo giro  il meno faticoso per la troppa euforia ... 150mt prima di tagliare il traguardo eccoci alla volataaa
finale dietro al killer di Avezzano MTB che non mi lascia spazio per sorpassarlo .. fiamle all'ultimo fiato .. a tuttaaaa senza risparmio di energie.
Bel regalo sotto il profilo umano e sportivo, ho pedalato in compagnia di due ragazze emravigliose .. non ho mai pensato una volta di mollare .. mai ... è starno considerato
l'enorme fatica .. i crampi ... il non potersi poggiare neanche sulla sella .. una sfida con se stessi ... nel voler superare i rporpi limiti .. non sò  tra grida d'incoraggiamento
 ... flash ovunque ... gente che mi chiamava per nome  e a voce alta .. parata finale con i professionisti, che esperienza ragazzi. Una 24h semplicemente perfetta.
 

 

Campo Felice-Lucoli (AQ) 12 settembre 2010

Alla “Lucoli Bike” vincono Roberto Giovannelli e Paola Piattelli

Campo Felice degna chiusura

di una stagione MTB memorabile

Degna chiusura della stagione agonistica, questa mattina, a Campo Felice, in cui il mondo delle “ruote grasse” abruzzesi ha vissuto l’ultima, splendida giornata di sport del 2010. Location affascinante, percorso divertente ed organizzazione perfetta: questi gli ingredienti della “Lucoli Bike – Memorial Elpidio Fiorenza”, la manifestazione organizzata dalla locale Pro Loco in collaborazione con la Bike 99, sodalizio aquilano fra i più attivi d’Abruzzo. La gara è stata vinta da Roberto Giovannelli (Rieti MTB), davanti ad Emidio Di Cicco (Avezzano MTB) e all’idolo locale Maurizio Parisse (Bike 99). Fra le ragazze, stoico successo di Paola Piattelli (Mtbgroup.it) giunta sul traguardo a piedi, con la ruota posteriore letteralmente priva del copertone. Seconda  si è piazzata la brava Roberta Baruzzi (Bicimania Fossacesia).

Gli atleti iscritti alla “Lucoli Bike”, alle otto del mattino sono accolti da una temperatura prossima allo zero ed una foschia densa che l’alta pressione comprime sulla piana di Campo Felice. I ragazzi della pro loco e gli amici di Bike 99 assicurano che il sole diraderà la nebbia e renderà la temperatura gradevole (in effetti alla partenza il termometro avrà raggiunto gli accettabili 10°C). Ma il posto è comunque ospitale: Campo Felice, un grande altopiano sospeso ai 1500 metri di quota, in Comune di Lucoli, con i fantastici impianti di risalita ed il clima salubre dell’alta montagna, è fra le località turistiche più importanti dell’intera dorsale appenninica. Lucoli, per giunta, ha anche un glorioso passato “armentizio”, avendo occupato, ai tempi della Transumanza, i vertici della classifica delle località con il patrimonio ovino più consistente. La tradizione pastorale, qui, è forte, ed anche le produzioni zootecniche hanno ancora un certo rilievo, tanto che nel ricchissimo pacco gara i bikers trovano due pezzi di formaggio del posto ed altri allettanti gadget tipici.

Il percorso, visualizzabile da giorni su Internet (attraverso le avveniristiche applicazioni cartografiche) misura 32 chilometri e 1000 metri circa di dislivello. Dopo la partenza gli atleti attraverseranno buona parte della piana di Campo Felice, saliranno sino ai 1633 m.s.l.m. del valico della “Chiesola” ed affronteranno 12 chilometri di discesa, a tratti molto tecnica, lungo il versante occidentale del monte Orsello. Raggiunta quota 850 m., toccherà risalire sulla Piana tramite un’ascesa discontinua, varia, con rari tratti d’asfalto ed il passaggio prima nel piccolo borgo di Casamaina, poi in una suggestiva valle a tratti boscosa.

Il ritrovo della manifestazione è presso l’hotel “La Vecchia Miniera”, struttura ricettiva di Campo Felice dotata di ogni confort ed ampi spazi. Gli iscritti sono una settantina, abruzzesi e non (c’è persino una cospicua rappresentanza del Nord, la compagine valdostana MTB Grand Combin). I favori del pronostico sono per Antonio Carfagnini (MTB Scanno), reduce dalla vittoria di domenica scorsa nella Sulmona-Campo di Giove, per Andrea Pace (Spoltore.com), stradista locale dal palmarès ricco anche nel fuoristrada, e per Roberto Giovannelli (Rieti MTB), che soprattutto sui percorsi scorrevoli sa far valere le sue potenti leve da passista.

I primi chilometri pianeggianti non fanno selezione ed il gruppo procede compatto. Alla prima asperità l’aquilano Maurizio Parisse rompe gli indugi e tenta la fuga. Il suo concittadino Pace lo marca stretto ed anche Carfagnini osserva da vicino. Al valico “della Chiesola” Pace si tuffa in discesa ai 40 orari, riuscendo a distanziare Carfagnini e Parisse, che pure volano fra i sassi e le buche della carrareccia. Al decimo chilometro il primo colpo di scena: Pace è appiedato da una foratura e si ritira. In testa restano pertanto Carfagnini e Parisse, con Giovannelli e Di Cicco che inseguono ad una quarantina di secondi. L’ulteriore, clamoroso evento della gara  si verifica a metà percorso: la rottura della terza catena stagionale estromette dai giochi Carfagnini. Parisse a questo punto è solo al comando e tenta il tutto per tutto, dimostrando che la straordinaria performance non è solo frutto del… fattore campo. L’atleta della Bike 99 infatti sale bene ma Giovannelli e Di Cicco, dietro, lo “vedono”, riacciuffandolo presto. Il biker reatino, poi, incrementa il ritmo e va a vincere con netto margine. Di Cicco (stupefacente la sua costanza di rendimento) conquista la seconda piazza dopo aver staccato, a sua volta, un fiero Parisse, che, terzo assoluto, taglia il traguardo soddisfatto per il podio strameritato.

Il pasta party e le premiazioni si svolgono in una funzionale struttura coperta, con delle capriate in legno che ben si addicono alla location montana. Abbondanti, la pasta al sugo e le salsicce compongono il menu, curato dalle signore della Pro Loco. Alle premiazioni, caratterizzate anch’esse da prodotti tipici, il pubblico riserva applausi agli atleti che si susseguono sul podio ed una lunga standing ovation a Maurizio Parisse.

Cala il sipario, dunque, su questa lunga stagione della mountain bike abruzzese, dopo 21 prove disputate nelle località più suggestive della Regione. Non è mancato davvero nulla: si è corso sulla costa, in alta montagna, nella fascia collinare. Sono andate in scena gare di cross country “tirate”, impegnative gran fondo, marathon durissime. Dall’11 aprile al 12 settembre è stato un continuo susseguirsi di eventi, che per un motivo o per un altro (il percorso suggestivo o la location accogliente o le manifestazioni di contorno), hanno sempre lasciato il segno. Affianco alla consacrazione del circuito regionale, ci sono state poi la nascita del challenge giovanissimi e l’organizzazione del primo campionato regionale di downhill. Una stagione, insomma, memorabile ma già si pensa al futuro: i bikers abruzzesi di tutte le età e di ogni disciplina già scalpitano per conoscere i dettagli dei calendari dell’anno venturo.

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER MW

 

 

Sulmona Campo di Giove (AQ) 05 settembre 2010

L’atleta dell’MTB Scanno torna alla vittoria nella 20ª edizione della Sulmona-Campo di Giove

Carfagnini exploit tre mesi dopo

Antonio Carfagnini domina la Sulmona-Campo di Giove, classicissima delle “ruote grasse” abruzzesi, giunta alla 20ª edizione. Quella dell’atleta dell’MTB Scanno, che aveva trionfato qui anche lo scorso anno, è stata una gara perfetta, caratterizzata da una partenza regolare ed un finale esplosivo. Secondo è giunto l’ottimo Matteo Colaiacovo (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre), terzo il sempre forte Fabrizio Zeverini (X-Team Teramo). Fra le ragazze, vittoria netta di Monika Mancini (ASD Amici della bici Junior).

La prima edizione della Sulmona-Campo di Giove si disputò nel lontano 1990, quando la bici dalle ruote grasse, appena inventata, si chiamava “rampichino”. Una gara che già allora riscuoteva consensi, soprattutto per l’originale percorso, che non è cross country ma nemmeno gran fondo. Sì, perché si parte da un posto e si arriva in un altro. Si tratta, pertanto, di una sorta di cronoscalata in cui gli atleti prendono il via contemporaneamente. Il tracciato, per giunta, è altamente spettacolare. Lo start è agli impianti sportivi di Sulmona, a 400 metri di quota e si sale subito, lungo il sentiero del Monte Mitra, noto per essere parte integrante del “Freedom Trial”, il “Cammino della Libertà” della Seconda Guerra Mondiale, rievocato annualmente in una suggestiva manifestazione. Raggiunti i 1000 metri della vetta della montagna c’è un primo scollinamento e gli unici 500 metri di discesa. Poi passaggio nel centro cittadino di Cansano ed ancora salita, piuttosto pedalabile, prima lungo un’ampia sterrata, poi attraverso un bel single track immerso nella pineta. L’arrivo è nel centro storico di Campo di Giove, dopo 23 chilometri e 1000 metri di dislivello complessivi.

Il ritrovo della manifestazione è a Sulmona, presso il supermercato Conad di viale Mazzini che –spiega l’organizzatore Ranalli all’altoparlante– offre il supporto logistico e contribuisce ad allestire il pacco gara. La peculiarità della partenza e dell’arrivo in due località diverse arreca il disagio del trasferimento dei mezzi a monte: alcuni bikers affidano le auto agli accompagnatori, altri le portano a Campo di Giove e, indossata la mantellina, scendono a valle lungo i 25 chilometri di strada regionale.

Alla partenza ci sono circa 90 bikers, abruzzesi e delle regioni contermini. Il lotto dei favoriti comprende Carfagnini (apparso ultimamente in ripresa), il rientrante Giuseppe Musti (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre), il suo compagno di squadra Matteo Colaiacovo, Fabrizio Zeverini (X-Team Teramo); occhio anche al laziale Roberto Giovannelli (Rieti MTB), temibile passista. La partenza è in piano, lungo la SS 17. Il gruppo procede compatto sino al cimitero di Sulmona, dove  si imbocca il sentiero. Colaiacovo,  Carfagnini e Musti rompono gli indugi, Giovannelli e Zeverini controllano da vicino. Laddove il sentiero si fa più ripido, i pesi piuma del gruppetto, Carfagnini e Musti, allungano. I protagonisti del duello di testa sono gli stessi dello scorso anno ed anche la dinamica non cambia, con Musti che riesce a distanziare il rivale in vetta al monte Mitra, transitando a Cansano con 20 secondi di vantaggio. Carfagnini però contrattacca quando la strada torna a salire, ricucendo lo strappo e staccando Musti di slancio. L’azione dello Scannese è veemente, tanto che il vantaggio cresce a vista d’occhio, anche perché il Fenomeno di Castelvecchio si pianta inesorabilmente (subirà il sorpasso anche degli inseguitori). Carfagnini, così, vince in scioltezza, anticipando di tre minuti il bravo Colaiacovo. Terzo è Zeverini mentre Giovannelli deve accontentarsi della settima posizione a causa di un clamoroso errore di percorso. Fra le donne Monika Mancini batte Paola Piattelli (MTBgroup.it).

Per le premiazioni e il pasta party  ci si trasferisce alla splendida sede del Gruppo Alpini di Campo di Giove. Le locali Penne Nere, coadiuvate da quelle della Sezione Sulmonese, allestiscono un pasta party degno del ventennale della manifestazione. Apertura con succulenta porchetta; bis di primi con sagne e fagioli e pasta al sugo. Addirittura doppi anche il secondo (artista di maiale e petto di tacchino) e il contorno (piselli in umido e pomodori in insalata).

Alle 14.00 è ora delle premiazioni. La temperatura, pur gradevole, risente della nuvolaglia che ha coperto il sole e la possente mole della Maiella, le cui mitiche “rave” –ovvero gli impluvi, paradiso, in inverno, degli sci alpinisti di mezza Europa– terminano a due passi dalla periferia cittadina. Ranalli premia i protagonisti della competizione, poi lascia la parola a Salvatore Di Cesare, Presidente della Sezione Alpini di Sulmona. Nel ringraziare tutti, il Maresciallo tiene a sottolineare l’importante traguardo raggiunto da questa storica gara. «Mantenere la continuità per vent’anni non è facile –dice Di Cesare– soprattutto se la manifestazione, come la nostra, presenta notevoli difficoltà logistiche».

Appuntamento quindi al 2011: sul monte Mitra ci saranno 21 candeline da spegnere.

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT-MJ  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER MW

 

 

 

Moscufo (Pe) 29 agosto 2010

Al molisano del Rampiclub Barrea il 19° Tour degli Ulivi

Moscufo nel carniere di Boianelli

Mastrantonio e D’Aurora sul podio. Fra le ragazze, Monika Mancini batte Paola Piattelli

Luciano Boianelli, molisano che corre col Rampiclub Barrea, conquista a Moscufo la quarta vittoria stagionale, piegando Lucio Mastrantonio (X-Team Teramo) e Donato D’Aurora (Bike Plus 99 Racing), ottimi alfieri abruzzesi che le hanno tentate tutte per insidiare l’atleta di Venafro, irresistibile in questo finale di stagione. Fra le ragazze ha trionfato Monika Mancini (Amici della Bici Junior), forte e a suo agio sui suoi sentieri. Seconda, la tenace Paola Piattelli (Mtbgroup.it).

A Moscufo la mountain bike è di casa! Qui le manifestazioni agonistiche riservate alle ruote grasse vantano una tradizione ventennale, che per una disciplina che di anni ne ha trenta, non è poco. Merito del lavoro dei locali appassionati, capaci di unire nell’imperdibile “Tour degli Ulivi”, sport e peculiarità del territorio, a garanzia della riuscita della manifestazione. Una cittadina, Moscufo, amena per la favorevole posizione, nel cuore della ricca fascia collinare costiera, e nota a livello nazionale (ed oltre) per il favoloso olio che regalano gli uliveti del paese. Un fluido eccezionale per le caratteristiche organolettiche e la percentuale di acidità vicina allo zero. Gli ulivi circondano letteralmente il paese, interrotti solo da ridenti vigneti, soprattutto di Montepulciano, che spezzano, di tanto in tanto, il “monopolio vegetativo” dell’olea europaea.

Il ritrovo della manifestazione, organizzata dalla Cerrano Outdoor, è nella piazza principale del borgo. Alle 8 del mattino l’arco gonfiabile dell’arrivo è già posizionato sulla strada provinciale con affianco i giudici e i delegati Federali pronti per l’inserimento al PC degli iscritti alla gara. Il tempo è incerto: dopo la calura anticiclonica delle scorse settimane, uno spiffero di Bora ha abbattuto la temperatura, lasciando la notte scorsa anche uno scroscio di pioggia che fortunatamente non ha fatto in tempo a rendere il fondo fangoso.

Alcuni degli ottanta iscritti alla gara circondano Uliano Starinieri, organizzatore e colonna del settore fuoristrada regionale, chiedendogli le caratteristiche del tracciato. «È un anello di cross country olimpico di 10 chilometri, tecnico ed impegnativo –spiega Uliano– ci sarà da spingere e guidare con attenzione per i tanti passaggi tecnici». In effetti il percorso è un susseguirsi di rampe, stradine in contropendenza, cararecce iterpoderali, discese insidiose per la terra smossa: il tutto, ovviamente, fra oliveti e vigneti, con passaggio nel centro cittadino. Un cross country classico, divertente ma che come tutti i circuiti collinari è talmente intenso da permettere di tirare il fiato solo dopo aver tagliato il traguardo. L’organizzazione annuncia altresì che si percorreranno una salita di lancio di 4 chilometri più due giri completi del circuito.

Lo start, “piede a terra”, è in salita, su un ampio pratone che immette nella strada provinciale. La partenza è fulminea, il ritmo forsennato. Guidano il gruppo Lucio Mastrantonio, Donato D’Aurora, Antonio Carfagnini (MTB Scanno, vincitore della scorsa edizione) e Matteo Colaiacovo (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre). Luciano Boianelli all’inizio lascia fare, limitandosi a rintuzzare gli allunghi dei compagni di fuga. Dopo la salita di lancio, in testa si delinea il terzetto che condurrà per l’intera corsa: ci sono Mastrantonio, D’Aurora e Boianelli. Più indietro, è risalito sino alla quarta piazza il pimpante Achille Di Lorenzo (Nepa Team Bike) mentre Carfagnini e Colaiacovo lottano per la quinta posizione.  Boianelli, da passista qual’è, non scatta ma impone un ritmo elevato e, con regolarità, costringe gli altri fuggitivi alla resa. Cede prima D’Aurora, che giunge terzo all’arrivo, poi Mastrantonio, protagonista comunque di una prestazione maiuscola tanto da limitare il distacco dal vincitore ad una manciata di secondi. Quarto è l’ottimo Di Lorenzo, Carfagnini è quinto.

Per le premiazioni e il pasta party ci si trasferisce presso l’azienda agrituristica “La Selva d’Abruzzo”, accogliente ed ampia, tanto che bikers ed accompagnatori possono scegliere se consumare il lauto pasto all’interno, comodamente seduti, o all’esterno, sotto una fresca veranda. La pasta al sugo di carne apre il menu, il cui pezzo forte però è una succulenta porchetta a cui anche gli “integralisti dell’alimentazione” non rinunciano. Ricche le premiazioni, cui partecipano autorità locali e il Presidente Riccardo Rollo in persona.

Per una volta i tradizionali prosciutti sono sostituiti dall’olio DOP e “di categoria superiore” della stessa azienda “La Selva”. I bikers apprezzano e si godono il sole, che ha scaldato l’aria. Ma la giornata non è terminata: un centinaio di bikers in erba, infatti, è pronto a dare spettacolo in occasione del “Promozionale” categoria giovanissimi che si disputerà nel pomeriggio, sempre qui. Moscufo, quindi, raddoppia: in un giorno solo vanno in scena il presente e il futuro della mountain bike regionale.  

 

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER    MW   ES/ED   JU   ELITE

 

 

 

 

Prati di Tivo (Te) 22 agosto 2010

Dominio del neo Campione Italiano nella 18ª prova del calendario abruzzese

Folcarelli tosa i Prati

Podio tutto extraregionale. Fra le ragazze vince la Di Giuseppe

Dominio di Massimo Folcarelli al  6° “Prati di Tivo MTB Race”, classicissima di cross country del calendario abruzzese, che si corre, da tradizione, il penultimo week end di agosto all’ombra del Corno Piccolo, sulle pendici del Gran Sasso d’Italia. Oltre a quello più alto, anche i restanti gradini del podio sono stati occupati da atleti extraregionali, con Angelo Mirtelli (Ciociaria Bike) secondo ed il marchigiano Alessandro Pierantoni (Superbike Team) terzo. Fra le ragazze ha vinto Carla Di Giuseppe (X-Team Teramo).

Il breve soggiorno delle ruote grasse abruzzesi ai Prati di Tivo è piacevolissimo. La località teramana, infatti, sita in comune dei Pietracamela, è nota per essere la più “alpina” dell’Appennino, sormontata com’è dal mitico Corno Piccolo, l’unica vetta dell’Italia Peninsulare con una via “normale” che prevede passaggi alpinistici obbligati. Alle 8.00 del mattino, quando giungono i primi bikers, la località è già tutto un brulicare di escursionisti armati di corde e moschettoni, pronti a sfidare la roccia viva del “papà” delle montagne d’Abruzzo.

La straordinaria location, posta a 1450 metri sul mare, è la qualità più importante dell’evento proposto dalla “Scuola Mountain Bike” di Prati di Tivo, che, peraltro, dal punto di vista organizzativo non lascia nulla al caso. L’anello di 5 chilometri e 200 metri di dislivello (da ripetersi 5 volte) è identico allo scorso anno: duro, tecnico, con appena 100 metri complessivi di asfalto. Si parte nei pressi del ritrovo, affianco alla nuovissima cabinovia esaposto che sale alla Madonnina. Prima porzione del circuito, parallela alla valle del Rio Arno, caratterizzata da una salita da rampichino immersa nella faggeta. Sempre nel fitto sottobosco è la successiva, veloce discesa, che di seguito attraversa il cuore dei Prati, fra campeggiatori della domenica e turisti che fanno il pic-nic. Si torna a salire a quota 1300, tramite una carrareccia a tratti molto impegnativa. L’ultima asperità è rappresentata da un sentiero in salita che costeggia un vecchio skilift. Insomma, un anello da ritmo intenso che anche i più forti affrontano sotto i 18 orari di media.

Gli iscritti alla manifestazione sono un’ottantina dei quali circa metà provenienti dalle Marche e dal Lazio. “Il livello è molto alto” – sentenziano alcuni bikers al nastro di partenza. In effetti ci sono diversi atleti di qualità, con in testa il neo campione italiano Massimo Folcarelli. Proveranno a contendergli la vittoria i suoi corregionali Mirtelli, Panzarini (Drake Bike Team) e Prati (Pro Bike), i giovani élite del marchigiano Superbike Team (con Pierantoni e Angeletti) e gli abruzzesi più in forma, decisi ad interrompere la serie di vittorie extra regionali di questo scorcio di stagione.

Allo start Mirtelli parte come un missile: Folcarelli lo segue a denti stretti e i due fanno subito il vuoto. Dopo una breve fase di studio, l’atleta di Anzio aziona il turbo e scatta in testa, transitando al primo passaggio sotto lo striscione d’arrivo con oltre un minuto di vantaggio. Terzo passa Pietrantoni tallonato da Panzarini mentre per vedere il primo abruzzese occorre attendere l’ottava piazza del rientrante Carfagnini (MTB Scanno). Nelle tornate successive le prime due posizioni non mutano; è invece serrato il duello per il terzo posto, con Panzarini attardato da una foratura appena dopo aver staccato Pietrantoni. Quest’ultimo, quindi, conquista il bronzo non prima di aver subito il sorpasso e di aver contro superato Carfagnini, autore di una grande rimonta.

Per una volta le premiazioni precedono il pasta party. I ragazzi della locale scuola di mountain bike distribuiscono i premi agli atleti nel podio allestito dinanzi alla loro bella sede. Alle 14.00, a bordo di un Fiorino in servizio “catering”, arrivano pasta al pomodoro, cotolette e patate fritte per atleti ed accompagnatori. L’unico rammarico della splendida giornata è la densa nuvola che ha ininterrottamente ammantato la vetta del Corno Piccolo, togliendo ai bikers il piacere di ammirare la più dolomitica vetta d’Italia, Alpi escluse.

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER MW   ES/ED  AL  JU

                        ELITE/ELITE DONNE  UNDER

 

 

 

 

Collepietro (Aq) 08 agosto 2010

Vittoria del campano della Cubulteria bike che piega Boianelli. Fra le ragazze successo di Monika Mancini

Della Rocca agguanta Collepietro

La mountain bike abruzzese non va in ferie ed ha proposto, questa mattina, in quel di Collepietro (AQ), una bella manifestazione all’insegna dello sport, della gastronomia e della tradizione. L’organizzazione è stata curata di nuovo dall’Associazione Kiklos, esordiente di lusso –verrebbe da dire– nel mondo delle ruote grasse regionali, dal momento che si è trattato del secondo appuntamento stagionale proposto dal team capitanato dall’ex Campione Europeo delle ruote grasse Stefano Giuliani e sostenuto da Danilo Di Luca, ancora una volta presente con la sua fiammante mountain bike. A trionfare è stato Vincenzo della Rocca, campano del team Cubulteria Bike, che ha battuto per soli 20 secondi Luciano Boianelli (molisano del Rampiclub Barrea). Terzo si è piazzato Giuseppe Musti (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre). Fra le ragazze, ancora un successo per Monika Mancini (Gli Amici della Bici Junior Spoltore) mentre seconda e terza sono giunte rispettivamente Maria Grazia Cornacchia (Bike Inside Team) e Paola Piattelli (Mtbgroup.it).

Collepietro è un piccolo borgo sospeso fra la piana di Navelli e la valle del Tirino. Siamo nel cuore del cosiddetto “Aquilano”, in cui i paeselli sono sì tipicamente borbonici ed appenninici, ma con peculiarità architettoniche che richiamano anche al Medioevo. È il caso di Fontecchio, di Carapelle Calvisio, di Santo Stefano di Sessanio, di Collepietro (appunto), in cui si notano inequivocabili i segni dell’antica ricchezza pastorale, tipici delle nostre montagne, ma con “innesti” urbanistici (palazzotti, fontane, campanili) che richiamano all’Umbria o alla Toscana.

Collepietro ha vissuto due anni tragici: nel 2007 fu lambito da un immenso incendio boschivo e nel 2009 subì le devastazioni del famigerato sisma. Per risollevare le sorti dell’ameno borgo, la popolazione si è rimboccata le maniche, attraverso le iniziative di privati cittadini e l’azione di enti ed associazioni. Molto attiva si sta rivelando la Pro Loco del giovane Presidente Mauro Pontelmi, che ha pensato di inserire una competizione di corsa in montagna (disputata ieri) ed una gara di mountain bike, nell’ambito della “festa dell’Emigrante” , storico appuntamento folkloristico locale. La Pro Loco ha contattato gli intraprendenti bikers di Kiklos che, assistiti dai “cugini” chietini del Bike Inside Team, hanno messo a punto un divertente anello di cross country olimpico, su cui questa mattina si sono sfidati 80 agguerriti appassionati. Circuito di 8,5 chilometri e 250 metri di dislivello (da ripetersi 3 volte), caratterizzato da una salita sterrata iniziale, una discesa tecnica in single track, un’ulteriore ascesa (più lunga e discontinua della prima) ed un passaggio nel centro cittadino, con gli immancabile gradoni in pavé, cari ai cultori del cross country.

Appena dopo lo start, si forma un terzetto, composto dai citati Della Rocca, Boianelli e Musti, che si avvantaggia sul resto del gruppo. Più indietro i tenaci Mastrantonio (X-Team Teramo) e Di Cicco (Avezzano MTB) procedono con passo regolare (d’altronde è da marzo che sono lì!). A metà del primo giro, il Fenomeno di Castelvecchio, fisiologicamente meno brillante di quello supersonico di un mese fa, cede un po’, lasciando campo libero ai compagni di fuga. Lo spettacolare testa a testa fra i due extraregionali si risolve al 2° giro, quando una perentoria “ripartenza” consente a Della Rocca di guadagnare una manciata di secondi preservati, a denti stretti, sino all’arrivo. Boianelli, dunque, è secondo, Musti sale sul restante gradino del podio, Mastrantonio acciuffa il quarto posto e Di Cicco chiude la top five.

Domenica prossima la mountain bike abruzzese farà riposo. Dopo mesi di piacevoli fatiche, di splendide giornate di sport vissute negli angoli più suggestivi della Regione, è il momento di fermarsi. Occorre infatti ricaricare le pile per una finale di stagione caratterizzato da quattro appuntamenti imperdibili (Prati di Tivo, Moscufo, Campo di Giove e Campo Felice). Relax obbligato, quindi, per gli appassionati delle ruote grasse: li aspetta un finale col botto…

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER MW   ES  JU

 

 

 

San Mauro di Montorio al Vomano 01 agosto 2010

Dopo la doppietta di Carfagnini e il poker di Musti, a Montorio Boianelli fa tripletta

L’anno delle “vittorie di fila”

Spettacolare anello di 8 chilometri; la gara era valida quale finale del campionato regionale individuale

Giunge a San Mauro di Montorio al Vomano la terza vittoria consecutiva di Luciano Boianelli, che decreta il 2010 della mountain bike abruzzese quale anno delle… vittorie di fila, dopo che a maggio Antonio Carfagnini aveva ottenuto due successi consecutivi e a giugno Giuseppe Musti aveva “calato” un irresistibile poker. In questo periodo della stagione, invece, l’atleta imprendibile viene da Venafro e veste la casacca del Rampiclub Barrea: a San Mauro è toccato di nuovo al pur tenace Mirko Catone (X-Team Teramo) doversi accontentare della piazza d’onore. A completare il podio un altro alfiere biancorosso dell’X-Team, il giovane marchigiano Federico Soricetti.

San Mauro, accogliente frazione di Montorio al Vomano (TE), questa mattina è vestita a festa per due ragioni: si terranno qui, infatti, la gara di mountain bike e la famosa sagra “Mazzafame”. E se nel primo appuntamento protagonisti saranno gli appassionati delle “ruote grasse” d’Abruzzo (e non solo), il secondo evento sarà dominato dalle specialità gastronomiche regionali, fra le quali i salumi e gli affettati della zona, noti e ricercati.

Lo scorso anno San Mauro accolse l’appuntamento conclusivo del calendario regionale della mountain bike (ad ottobre). In questa seconda edizione del trofeo c’è una nuova società organizzatrice, il Gruppo Sportivo De Remigis, che ha apportato alcune modifiche all’anello di “cross country olimpico” disegnato dai ragazzi dell’X-Team Teramo, che nel 2009 promossero l’evento. A caratterizzare il nuovo circuito ci sono una dura salita di un chilometro e mezzo, un’altrettanto impegnativa discesa in single track, tratti in asfalto ridotti al minimo. Contribuiscono a rendere il percorso decisamente sfizioso, la sortita in un raro sottobosco collinare e il passaggio nel centro cittadino (con tratto in pavé). Sono 7,5 i chilometri dell’anello, da ripetersi 4 volte.

Il numero di iscritti (appena 40) risente del periodo: infatti nelle tabelle di programmazione annuale della maggior parte dei bikers, si legge che la prima metà di agosto è dedicata al riposo, al limite allo scarico (per gli stakanovisti del pedale), rigorosamente a distanza dai campi di gara. Il livello dei partenti, comunque sia, è alto, come elevato appare subito il ritmo di gara, dopo lo start. Rompono gli induci Boianelli, Musti (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre) e Catone, che riescono a distanziare il gruppo. Catone accelera ulteriormente e prova la fuga. Il tentativo del teramano è vanificato dal forcing di Boianelli. Musti rientra a sua volta ma nel corso del secondo giro rallenta vistosamente. Il duello fra i due restanti fuggitivi si risolve all’ultima tornata, in cui una nuova decisa progressione consente a Boianelli di vincere con un margine netto. Catone, dunque, è secondo, mentre l’ottimo Soricetti supera Musti e agguanta la terza piazza.

Fra le ragazze, Monika Mancini (Cerrano Outdoor) batte Paola Piattelli (Mtbgroup.it).

La cerimonia di premiazione per l’occasione è doppia in quanto la prova di San Mauro era valida quale finale del campionato regionale individuale “cross country”. Salgono sul podio, pertanto, gli atleti più forti di oggi e quelli che si sono meglio piazzati nelle 4 prove dello speciale “challenge”.  Ai “campioni regionali” anche la soddisfazione di vestire la fatidica “maglia”.

Speciale nota di merito va al pasta party della manifestazione: già il Teramano è terra di grandi sapori, se poi i bikers sono anche ospiti di una sagra gastronomica, allora è facile immaginare come il pranzo possa risultare eccezionale. Ottima la pasta al ragù, sbalorditivi il formaggio e gli affettati. Un buon vino rosso ha affiancato le pietanze in un pranzo dai connotati simili ad una degustazione per palati fini.   

CAMPIONI REGIONALI INDIVIDUALE MOUNTAIN BIKE XCO

Esordienti:          FACCIA GIOVANNI Abruzzo MTB New EXploring

Juniores:            FOSCHINI PAOLO Abruzzo MTB New EXploring

Master Junior:    MAZZOCCHI AGOSTINO Avezzano MTB

Master Women: MANCINI MONICA MANUELA Gli Amici della Bici Junior Spoltore

Elite Master:     MUSTI GIUSEPPE Ciclisportmania Aquile Azzurre

Master 1:         BARBONETTI GIULIANO Avezzano MTB

Master 2:        CARFAGNINI ANTONIO Mtb Scanno

Master 3:        CAPPELLA MICHELE Nepa Team Bike

Master 4:        CAMPANA ANGELO Rampiclub Barrea

Master 5:        COLELLA SANDRO Ciclisportmania Aquile Azzurre

Master OVER: TULLIO PIO  Ciclistica L'Aquila

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER MW MJ  ES AL ELITE

 

BARREA 25 luglio 2010.Il biker molisano conquista la gara organizzata dal suo team

Bis di Boianelli: Barrea è sua

Catone e Colaiacovo staccati sull’ultima salita. Monika Mancini prima fra le ragazze 

Luciano Boianelli conquista a Barrea la seconda vittoria consecutiva, nella manifestazione organizzata dal suo team, ovvero dal “Rampiclub” che ha sede proprio nello splendido paesino del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’atleta molisano ha bissato il successo conquistato domenica scorsa in quel di Gamberale, di nuovo lottando strenuamente sino all’ultima salita. A tenergli testa, questa volta, sono stati Mirko Catone (X-Team Teramo) e Matteo Colaiacovo (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre), giunti rispettivamente secondo e terzo. Fra le ragazze, l’ha spuntata Monika Mancini (Cerrano Outdoor) mentre Pina Lucani (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre) e Paola Piattelli (Mtbgroup.it) hanno occupato i restanti gradini del podio.

Il trofeo XC di Barrea, valido quale prova del campionato regionale individuale, è una manifestazione storica del calendario abruzzese della mountain bike: qui si corre addirittura da 15 anni consecutivi! Siamo in uno dei borghi più rappresentativi del Parco, sulle sponde dell’omonimo lago, che contribuisce a rendere il contesto paesaggistico unico. La location di pregio, la tradizione, il consolidato percorso di cross country e l’organizzazione impeccabile, fanno di questa decana delle ruote grasse regionali un appuntamento fisso ed irrinunciabile.

Molti degli 80 bikers iscritti alla gara provengono dal mare o dalla fascia collinare costiera, in cui nei giorni scorsi la calura ha raggiunto livelli record; a Barrea invece il cielo è terso ma la temperatura alle 8 del mattino fatica a superare i 10 gradi centigradi. Se si indirizza lo sguardo verso il Monte Petroso, si ammirano i celebri nevai ancora colmi di “bianca materia prima”. Insomma, siamo in montagna e le giacchine invernali sfoderate da qualche atleta (almeno nella fase di riscaldamento), lo denota.

Fra gli storici protagonisti della manifestazione vi è Pasetta, un signore dell’organizzazione che il giorno della gara veste i panni dello speaker a bordo di una fiammante “Topolino”. Munito di efficienti altoparlanti, Pasetta ricorda le regole della competizione, cita l’albo d’oro, esalta le bellezze naturalistiche locali, si dichiara tifoso sfegatato degli atleti compaesani, in primis del sempre verde Angelo Campana.

Si diceva del percorso, che misura 7 chilometri e 200 metri di dislivello (da ripetersi 4 volte), cui vanno aggiunti  duemila metri di “lancio” in salita. L’erta più impegnativa attraversa il centro storico di Barrea (fra i più belli d’Abruzzo); ad essa seguono un impegnativo single track in discesa ed un tratto misto che costeggia il Lago (con passaggio per la pista ciclabile). Il tracciato non è particolarmente duro ma non lascia respirare nemmeno un po’!

Lo start è al fulmicotone anche perché, per evitare ingorghi, il single track va imboccato più avanti possibile. Catone e Colaiacovo dettano il ritmo; più indietro è ressa per guadagnare posizioni. Dopo una partenza… “ragionata”, ai due battistrada si aggiunge Boianelli, con la sua efficace pedalata composta e cadenzata, tipica del granfondista. Il terzetto di testa procede compatto sino all’ultimo giro, in cui Colaiacovo guadagna una manciata di secondi dopo una discesa da downhiller. Catone e Boianelli però non mollano, con il molisano che sul pavé dell’ultima salita aumenta inesorabilmente il ritmo, ricuce lo strappo con il biker di Pratola fino a superarlo e taglia il traguardo a braccia alzate. Anche Catone è protagonista di un gran finale, che gli consente di conquistare la seconda piazza a scapito di un Colaiacovo cui va il merito, comunque, di averci provato.

Il pranzo è servito su una terrazza con vista mozzafiato sulla porzione settentrionale del Parco Nazionale più antico d’Italia. Il favoloso ambiente rende ancora più gustose l’insalata di pasta e la mozzarella fresca offerte dai ragazzi del Rampiclub.      

    

 

CLASSIFICA GENERALE  

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18 luglio 2010 Gamberale

A Gamberale appassionante duello fra il Molisano e l’atleta dell’MTB Scanno

Boianelli forte e calcolatore:Carfagnini battuto sul filo di lana

Finale del Campionato Regionale Società: è trionfo per la Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre.

Luciano Boianelli (Rampiclub Barrea) vince la seconda edizione della gran fondo di Gamberale. Il molisano l’ha spuntata quasi in volata su Antonio Carfagnini (MTB Scanno), in testa per 40 chilometri e sorpassato dal rivale a soli 200 metri dal traguardo. Esito al cardiopalma, quindi, per la splendida manifestazione organizzata dal Bike Inside Team, il gruppo di appassionati chietini fra i più attivi e dinamici della Regione. La gara era valida quale prova finale del Campionato Regionale Società, in cui ha trionfato la Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre di Popoli sull’Avezzano MTB (seconda) e la Bicimania di Fossacesia (al terzo gradino del podio).

Gamberale è un ridente paesino abbarbicato nella zona pedemontana della Maiella, fra la valle del Sangro e, appunto, la “mamma” delle montagne abruzzesi. Siamo a 1350 metri sul livello del mare, in un’ampia conca, ammantata da fertili faggete. La copertura boschiva e la quota ragguardevole rendono il clima particolarmente salubre, tanto che Gamberale  è inserita a pieno titolo nel cosiddetto reticolo delle stazioni climatiche regionali. Oltre che per ragioni ambientali, la cittadina è nota per gli eventi storici che la segnarono nel “lungo inverno del ‘43”: per l’eroismo della popolazione locale nei tragici fatti della Resistenza, a Gamberale  fu conferita la medaglia d’argento al valor civile.

Insomma, la scelta della location da parte dei ragazzi del Bike Inside non è casuale: il posto merita una visita  per diversi  motivi.

Dopo la gradita sorpresa di Rivisondoli, tornano a vestire i panni dei “bikers” comuni, Danilo Di Luca e Stefano Giuliani, i due campioni abruzzesi del ciclismo che hanno onorato con la loro presenza gli amatori delle “ruote grasse” anche questa mattina. Giuliani ha battagliando con i suoi pari categoria, Di Luca ha “scortato” la testa della corsa, assistendo da vicino al duello Boianelli-Carfagnini ed entusiasmando  il pubblico per la performance sportiva e la disarmante simpatia.

Nel pacco gara consegnato si 160 iscritti alla gara ci sono una lunga serie di gadgets ed una t-shirt… da bacheca, con impressa la scritta “I love Abruzzo” sulla schiena e la seguente, esilarante frase in dialetto teatino davanti: “si vulùte la biciclette… Mò pedale”. Gli atleti gradiscono, tanto che qualcuno indossa la maglietta ancor prima della partenza.

Il percorso ricalca in gran parte quello dello scorso anno: sono 40 i chilometri con uno sviluppo altimetrico complessivo pari a 1310 metri. Si parte in salita, cui seguono un tratto vallonato ed una lunga ascesa, con passaggio nella meravigliosa Riserva della Forestale (il valico è posto quasi a 1800 metri di quota). Tratti di discesa tecnica, altre salitelle pedalabili ed una sortita nella località turistica “Valle del Sole”, sono gli elementi salienti della seconda metà del percorso, divertente, duro “al punto giusto”, in un contesto propriamente montano, consono al mountain biking.

Alla partenza Carfagnini scatta in testa, facendo subito il vuoto. Di Luca gli sta a ruota e risponde con un sorriso sornione quando il biker di Scanno si gira per scoprire chi abbia potuto replicare al suo forcing. A metà della prima salita, però, Boianelli rientra sul fuggitivo e i due proseguono compatti. Dopo il G.P.M. Carfagnini sferra un nuovo attacco, questa volta in discesa, riuscendo di nuovo a staccare il molisano. Il vantaggio supera presto i trenta secondi, che l’atleta dell’MTB Scanno sembra poter gestire agilmente. All’ultimo chilometro, però, è posta una tremenda rampa, affrontata con veemenza da Boianelli (che “vede” il fuggitivo), con nonchalance da Carfagnini (convinto di avere un vantaggio ormai incolmabile). L’inevitabile sorpasso avviene in prossimità della linea d’arrivo, con lo Scannese ed il Molisano entrambi increduli, sebbene con uno stato d’animo opposto. Terzo si piazza il sempre tonico Leonardo Peluso (Audax Ciro Catena). Fra le ragazze vince nettamente Maria Grazia Cornacchia (Bike Inside Team) su Roberta Baruzzi (Bicimania Fossacesia) e Paola Piattelli (Mtbgroup.it).

Il dopo gara si svolge nel bel campetto in erba del paese. Protagoniste del pranzo sono un’allettante pasta al pomodoro ed una porchetta altrettanto invitante. Per contorno c’è un’insalata di pomodori. Il menu è chiuso dall’anguria fresca.

Speaker delle ricchissime premiazioni (sono distribuiti doni e gadgets sino ai decimi di categoria) è il Presidente del Bike Inside Team in persona, Claudio Cini. Questi, circondato dai ragazzi del sodalizio, con le divise biancorosse contrassegnate dall’inconfondibile logo, rende la cerimonia spassosa, grazie alla serie di divertenti “considerazioni” in idioma teatino che accompagna la chiamata degli atleti. Le premiazioni… cabarettistiche sono solo l’ultima chicca di una giornata di sport che definirla piacevole è un eufemismo!

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER MW JU AL ES

 

 

 

 

Sante Marie (Aq) 11 luglio 2010

A Sante Marie sesta vittoria del “Fenomeno di Castelvecchio”. Volata per la piazza d’onore: Zeverini batte Di Cicco

Musti brucia il “Sentiero di Corradino”

Manifestazione all’insegna della storia: qui nel ‘200 il Re di Sicilia affrontò Carlo d’Angiò nella battaglia resa celebre da Dante

Manifestazione all’insegna dello sport e della cultura, questa mattina, a Sante Marie, dov’è andata in scena la prima edizione della gran fondo “Sui Sentieri di Corradino”, organizzata dalla Bike ’99, dalla locale Polisportiva e dal Comune e valevole quale 7ª prova del campionato regionale società. Il percorso ha ricalcato l’itinerario che il Re di Sicilia Corradino di Svevia, nel 1267, compì per fuggire alla volta di Roma, dopo aver perso l’epica battaglia di Tagliacozzo, resa celebre da Dante. E se nel ‘200 a vincere fu Carlo d’Angiò, a trionfare nell’evento sportivo che 8 secoli dopo ha inteso rievocare quegli storici accadimenti, è stato Giuseppe Musti, lo scalatore di Castelvecchio Subequo (portacolori della Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre) giunto alla sesta vittoria stagionale. La seconda piazza è stata decisa quasi al fotofinish, dal momento che Fabrizio Zeverini (X-Team Teramo) ha piegato la resistenza di Emidio Di Cicco (Avezzano MTB) in un’appassionante volata.

Nella gara femminile ha prevalso Paola Cascante (Jolly MTB).

Sante Marie è una ridente cittadina prossima a Tagliacozzo e nota, oltre che per le citate ragioni storiche e culturali, per l’aria salubre e i boschi di castagno in cui allignano abbondanti e magnifici boletus edulis, i planetari porcini. Siamo a 850 metri sul livello del mare, fra l’alta collina e la… bassa montagna, nella cosiddetta zona fitoclimatica del “castanetum”, appunto. I ragazzi dell’associazione Bike ’99 hanno scelto questa accogliente location rispettando la tradizione che li vuole “itineranti” nell’organizzazione degli eventi (in passato hanno optato per “Collebrincioni, frazione dell’Aquila alle falde del Gran Sasso, poi per Bisegna, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo), facendo scoprire ai bikers regionali ed extra, amene località, talvolta poco conosciute o note solo per… sentito dire.

Il ritrovo della manifestazione è in piazza Aldo Moro, al centro del paese. Qui c’è una struttura comunale in cui gli atleti trovano efficienti spogliatoi e servizi igienici. Lo speaker annuncia che sarà possibile seguire la diretta della manifestazione sia sul web, sia alla modulazione di frequenza di Radio Monte Velino, emittente molto ascoltata nella Marsica.

Circa 100 i bikers alla partenza, pronti ad affrontare 35 chilometri e 1100 metri di dislivello descritti come “pedalabili”, “alla portata di tutti” sebbene con “diversi passaggi molto tecnici”. Le annunciate caratteristiche si rivelano perfettamente rispondenti alla realtà, perché il tracciato è un continuo saliscendi in cui la maggiore difficoltà (oltre al sole piuttosto cocente) è rappresentata dall’attenzione alla guida necessaria per i continui (e divertenti) single track e i repentini cambi di pendenza.

Dopo tre chilometri di salita asfaltata è posto un traguardo volante con relativo premio che il giovane stradista locale Marco Di Lorenzo (ASD Fortunato) conquista grazie ad una perentoria fuga iniziale. Terminata la prima asperità si porta avanti Antonio Carfagnini (MTB Scanno) che però al 5° chilometro sbaglia strada lasciando la testa della corsa a Giuseppe Musti. Carfagnini, rientrato sul percorso, recupera la seconda piazza, “vede” Musti ma rompe la terza catena stagionale ed è costretto al ritiro. Il Fenomeno di Castelvecchio, quindi, avanza spedito verso il sesto sigillo del 2010, mentre alle sue spalle è serrata la lotta per la seconda posizione. Prima sul “podio virtuale” ci sono Mastrantonio (X-Team Teramo) e Di Lorenzo, poi Zeverini e Di Cicco  recuperano sino alla descritta volata finale.

Il pranzo è a base di pasta al ragù e si svolge in piazza Aldo Moro, come le ricche premiazioni. Queste ultime sono precedute da una novità assoluta per una manifestazione di mountain bike: l’esibizione di una ballerina nella danza del ventre. La performance della piacente giovane, vestita nel tradizionale abito orientale, catalizza l’attenzione dei bikers che sembrano gradire molto la sorpresa post gara, utile al recupero forse più degli inflazionati massaggi o dei soliti bibitoni multivitaminici….            

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04 luglio 2010 Collarmele(AQ)

A Collarmele vince un pugliese (Delli Noci) secondo un molisano (Del Riccio), terzo un umbro (Peruzzi)

Mezza Italia sui “Sentieri dei Lupi”

Podio extraregionale, questa mattina, a Collarmele, nella V edizione della gran fondo “I sentieri dei Lupi”. Andrea Delli Noci, pugliese della “ASD GS Ciclica”, il molisano Carmine del Riccio, rappresentante del Gruppo Sportivo Esercito e Alessandro Peruzzi, umbro che difende i colori del Centro Bici Team, hanno infatti occupato i tre gradini del podio. Mirko Catone (X-Team Teramo) quarto ed Antonio Carfagnini (MTB Scanno) quinto sono stati gli Abruzzesi che hanno meglio difeso la… reputazione sportiva della Regione dall’assalto dei più quotati bikers del centro-sud Italia. Fra le donne ha trionfato la romana Cristiana La Rosa, dell’Associazione Pedalando, che ha preceduto la concittadina e compagna di squadra Claudia Cantoni. Maria Grazia Cornacchia, teatina del Bike Inside Team, ha occupato il terzo gradino del podio riservato al gentil sesso.

La gran fondo di Collarmele è inserita ne “I sentieri del Sole” e l’appartenenza ad un challenge nazionale ha avuto un certo effetto sia sul numero di iscritti, superiore a 170, sia sulla provenienza dei bikers, con quasi tutte le Regioni dell’Italia peninsulare rappresentate. Paesino marsicano raggiungibile agilmente, grazie all’autostrada, ad un tiro di schioppo dal centro abitato. La gara era valida anche quale prova unica del Campionato Provinciale Aquilano.

Ad organizzare la manifestazione è di nuovo l’Avezzano MTB, esattamente la “delegazione” di Collarmele/Pescina del sodalizio. L’evento è noto per essere il più… tecnologico del circuito regionale, dal momento che “servizi digitali”, quali la possibilità di scaricare la traccia GPS del percorso o l’opportunità di visualizzare i tratti salienti virtualmente, sono disponibili sin dalla prima edizione, quando la Rete non era ancora, come oggi, di… dominio pubblico. Anche lo standard organizzativo è notoriamente elevato: tutto l’ameno paesino si mette al servizio della manifestazione, con il centro cittadino chiuso per ospitare l’arrivo ed i giardinetti pubblici perfettamente attrezzati per pasta party e premiazioni. C’è anche il cronometraggio, curato dalla Timing Data Service.

Quando si parla della gara di Collarmele, ai bikers abruzzesi vengono in mente due cose: il parco eolico, all’interno del quale si svolge quasi tutta la gara, e i “gradini di Scafelle”, la mitica discesa in single track impegnativa, tecnica e tremendamente divertente. Rispetto allo scorso anno sono cambiate la prima salita, sostituita con un’erta più pedalabile, e parte dell’ultima ascesa, quella della Chiesetta degli Alpini, tolta perché eccessivamente sassosa. I chilometri complessivi sono 43, il dislivello prossimo ai 1200 metri.

Alla partenza Carfagnini indossa il pettorale numero 1, riservato al vincitore dell’ultima edizione, ma non è il favorito per la concorrenza extraregionale di qualità e per lo stato di grazia che sta vivendo Giuseppe Musti. Quest’ultimo, infatti, è il più attivo del gruppetto che, allo start, dopo un breve tratto a velocità controllata, rompe gli indugi. Il Fenomeno di Castelvecchio però non riesce a fare il vuoto perché Andrea Delli Noci si porta al comando ed allunga inesorabilmente. Lo stesso Musti, Del Riccio, Catone e Ferritto (campano della Giannini Bike’S), lo inseguono compatti, mentre poco più indietro Peruzzi e Carfagnini provano a rientrare dopo una partenza stentata. La seconda salita e i “gradini di Scafelle” rimescolano solo in parte le carte: Delli Noci procede spedito verso la vittoria, Del Riccio tiene alla grande (arriverà a soli 12 secondi dal vincitore) e Peruzzi rimonta sino alla terza posizione. Musti invece cala vistosamente, come lui Ferritto (giungeranno rispettivamente 7° e 10°). Catone, invece, completa la prova con un passo regolare, ottenendo l’ottima quarta piazza e distanziando di una trentina di secondi il corregionale Carfagnini, apparso tonico solo dopo l’ora di gara.

Un’abbuffata di dolcetti secchi e di anguria freschissima attende i bikers all’arrivo. Per una volta, è di gran lunga più gettonato l’ortaggio rispetto agli ottimi biscotti caserecci, a causa della calura che il perpetuo venticello di Collarmele (non a caso, qui, c’è il parco eolico) ha attutito solo parzialmente.

Il pranzo de “I Sentieri dei Lupi” è superlativo: il menu prevede pasta al ragù (leggera, per non creare imbarazzo fra gli atleti… rigorosi) e, addirittura, tris di secondi: coniglio alla cacciatora, salsiccia alla griglia e coscia di pollo al forno.

Le premiazioni sono ricche: a disturbarle, un intenso temporale. I bikers non hanno fatto in tempo a lamentarsi del primo caldo dell’estate che il cielo, quasi all’improvviso, è diventato cupo, abbassando la temperatura di una quindicina di gradi e ricordando a tutti che sui monti d’Abruzzo luglio è solo l’attesissimo periodo fresco dopo 11 mesi di freddo!           

CLASSIFICA GENERALE GRAN FONDO 

CLASSIFICA GENERALE PERCORSO CORTO

CAMPIONI PROVINCIALI L'AQUILA

ELMT  D'ALESSANDRO ANDREA AVEZZANO MTB ASD

M1       DELLA ROCCA PAOLO AVEZZANO MTB ASD

M2       CARFAGNINI ANTONIO MTB SCANNO ASD

M3       DI PAOLO BRUNO CICLISTICA L'AQUILA ASD

M4       CAMPANA ANGELO RAMPICLUB BARREA ASD

M5       GIARDINO ANTONIO CICLISTICA L'AQUILA ASD

M6       TULLIO PIO  CICLISTICA L'AQUILA ASD

MJ       TANTALO ROCCO VALLELONGA BIKE ASD

MW     TONTI MICHELA AVEZZANO MTB ASD

 

 

 

27 Giugno 2010-Rivisondoli (AQ)

Al “1° trofeo Rivisondoli”, organizzato dall’associazione Kiklos, show del campione Di Luca che “scorta” (a fatica) Musti verso la vittoria

Un giorno in bici con Danilo

Carfagnini e Campana sul podio. Percorso cross country bellissimo in una location di fama nazionale 

Ai 70 fortunati bikers che hanno partecipato questa mattina al “1° trofeo Rivisondoli”, rimarrà certamente impressa nella mente la manifestazione proposta dall’associazione “Kiklos”, e non soltanto per l’organizzazione perfetta, il percorso bellissimo e la location da favola. I 70 fortunati atleti, infatti, potranno dire di aver gareggiato con il campione Danilo Di Luca, che, per un giorno, è salito in sella ad una mountain bike ed ha scortato la testa della corsa per tutti i 6 giri del circuito, dando ovviamente spettacolo e calandosi perfettamente, con l’umiltà e l’umanità che gli sono riconosciute, nei panni dell’amatore. Peraltro il “Killer di Spoltore” ha dovuto faticare non poco per tenere la ruota del “Fenomeno di Castelvecchio”, Giuseppe Musti, vincitore della manifestazione. Alla gara ha partecipato anche un altro fuoriclasse abruzzese del pedale, Stefano Giuliani, negli anni ’80 temuto rivale di ciclisti del calibro di Lemond, Moser, Bugno e Rominger e, successivamente, campione europeo di mountain bike. Giuliani, colonna del team Kiklos, era fra gli organizzatori della manifestazione, alla cui “messa a punto” hanno contribuito gli oramai esperti ragazzi del Bike Inside Team.

Il ritrovo del “1° trofeo Rivisondoli” è in Piazza mentre tutto il post gara si svolgerà nello splendido stadio comunale, dotato di un campo da serie A e di servizi efficientissimi. Il cielo è grigio, la temperatura supera a stento i 10 gradi tanto che molti bikers indossano le giacchine “mezza stagione”. Nonostante il clima autunnale, Rivisondoli è accogliente: d’altronde siamo nella perla dell’Alto Sangro, dalla grande tradizione turistica.

Il pacco gara lascia senza parole: ci sono una pompa telescopica, un lubrificante spray, una camera d’aria, un set di prodotti per l’igiene intima, pasta DOP e vino DOC! Alla consegna viene da chiedersi se l’addetto alla distribuzione si sia sbagliato attingendo dai sacchetti con i premi per i vincitori di categoria…

Il percorso misura 5 chilometri e 180 metri di dislivello (come accennato, si effettueranno 6 giri, assommando circa 1100 metri di ascesa complessiva). Si tratta di un classico anello di “cross country olimpico” caratterizzato da una serie di strappi in pavé nel centro storico del paese (intervallati da scalinate e vicoli da “guidare”), una salita in erba durissima (punte del 20%), una discesa brecciosa da… andatura controllata ed un single track “funambolico” immerso nella pineta. Tutto molto bello, ma con un “tracciatore” come Giuliani c’era da aspettarselo…

Alla partenza Di Luca, un po’ per scherzo, un po’ per curiosità, si informa su chi sia l’uomo da battere. Qualcuno gli indica Musti, che però, un po’ per modestia, un po’ per scaramanzia, dice che, nonostante le sue clamorose, ultime performances, Carfagnini resta il più forte. E in effetti è l’atleta dell’MTB Scanno a portarsi in testa nel chilometro di salita asfaltata di “lancio”, utile a scremare il gruppo. Musti controlla, Di Luca avanza tranquillo. Alla tremenda salita in erba, il Fenomeno di Castelvecchio si alza sui pedali e parte a razzo. Di Luca deve impegnarsi per tenergli testa, mentre Carfagnini molla e sale del suo passo. Più indietro battagliano per la terza posizione Colaiacovo (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre), Di Lorenzo (Nepa Team Bike) e Campana (Rampiclub Barrea). La gara prosegue senza particolari scossoni di classifica mentre il pubblico, presente numeroso nelle stradine del borgo antico, è divertito dalle evoluzioni dei bikers e dalla performances del Campione di Spoltore, che accompagna Musti fino al fatidico taglio del traguardo. Carfagnini, secondo, arriva a circa tre minuti mentre Campana grazie ad un poderoso finale si piazza terzo. Fra le ragazze, ancora un successo per Maria Grazia Cornacchia (Bike Inside Team) che batte la sua compagna di squadra Antonella Di Santo e Roberta Baruzzi (Bicimania Fossacesia)  .

Il pasta party… parte con la porchetta: bikers ed accompagnatori la degustano con delle croccanti ciabatte di pane. Chi pensava che il pranzo si concludesse lì, si sbagliava. Infatti, quasi a sorpresa, arrivano due mega pentoloni di pasta al pomodoro, sempre gradita.

Compilazione delle classifiche e premiazioni sono quanto mai celeri.

L’evento sta per concludersi e Danilo Di Luca è ancora intento a scambiare opinioni e impressioni con i bikers, al pari di un comune amatore. Giuseppe Musti lo saluta e va via prima di lui mentre un altro appassionato si avvicina al Killer di Spoltore chiedendogli: “dicci, Danilo: ma il Fenomeno di Castelvecchio va davvero forte?”. Di Luca alza gli occhi, annuisce ed esclama laconico: “Frègate!”.   

         

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER MW

 

 

 

20 giugno 2010 Il campione nazionale estone vince il 4° trofeo Scai Sport Avventura di Antrosano

Martin Loo si prende la “Giostra”

Tracciato “olimpico” perfetto nonostante la pioggia. Grandi numeri (230 partenti) e consensi unanimi per la manifestazione dell’Avezzano MTB

Il campione nazionale estone Martin Loo (Infotre Lee Cougan) conquista il 4° trofeo Scai Sport Avventura di Antrosano, battendo sul filo di lana Giovanni Gatti (AS Roma Ciclismo). Il vincitore della scorsa edizione, Davide Di Marco, era saldamente in testa prima che una foratura a metà gara lo appiedasse. Questo l’esito della gara nazionale che si è tenuta questa mattina sulla bella collina di Antrosano, alle porte di Avezzano, una manifestazione che ha compiuto il fatidico salto di qualità con ben 230 atleti partenti. In contemporanea alla gara dei “grandi” si è svolta anche una tappa del “Promozionale Mountain Bike” Categoria Giovanissimi, approntato dall’associazione Abruzzo MTB, con circa 100 bambini entusiasti protagonisti.

Il trofeo Scai Sport Avventura è organizzato dall’Avezzano MTB ed oltre alla valenza nazionale, rappresenta la finale del Campionato Intersolidale e la 2ª prova del regionale cross country. Il sodalizio marsicano propone di nuovo l’ormai consolidato percorso di “cross country olimpico”, che i bikers lo scorso anno ribattezzarono “giostra di Antrosano”, per le caratteristiche tecniche tanto divertenti da annullare letteralmente la fatica. L’anello misura 7 chilometri e 280 metri di dislivello. La prima asperità è costituita da una salita in erba al 22% di un centinaio di metri, cui seguono una scalinata ed un tratto vallonato in single track. Poi c’è l’asperità più dura, uno strappo di mezzo chilometro con un cambio di pendenza “culminale” spezza gambe. Seguono ancora divertenti e variegati sentieri (memorabile un passaggio a zig zag nel castagneto) ed una clamorosa novità di quest’anno: il “bike park”, discesa in single track da… fiato sospeso, fatta di curve strette e tornate paraboliche, fondo compatto e passaggi in contropendenza. Il tutto con la città di Avezzano e l’alveo del Fucino sullo sfondo.

Unico neo della giornata, l’inclemenza del tempo. Dopo il periodo di sole e caldo appena trascorso, infatti, questa mattina il tempo riserva al centro Italia pioggia e temperatura da novembre inoltrato. Ma la giostra è perfettamente percorribile nonostante il meteo invernale, grazie al fondo ghiaioso e drenante. I brevi tratti fangosi si superano di slancio ed anche le discese restano sicure.

Le partenze, come da regolamento per le gare di cross country nazionali, sono scaglionate: partono prima gli amatori, che affrontano tre giri del circuito. Il favorito è Massimo Folcarelli (Pro-Bike) ma occhio all’Abruzzese DOC Giuseppe Musti, reduce da un clamoroso poker di vittorie in Regione. Allo start questi due atleti prendono decisamente il largo, con il “Fenomeno di Castelvecchio” che alle prime rampe spaventa il forte laziale, tenendogli testa. Folcarelli allunga a metà del primo giro e la sua sarà una cavalcata solitaria e vincente mentre Musti decide saggiamente di gestirsi. Una foratura però lo costringe ad una sosta prolungata, così il secondo posto è conquistato dal pugliese Graziano Notarangelo (NRG Bike). Terzo si piazza Vincenzo Della Rocca (campano della Cubulteria Bike), quarto e primo abruzzese, Antonio Carfagnini (MTB Scanno).

Gli atleti élite partono alle 12.00; dovranno compiere 4 giri anziché i 5 previsti all’origine a causa della pioggia battente. Il pubblico scalpita per vedere all’azione sulle rampe della Giostra i fuoriclasse delle “ruote grasse” e soprattutto il vincitore del 2009, Davide Di Marco (da quest’anno in forza all’AS Roma ciclismo). Questi scatta subito in testa ed affronta il primo strappo fuori sella, riuscendo a pedalare in piedi nonostante la pendenza al limite del ribaltamento e il fondo viscido. Dietro Gatti, Crisi (Hard Rock FRW) e Loo “vedono” il marchigiano e procedono compatti. Di Marco incrementa gradualmente il vantaggio grazie alla veemenza con cui affronta i muri in salita e alla guida da manuale nelle discese mozzafiato. Ma la sfortuna ci mette lo zampino: un sasso tagliente gli spacca il copertone, rallentandolo irrimediabilmente. La sfida per la vittoria a questo punto sarà Roma-Estonia, parlando in termini calcistici (fra un’oretta, d’altronde, giocherà la Nazionale). A contendersi la vittoria, cioè, sono Giovanni Gatti e Martin Loo, che la spunta per una trentina di secondi.

Anche fra le ragazze l’AS Roma Ciclismo è protagonista, grazie a Sabrina di Lorenzo, trionfatrice dopo un lungo testa a testa con  Claudia Andolina (Team Hiker).

Il pasta party della manifestazione, per le partenze scaglionate, dura quattro ore, dalle 12.00 alle 16.00. L’Associazione Culturale di Antrosano ed il locale Gruppo Alpini forniscono un servizio impeccabile, sincronizzando la cottura delle pietanze con la suddivisione delle griglie della competizione. La pasta al ragù in questo modo è sempre al dente e le salsicce arrosto ben calde.

Speaker ufficiale delle premiazioni è Gianni Nardella, i suoi compagni dell’Avezzano MTB gli stanno intorno visibilmente soddisfatti. I ragazzi del Presidente Gianluca Colabianchi hanno insistito con l’organizzazione di una gara di caratura nazionale in Abruzzo, puntando sulla bellezza del percorso e la qualità dei servizi e quest’anno, finalmente, anche i numeri gli hanno dato ragione. 

  

CLASSIFICA GENERALE   OPEN MASCHILE

CLASSIFICA DONNE ELITE

CLASSIFICA JUNIOR MASCHILE

CLASSIFICA JUNIOR FEMMINILE

CLASSIFICA ESORDIENTI ALLIEVI MASCHILE E FEMMINILE

 

CLASSIFICA GENERALE AMATORI

CLASSIFICA CATEGORIE AMATORI         MASTERWOMEN1       MASTERWOMEN2

 

 

 

 

Quarta vittoria consecutiva del “Fenomeno di Castelvecchio”. Carfagnini ancora secondo

Musti ad Archi cala il poker

Gli ottimi fratelli Cappella sono terzo e quinto, fra loro Barbonetti, quarto. Nella gara femminile nuovo dominio di Maria Grazia Cornacchia 

Splendida manifestazione questa mattina ad Archi, amena cittadina ubicata nel fondovalle Sangro, ad una decina di chilometri dal mare di Fossacesia. L’ennesimo appuntamento della mountain bike d’Abruzzo, in realtà, si è tenuto in contrada “Piane d’Archi”, che dispone di un efficientissimo centro sportivo, location perfetta dell’evento organizzato dall’associazione Bicimania di Fossacesia, che qui, nell’immediato entroterra, ha una piccola ma attivissima “delegazione” (con in testa i giovani Domenico Campini e Giuseppe Pugliese), che ha allestito uno strepitoso circuito di “cross country olimpico” ed una serie di impeccabili servizi. Per la cronaca, ha vinto per la quarta volta di fila Giuseppe Musti (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre), ribattezzato dal rivale di sempre, Antonio Carfagnini  -ancora una volta secondo- “Fenomeno di Castelvecchio”. Terzo, l’ottimo Michele Cappella (Nepa Team Bike), che sul filo di lana ha battuto l’atleta dell’Avezzano MTB Giuliano Barbonetti (ormai una realtà dell’XC regionale) e suo fratello Antonio (anch’egli del Nepa Team Bike). Fra le donne, ennesima affermazione della teatina Maria Grazia Cornacchia (Bike Inside Team). La sua compagna di squadra Antonella Di Santo e Michela Tonti (Avezzano MTB) hanno completato il podio riservato al gentil sesso.

Si diceva di Piane d’Archi: il borgo, velocemente raggiungibile dalla Val di Sangro, pur accogliente e grazioso, non è conosciutissimo, cosicché i ragazzi dell’organizzazione disseminano la superstrada di indicazioni su come raggiungere la location (ed è questo un significativo segno di efficienza). Tutti i servizi resi ai bikers si concentrano in un centro sportivo dotato di campi sintetici, ampio parcheggio e, soprattutto, di un palazzetto con moderni spogliatoi e servizi igienici. I tavoli per il pasta party sono pronti per rifocillare i circa 100 atleti iscritti mentre una folta schiera di volontari già lavora sulle materie prime alimentari buone per preparare pietanze che s’annunciano allettanti.

Molti bikers effettuano il riscaldamento provando il percorso di gara. Si tratta, come accennato, di un “cross country olimpico” puro, duro ma altamente spettacolare, che misura 7 chilometri esatti e ben 320 metri di dislivello (gli uomini dovranno ripeterlo per quattro volte, accumulando pertanto 1300 metri di ascesa complessiva). La prima parte dell’anello è contraddistinto da una lunga ma discontinua salita, con pendenze prossime al 25%. La seconda metà è un susseguirsi di saliscendi fra campi ed insediamenti rurali. Numerosi i single track (lisci come velluto), immersi nei boschetti di macchia mediterranea che compaiono di tanto in tanto fra ridenti vigneti ed oliveti. La ricognizione è opportuna perché, come si conviene al cross country propriamente detto, alcune ripide rampe sono poste dopo le discese, con conseguente rischio di cambiate repentine spezzacatena.

La gara è valida quale quinto appuntamento del campionato regionale società e prova unica del campionato provinciale di Chieti.  

Il favorito d’obbligo è Giuseppe Musti, reduce da tre successi consecutivi. Carfagnini proverà ad insidiarlo ma sa bene che più che sul proprio motore –a disagio sui percorsi “nervosi”– dovrà sperare che il primo caldo dell’estate ingolfi il quattro cilindri del giovane scalatore. Questi tuttavia dimostra subito di non patire l’afa e va in fuga sin dallo start ufficiale. Carfagnini procede regolare mentre più staccato è Leonardo Peluso, ben messo prima che una foratura lo costringa al ritiro. Al termine del primo giro Musti ha già 1’15’’ di vantaggio sull’atleta dell’MTB Scanno, che al secondo passaggio però recupera circa mezzo minuto. Lo scalatore di Castelvecchio tuttavia non cede, tornando a volare nella seconda metà della gara e fermando il cronometro ad un’ora e 39’. Carfagnini giunge con tre minuti di ritardo, Cappella chiude il podio.

Le invitanti premesse culinarie della mattina si concretizzano in una pasta al ragù da… “tre forchette”. Un inedito stinco di agnello al forno, pomodori in insalata e frutta fresca a volontà rendono il menu degno della più sfarzosa cerimonia. Durante il pranzo e le successive, ricche premiazioni in molti si congratulano con la “delegazione di Archi” della Bicimania, capace di organizzare la prima edizione di una manifestazione che i 100 fortunati presenti ricorderanno con piacere.    

Domenica prossima l’appuntamento è ad ANTROSANO DI AVEZZANO, gara del CALENDARIO NAZIONALE XCO/XCM 2010 e FINALE DEL CAMPIONATO INTERSOLIDALE XCO 2010. Lo spettacolare percorso, ribattezzato "Giostra di Antrosano" (una giostra mozzafiato,talmente sfiziosa che i 280 mt di dislivello quasi non si avvertono A.C.), quest'anno si avvale di una "Nuova Attrazione" un Bike Park in discesa nel bosco che sostituisce la "ciocca del lupo".      info: www.avezzanomtb.it

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER MW AL MJ

 

 

6  giugno 2010

Terza vittoria consecutiva per il giovane scalatore nella “classica” di Torino di Sangro. Grandi e Carfagnini sul podio

Musti non si ferma più

Ci sono manifestazioni sportive che si affermano, negli anni, per l’organizzazione impeccabile e per alcune peculiarità che le caratterizzano. Si tratta delle cosiddette “classiche”, come il memorial “Donato Iezzi”, andato in scena questa mattina nella splendida lecceta di Torino di Sangro, la location della manifestazione cara ai bikers abruzzesi e non solo, per le caratteristiche ambientali uniche e il clima salubre, fra la foresta di “quercia sempreverde” e il blu del mare Adriatico. Ha vinto ancora Giuseppe Musti (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre), giunto al terzo successo consecutivo in questo straordinario 2010, battendo il veronese Alessandro Grandi e il “regolare” Antonio Carfagnini (MTB Scanno). Fra le donne, ennesima affermazione della teatina Maria Grazia Cornacchia (Bike Inside Team).

 

La manifestazione è ospitata dal Camping Sangro, immerso, appunto, nella lecceta, su un colle con vista mozzafiato sul mare. Iscrizioni, docce, premiazioni e pasta party, i servizi pre e post gara insomma, vengono forniti nelle efficienti strutture del campeggio. L’evento, giunto all’ottava edizione, è intitolato alla memoria di Donato Iezzi, compianto Sindaco di Torino di Sangro. Ottima la partecipazione di bikers, con oltre 150 iscritti. D’altronde, come accennato, lo standard organizzativo è notoriamente elevato (il Ciclo Club Torino di Sangro, società organizzatrice, non lascia nulla al caso), la descritta location è di fama nazionale e il clima è finalmente estivo, con il cielo terso e la temperatura solo di poco superiore ai venti gradi centigradi.

Al nastro di partenza non mancano gli atleti regionali più in forma e i soliti, agguerriti molisani e pugliesi, che qui, nell’Abruzzo Meridionale, giocano quasi in casa. C’è anche Alessandro Grandi, veronese del team Todesco che vinse il Memorial nel 2008 battendo Carfagnini, trionfatore nel 2009. Il via ufficiale è sulla strada Provinciale: scatta in testa Musti che prova subito a fare il vuoto. Carfagnini lo insegue ma, complice una doppia caduta, non regge il ritmo forsennato dello scatenato scalatore subequano. Grandi, a sua volta, aggancia lo Scannese: il duo compie tutto il primo giro appaiato, con Musti avanti di mezzo minuto. La seconda ed ultima tornata (il circuito misura 20 chilometri, da ripetersi appunto due volte, e 400 metri di dislivello) non muta la situazione. Il giovane fuggitivo, infatti, procede spedito verso la vittoria, incrementando anzi il vantaggio, all’arrivo superiore ai due minuti. Secondo è Grandi, che d’un soffio batte Carfagnini.

Le docce sono efficienti ma qualcuno preferisce un tuffo in piscina. Il pasta party prevede tagliatelle con i fagioli (la pasta fresca, prima della cottura, è depositata su una spianatoia che i bikers ammirano in diretta) e porchetta (affettata, ovviamente, sul posto). Pomodori in insalata e frutta fresca completano il menu. Le premiazioni sono celeri: vengono distribuiti doni a tantissimi bikers, fino ai decimi classificati delle categorie più numerose. Alle 15:00 la manifestazione si chiude ufficialmente ma non tutti lasciano subito Torino di Sangro: il mare, infatti, è irresistibile e molti si trasferiscono nel vicino lido. Un pomeriggio di relax in spiaggia ed un bagno nelle tiepide acque dell’Adriatico aiutano a smaltire la sofferenza della sfacchinata mattutina. 

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MW AL

 

 

 

2  giugno 2010

A Farindola spettacolare “cross country olimpico”. Carfagnini, 2° per la terza volta di fila, battuto di nuovo dal giovane scalatore

Musti bis due giorni dopo

Il “cross country olimpico” è una specialità della mountain bike che si corre su un circuito di 5-10 chilometri, contraddistinto da salite brevi e discese altamente tecniche. Questi attributi “universali”  caratterizzavano anche lo spettacolare circuito allestito dai ragazzi dell’associazione “Abruzzo MTB New Exploring” in occasione del VII Trofeo “Città di Farindola”, che si è corso questa mattina nell’ameno centro dell’alta collina pescarese, posto sotto le pendici orientali del Gran Sasso d’Italia, fra ridenti uliveti e vigneti ma ad un tiro di schioppo da Campo Imperatore. Ha vinto di nuovo Giuseppe Musti (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre), bissando il successo di domenica scorsa a Capistrello e battendo ancora il “rivale di sempre” Antonio Carfagnini, secondo assoluto per la terza volta consecutiva. Terzo gradino del podio per il sempre verde Angelo Campana (Rampiclub Barrea).

La gara di Farindola è valida quale prima prova del Campionato Regionale “Cross Country” e Prova Unica Campionato Provinciale di Pescara. La location, per l’occasione, è trasferita in paese dopo che per tre anni consecutivi si era corso in un collaudato anello un po’ distante dal centro abitato. Il tracciato attuale non è però del tutto inedito perché, almeno in parte, ricalca quello delle prime edizioni. Dopo una salita di lancio di 4 chilometri circa, si entra  nel centro storico di Farindola, percorrendo una scalinata ed un impegnativo tratto in pavé. Il successivo chilometro, in single track, è vallonato; poi si affrontano, uno dopo l’altro, tre durissime salite con punte del 24% di pendenza, intervallate da brevi tratti che consentono solo ai cuori più allenati di tornare ad una frequenza… accettabile. Nella seconda parte dell’anello ci sono due divertentissime discese in single track ed una salita in asfalto che riconduce in paese. Il circuito misura 5 chilometri esatti e 200 metri di dislivello.

Gli iscritti sono una novantina. I più forti abruzzesi ci sono tutti e si rivede in sella ad una mountain bike anche Andrea Pace (Spoltore Immobiliare.com), giovane aquilano imprendibile su strada (quest’anno ha già vinto due gare). Allo start ufficiale, preceduto da un tratto a “velocità controllata”, Pace prova l’allungo ma Carfagnini e Musti lo tallonano. Il terzetto distanzia il resto del gruppo e procede compatto sino al primo “muro”, su cui Musti sfodera un allungo dei suoi, scattando fuori sella mentre i compagni di fuga arrancano col “rampichino”. Carfagnini, però, procede regolare, evitando di andare fuori giri come domenica scorsa e limita il distacco ad una ventina di secondi mentre Pace, complice un problema al cambio, si attarda. La tattica “accorta”, tuttavia, non consente allo Scannese di riacciuffare il fuggitivo ma solo di ottenere agilmente la piazza d’onore, contenendo ad un minuto e mezzo il distacco finale da uno scatenato Giuseppe Musti.

Fra le ragazze trionfa Monika Mancini (Cerrano Outdoor). Maria Grazia Cornacchia (Bike Inside Team) e Annalisa Castricone (Avezzano MTB) completano il podio.

Il pranzo si svolge in un’accogliente struttura sportiva coperta e prevede la sempre gradita pasta al sugo, il prosciutto crudo e dei pomodori in insalata. Letteralmente prese d’assalto le crostate, alla marmellata e alle mele.

Meno celeri del pasta party risultano essere le premiazioni, a causa di una compilazione delle classifiche un po’ problematica. La manifestazione si chiude alle 16.00 dopo 8 ore di sport genuino baciate anche dal sole, nonostante i bollettini meteorologici promettessero pioggia, freddo e vento da nord.            

CLASSIFICHE (O QUALCOSA DI SIMILE)

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5 MOVER MW MJ JU AL ES

 

 

 

30 Maggio 2010

A Capistrello lo scalatore Subequano batte tutti

Musti ai Piani va fortissimo

Dominio di Giuseppe Musti al Trofeo “Piani della Renga”, gara di “cross country olimpico” che si è corsa questa mattina nella località montana, in Comune di Capistrello, da cui la manifestazione prende il nome. L’atleta della Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre ha battuto il rivale di sempre, Antonio Carfagnini (MTB Scanno), giunto secondo, e Lucio Mastrantonio (X-Team Teramo), terzo assoluto. L’evento, valido quale seconda prova dell’Abruzzo Cup, è stato organizzato dall’Avezzano MTB, in collaborazione con la Cooperativa Co.La.P che gestisce  il “Rifugio del Principe”, accogliente ostello ubicato in località Renghetta, ai margini dei Piani, a 1400 metri di quota. Nella struttura, dotata di un ampio parco, si sono svolte tutte le operazioni pre e post gara, mentre sulla vicina carrareccia è stato posizionato l’arco gonfiabile di partenza ed arrivo.

La location del Trofeo è il “pezzo forte” della manifestazione. I Piani della Renga, infatti, sono bellissimi: si tratta di un’area coperta da dense ed estese faggete in cui, di tanto in tanto, si aprono ampie e dolci radure. Siamo nel cuore dei monti Simbruini, la catena posta lungo il confine della Regione (il Lazio è vicinissimo, oltre la linea di cresta), boscosa, con le cime arrotondate, che si prestano ottimamente alla pratica della mountain bike grazie alle tante mulattiere e strade forestali e ai dolci pendii. L’anello di 9,5 chilometri (da ripetersi tre volte) si snoda in questo magnifico contesto di media montagna, fra i 1350 e 1500 metri sul livello del mare. Si entra ed esce continuamente dal bosco, affrontando strappi erbosi da “rampichino” e salite sterrate pedalabili, insidiose discese in single track e spettacolari mulattiere con tanto di svolte e curve paraboliche. I metri di dislivello complessivi sono meno di 1000, ma i continui cambi di pendenza e il ritmo altissimo (tipico delle prove cross country) rendono la prova piuttosto dura.

Al nastro di partenza ci sono circa 70 atleti, abruzzesi e laziali soprattutto. Il lotto dei favoriti comprende Carfagnini e Musti, i due abruzzesi più in forma che domenica scorsa a Scanno hanno tenuto testa all’ex Campione del mondo Master Massimo Folcarelli, piazzandosi secondo e terzo. Occhio anche al reatino Giovannelli e al duo targato X-Team Teramo, Mastrantonio-Zeverini. Al via, esattamente come sette giorni fa, è Carfagnini che prova a fare il vuoto. Musti lo tallona e i due, come in un film già visto, se ne vanno. Ma questa volta il giovane di Castelvecchio contrattacca sul primo muro utile, riuscendo a distanziare nettamente lo Scannese, meno brillante rispetto alle ultime prove. Al termine del primo giro Musti ha un vantaggio già prossimo al minuto, che triplica all’arrivo. Carfagnini può solo limitarsi a difendere la piazza d’onore dalla rimonta dell’ottimo Mastrantonio. Quarto si piazza uno scatenato Giuliano Barbonetti, della società organizzatrice, quinto è il sempre tonico Zeverini. Prima ed unica ragazza, Annalisa Castricone, anch’essa tenace avezzanese.

Il pasta party è offerto dai ragazzi dell’ostello mentre i bikers dell’Avezzano MTB elaborano le classifiche in vista delle premiazioni. E’ il Presidente dello storico team marsicano, Gianluca Colabianchi, che enuncia gli atleti meglio piazzati cui spettano i ricchi premi “in natura”.

L’appuntamento, ora, è per mercoledì a Farindola. La festività del 2 giugno, infatti, ha consentito di inserire una manifestazione infrasettimanale che metterà a dura prova la capacità di recupero dei bikers. Basteranno due giorni per smaltire le tossine accumulate nella divertente ma intensa gara di Capistrello?   

 

 

 

 

 

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5 MOVER MW MJ

 

23 maggio 2010 

350 in festa alla marathon degli Stazzi

A Scanno tanti iscritti e consensi unanimi per il nuovo percorso di 60 km. Vittoria di Folcarelli e Monika Mancini

350 partenti, una bella giornata di sole, organizzazione perfetta con 150 volontari dislocati lungo il percorso: sono questi gli elementi essenziali che hanno caratterizzato l’intensa giornata di sport  vissuta questa mattina a Scanno (AQ), in occasione della settima edizione della marathon “degli Stazzi”. In particolare, ha riscosso grande successo l’inedito percorso di 60 chilometri, risultato pedalabile, alla portata di tutti, nonostante i 1800 metri di dislivello, “digeriti” bene dai bikers per il fondo perfetto di strade e sentieri, la pendenza delle salite mai eccessiva e il contesto ambientale da favola, fra i monti del Parco Nazionale d’Abruzzo, la Foresta Demaniale “Chiarano-Sparvera”, il centro storico di Scanno ed il lago omonimo, l’unico naturale della Regione. Ha vinto Massimo Folcarelli (Pro-Bike), spuntandola su Antonio Carfagnini, atleta dell’MTB Scanno, società organizzatrice dell’evento; terzo, Giuseppe Musti, tenace scalatore della Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre.

Il ritrovo della manifestazione è al Palazzetto dello Sport, efficiente struttura in cui i bikers ritirano il pacco gara sin dal sabato pomeriggio. Sì, perché in molti scelgono di trascorrere a Scanno l’intero fine settimana, tanto che le stradine del centro storico (molto caratteristico - il paese è nel club dei “borghi più belli d’Italia”- ), da venerdì sono tutto un brulicare di bikers, familiari ed accompagnatori. Il meteo concede in extremis una tregua, dopo giorni e giorni di pioggia che costringono gli organizzatori ad apportare due lievi modifiche al percorso per evitare i tratti a rischio fango. A metà settimana, peraltro, ai 1817 metri sul mare del G.P.M. del monte Genzana, era ricomparsa la neve, che i bikers avranno modo di osservare in qualche residua chiazza che il sole non ha fuso in tempo...

La partenza, a velocità controllata, avviene dalla piazza centrale di Scanno. Le auto di Carabinieri e Forestale scortano il folto gruppo sino al bivio di Frattura, in cui c’è lo start ufficiale. Apre le ostilità Carfagnini, che scatta in testa tallonato da Musti. Per 2 dei 15 chilometri della salita iniziale, Folcarelli, ex Campione del Mondo Master, sta a ruota dei due abruzzesi più in forma, poi apre il turbo e se ne va. Al paesino di Frattura, dopo 7 km, l’atleta di Anzio passa con 1 minuto di vantaggio su Carfagnini e Musti, che a loro volta hanno già distanziato il gruppo di 3 primi abbondanti. La situazione resta immutata lungo tutta l’ascesa, che consente ai bikers di ammirare in una visione quasi aerea il Lago di Scanno, i monti del Parco Nazionale e mezzo Abruzzo. Atleti che poi si tuffano nell’altopiano di Chiarano e nella successiva discesa di Valle Cupa. Qui Folcarelli incrementa il vantaggio su Carfagnini, che a sua volta stacca Musti. La salita di Jovana, il passaggio ai margini della riserva integrale di Ferroio (dove l’orso è di casa…) e i single track tecnici che riconducono a Scanno, non mutano la situazione del podio. Folcarelli, infatti, trionfa in 2 ore e 32 minuti, anticipando di 7 minuti l’idolo locale Carfagnini; terzo è il brillante Musti, a 10 minuti dal primo. Fra le donne che hanno scelto il marathon, domina Monika Mancini (Cerrano Outdoor) su Maria Grazia Cornacchia (Bike Inside Team) e Maria Pennacchietti (Speedy Sport). Ragazze numerosissime e incitate allo spasimo dal gran pubblico presente lungo il pecorso.

Nel tracciato Gran Fondo, di 37 chilometri e 1150 metri di ascesa, prevale Gianni Panzarini (Drake Bike Cisterna) in 1 ora e 52 minuti. Secondo gradino del podio per Paolo della Rocca (Avezzano MTB) mentre terzo giunge Francesco Polidori (Biciclo New Limits). Numero uno delle ragazze della Gran Fondo è Maria Adele Tuia (Pro-Bike); Carla Di Giuseppe (X-Team Teramo) e Alessandra Baroncini (Biciclo New Limits) si piazzano rispettivamente seconda e terza.

I bikers all’arrivo possono subito rifocillarsi con i prodotti tipici locali (marmellate, dolci secchi, salumi, formaggi) distribuiti negli stands allestiti in piazza. Poi tutti si trasferiscono di nuovo al Palazzetto per il pranzo, veloce ed abbondante nonostante i circa 700 pasti serviti. Il cronometraggio della Timing Data Service rende possibile una celere pubblicazione delle classifiche, sempre attesissime dai bikers. Le ricche premiazioni, infine, sono aperte dal discorso del Presidentissimo dell’MTB Scanno, Mario De Vincentis, che ringrazia i 350 bikers, le Istituzioni, il pubblico (definito “degno di un tappone del Giro d’Italia”) e soprattutto i 150 infaticabili che hanno permesso di stabilire un nuovo record assoluto per una manifestazione ciclistica: la presenza di 1 volontario per ogni 2 atleti partenti!      

 

CLASSIFICA GENERALE MARATHON   CLASSIFICA GENERALE GRAN FONDO

 

 

 

16 maggio 2010 La montagna di Sulmona a Carfagnini

Il biker dell’MTB Scanno vince la bella gran fondo degli Eremi Celestiniani, organizzata dalla Green Bike di Raiano

La mountain bike abruzzese è salita di nuovo sul Morrone. Si è disputata oggi, infatti, la gran fondo degli Eremi Celestiniani, con partenza ed arrivo a Sulmona, caratterizzata dalla lunga salita al “Colle delle Vacche”, sulle pendici del monte Morrone appunto, il rilievo peligno che alle straordinarie prerogative ambientali assomma peculiarità storiche ed antropologiche uniche. Ha vinto di nuovo Antonio Carfagnini, bissando il successo di due settimane fa a Popoli, quando trionfò nella marathon che comprendeva anch’essa la salita del monte Morrone, lungo la carrareccia che oggi i bikers hanno percorso in discesa.  Stessa montagna, dunque, stesso vincitore e, dulcis in fundo, medesimi secondo e terzo classificati, Giuseppe Musti e Matteo Colaiacovo, entrambi del Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre.

La gran fondo degli Eremi Celestiniani è stata organizzata dalla Green Bike, che ha trasferito la logistica della manifestazione a Sulmona dopo aver proposto per 8 anni la gran fondo in quel di Raiano, cittadina dove ha sede l’attivissimo sodalizio. Per l’occasione, il Presidente Vittorio D’Andrea ed i suoi collaboratori hanno ottenuto il sostegno dell’Europa Park Hotel, la storica struttura ricettiva sulmonese che ha ospitato l’evento. Le consuete  operazioni preliminari (iscrizioni e ritiro pacchi gara) si sono svolte nell’ampio parco dell’albergo, comprendente un comodo parcheggio ed un viale privato in cui è stato posizionato l’arco gonfiabile dell’arrivo.

Si diceva del Morrone, la montagna “Sacra” d’Abruzzo, che con i suoi rispettabilissimi 2061 metri di altezza, la varietà di ambienti, le faggete, la ricca fauna selvatica, non sfigura nemmeno al cospetto della vicina ed… ingombrante Maiella. Ma il Morrone deve la notorietà soprattutto per aver ospitato Celestino V, il Papa del “gran rifiuto” dantesco, che nel 1294, dopo un breve pontificato, si dimise dall’incarico, tornandosene nel suo eremo del Morrone, da cui, 800 anni dopo, avrebbe preso il nome una gara di mountain bike.

Il percorso si rivela eccezionale: dalla Badia (frazione di Sulmona) si compie prima un percorso intorno all’eremo di Celestino (con una salita ed un lungo single track vallonato), cui fa seguito la lunga ascesa verso i 1100 metri del Colle delle Vacche, prima lungo la pedalabile strada bianca, poi attraverso un sentiero forestale immerso nella pineta. Discesa (in parte tecnica, in parte scorrevole) verso il centro storico di Roccacasale, ancora brevi salite (con passaggio in un’interessante area archeologica) e ritorno pianeggiante all’Europa Park Hotel. 35 chilometri esatti con ben 1260 metri di dislivello.

Il via è alle 9.30 in punto. La pioggia si intravede all’orizzonte ma risparmia Sulmona e dintorni. Il cattivo tempo dei giorni scorsi non desta preoccupazione perché le strade sono brecciose e non c’è pericolo fango.  Il gruppo dei circa 100 bikers si sfilaccia subito, alla prima asperità. Musti e Carfagnini scattano in testa e guadagnano un ampio margine. Lo scalatore Subequano appare più brillante, tanto che all’inizio della salita delle Vacche prende 100 metri allo Scannese. Il distacco fra i primi due non supera mai i 15 secondi, segno che quello di Carfagnini, più che un cedimento fisico, è un accorgimento tattico. Il biker dell’MTB Scanno, infatti, all’inizio del single track ricuce lo strappo e supera Musti in un impegnativo tratto a piedi. L’azione è talmente veemente che allo scollinamento  il vantaggio del vincitore di Popoli è già prossimo ai due minuti. Colaiacovo, poi, sfruttando le notevoli doti di discesista e la conoscenza del percorso (abita nella vicina Pratola Peligna), a Roccacasale raggiunge Musti. Ma questi ha uno scatto d’orgoglio e se ne va di nuovo. Più avanti, intanto, Carfagnini vola verso la seconda vittoria stagionale, tagliando il traguardo in 1 ora e 48 minuti. Musti, secondo, accusa un ritardo di 3 minuti ma riesce a distanziare Colaiacovo di 60 secondi netti.

Fra le donne trionfa Maria Grazia Cornacchia, teatina del Bike Inside Team che ha avuto la forza di affrontare il percorso lungo.

Il pasta party non è… a sorpresa, dal momento che gli organizzatori hanno svelato in anticipo il menu sul sito Internet societario. E che menu! Le pietanze –antipasto all’italiana, tortiglioni all’arrabbiata, farfalle salsiccia e zafferano, arista al forno, piselli in umido– si rivelano degne delle quattro stelle dell’hotel che ospita la manifestazione e che si è occupato di allestire il pranzo. Ricchissime altresì le premiazioni, aperte dal discorso di un amico della Green Bike che ha ricordato la figura e le gesta del grande Celestino.

Domenica prossima l’appuntamento è a Scanno per la settima marathon degli Stazzi. Gli organizzatori contano di superare i quattrocento iscritti nella rinnovata manifestazione, che per la prima volta propone due percorsi inediti, uno di 60 e l’altro di 40 chilometri. La montagna vera sarà di nuovo protagonista assieme agli appassionati delle “ruote grasse” d’Abruzzo e di mezza Italia.            

GALLERIA FOTOGRAFICA GF EREMI CELESTINIANI

 

CLASSIFICA GENERALE  

CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5 MOVER MW MJ

 

 

 

 

 2 maggio 2010 A Popoli Carfagnini (MTB Scanno) vince una grande marathon

La mountain bike abruzzese

doma il Morrone

60 chilometri e 2000 metri di dislivello: questi i numeri della Marathon del Morrone, terzo appuntamento della stagione 2010 della mountain bike abruzzese che si è corsa questa mattina a Popoli. Una gara altamente spettacolare, dura, durissima ma pedalabile, alla portata di tutti. A vincere è stato Antonio Carfagnini, dell’MTB Scanno, che ha battagliato a lungo con il campano Vincenzo Della Rocca, messo fuori gioco da una foratura e giunto infine 11°. Secondo si è piazzato lo scalatore subequano Giuseppe Musti, della Cicli Sport Mania- Aquile Azzurre, società organizzatrice della manifestazione che ha piazzato sul podio un ulteriore atleta, Matteo Colaiacovo, passista di Pratola.Il ritrovo della manifestazione di Popoli è al centro della cittadina. Si parla di “prima edizione” solo perché la trasformazione in marathon è una novità di quest’anno. In realtà a Popoli le ruote grasse sono di casa e la gara si annovera fra le decane d’Abruzzo. Le iscrizioni si effettuano sotto lo striscione d’arrivo mentre docce, pasta party e premiazione si concentreranno agli impianti sportivi, accoglienti e ben tenuti.

Il percorso, dicevamo, si preannunciava bellissimo e non ha deluso le aspettative. La prima salita è quella del Castello Cantelmo: 4 chilometri al 7-9% prima di un single track tecnicissimo che conduce di nuovo in paese. La seconda erta è quella più temuta: lunga, lunghissima, attraverso la Riserva della Forestale (affianco ai recinti che ospitano branchi di cervi e caprioli), passando per il Beato Mariano, fino al mitico Colle delle Vacche. Discesa, poi, veloce verso il piano Peligno, attraversamento dei vicoli del centro storico di Roccacasale ed ancora salita, di nuovo verso il Beato Mariano. La discesa finale è di nuovo quella del Castello, con passerella lungo il Corso di Popoli, tradizionalmente gremito di tifosi ed appassionati. Insomma, una gara in cui non manca davvero nulla, valida peraltro quale prova unica del campionato regionale Marathon.

Al nastro di partenza ci sono circa 150 bikers: c’è l’Abruzzo al gran completo e non mancano i soliti agguerriti innesti laziali, campani, pugliesi e molisani. C’è anche Claudio Vandelli, ex professionista che vanta nel palmarès diverse grandi classiche del nord, fra cui alcune edizioni della blasonata Rampilonga. Il ritmo alla partenza è meno forsennato del solito: spaventano (a ragione) i 60 chilometri e la… tripla visita al Morrone. Dopo lo start lanciato, guidano il plotone Giuseppe Musti, Antonio Carfagnini e Vincenzo Della Rocca; Vandelli (che veste i colori dell’X-Team Teramo) conduce per i primi tre chilometri, poi preferisce salire regolare, attestandosi attorno alla decima posizione. Il terzetto di testa imbocca la seconda salita con un vantaggio già considerevole. Al 10 chilometro Della Rocca si avvantaggia di una ventina di secondi mentre Musti e Carfagnini  “vedono” il campano senza ricucire lo strappo. La situazione non muta sino alla discesa successiva al Colle delle Vacche, in cui Carfagnini stacca Musti e si riavvicina a Della Rocca, che a denti stretti guida anche sull’ultima erta, prima che una spina galeotta non gli atterri irrimediabilmente la ruota posteriore. Carfagnini, quindi, ha la strada spianata per il primo successo stagionale; a sei minuti giunge Musti che annulla la rimonta di Colaiacovo per 1 minuto.

Fra le donne vince nettamente la pescarese Monika Mancini mentre nel percorso corto domina Mario Parmegiani, atleta di casa.

A dominare il prazno è, invece, l’ottima pasta al pomodoro confezionata dall’efficientissimo staff organizzativo. Affettati e formaggio come secondo piatto, dolcetti secchi a iosa per rimpinguare le riserve di glicogeno messe a dura prova dalle tre ore abbondanti di gara.

Cerimonia di premiazione tripla: salgono, infatti, sul podio tutti protagonisti del percorso lungo, quelli del tracciato ridotto ed i campioni regionali marathon.

MW MANCINI MONICA MANUELA Amici della Bici Junior Spoltore; ELMT MUSTI GIUSEPPE Sportmania Aquile Azzurre; M1 MASTRANTONIO LUCIO X-Team Teramo; M2 CARFAGNINI ANTONIO Mtb Scanno; M3 CAPPELLA MICHELE Nepa Glm Team Bike; M4 CAMPANA ANGELO Rampiclub Barrea ; M5 MARFISI ANTONIO Jolly Mtb Lanciano MOVER TULLIO PIO Ciclistica L'Aquila.

La preannunciata pioggia, intanto, tarda, consentendo al movimento abruzzese della mountain bike di intrattenersi piacevolmente a Popoli sino al pomeriggio inoltrato. L’appuntamento con l’amena cittadina è per l’anno prossimo mentre le ruote grasse regionali transiteranno di nuovo sul monte Morrone fra due settimane, in occasione della gran fondo degli Eremi Celestiniani. Domenica prossima, quindi, riposo, poi ancora su e giù per le montagne d’Abruzzo.

 

 CLASSIFICA GENERALE MARATHON   CATEGORIA ELMT  M1  M2  M3  M4  M5 MOVER MW

CLASSIFICA GENERALE GRAN FONDO

 

 

 

25 APRILE 2010 - Al laziale Francesco Rea la gran fondo “Iron Bikers”

A Lanciano c’è la Fiera

ma la festa è delle bike!

Francesco Rea, del Ciclo Club Sora, trionfa alla gran fondo “Iron Bikers” di Lanciano, secondo appuntamento  della stagione abruzzese della mountain bike. L’atleta laziale ha battuto Mirko Catone ed Antonio Carfagnini, rispettivamente dell’X-Team Teramo e dell’MTB Scanno. Circa 150 i bikers iscritti alla bella manifestazione organizzata dal club Frentano, da cui l’evento stesso prende il nome. Gara divenuta appuntamento fisso del calendario regionale.

Il ritrovo della manifestazione è al palazzetto dello sport di via Federico Masciangelo ed è, questa, una novità, dettata dalla concomitanza della gara con la celebre Fiera dell’Agricoltura di Lanciano, che richiama migliaia di operatori del settore rurale e paralizza il centro cittadino. Il Presidente Roberto di Campli e i suoi collaboratori così, hanno deciso di spostarsi in periferia, in un’infrastruttura, peraltro, accogliente e dotata di ampio parcheggio. Un ulteriore inconveniente a cui gli organizzatori hanno fatto fronte efficacemente è il fondo del percorso, a rischio impraticabilità per il fango dovuto alla pioggia caduta abbondante nei giorni scorsi. Ma il percorso (38 chilometri e 1050 metri di dislivello) è stato tempestivamente ritoccato nei punti eccessivamente viscidi. Nonostante ciò, i 150 atleti hanno affrontato una gran fondo definita unanimemente spettacolare, varia, tecnica, con passaggi divertenti nei rari sottobosco della zona. L’organizzazione delle gare “point to point” in collina, già richiede lo sforzo aggiuntivo della ricerca di passaggi idonei al transito delle mountain bike in un contesto ambientale densamente urbanizzato, figurarsi poi quando ci si mette pure l’inclemenza del tempo!

Le operazioni “preliminari” (iscrizioni e verifica tessere) si svolgono celermente, merito soprattutto del nuovo software di gestione dati messo a punto da Riccardo Sgammotta, biker dell’Avezzano MTB che assomma alle buone doti atletiche, delle conoscenze informatiche fuori dal comune.

Il gruppo dei ciclisti in gara compie un breve trasferimento guidato verso il punto ove è posizionato il nastro di partenza, non prima di aver ricevuto la benedizione del parroco del quartiere Santa Rita, che in questa tiepida domenica di primavera ospita il mondo delle ruote grasse abruzzesi.

Lo start è fulmineo! I bikers affrontano velocissimi la prima salita asfaltata, lunga circa 2 chilometri. In testa ci sono Carfagnini e Musti (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre), tallonati da Rea e Catone. Il tandem di testa guadagna presto un minuto abbondante ed ingaggia un serrato duello. Musti ci prova nei tratti fangosi, Carfagnini rilancia in quelli più scorrevoli. Ai 15 chilometri la svolta: Carfagnini compie un errore di percorso e perde terreno: quando rientra sul tracciato deve accodarsi a Catone e Rea, mentre Musti sembra ormai imprendibile. In realtà ai 5 chilometri dal traguardo lo scalatore subequano si pianta inesorabilmente, dando il via libera al ciociaro Rea, pronto a scattare su una delle tremende rampe del percorso e a guadagnarsi la meritata vittoria. Catone taglia il traguardo alla piazza d’onore, Carfagnini completa il podio e Musti deve accontentarsi della “medaglia di legno” dopo 3/4 di gara condotti all’attacco.

Fra le ragazze vince Carla Di Giuseppe (X-Team Teramo), fresca all’arrivo nonostante il fango appesantisca la sua bici di diversi chili. Maria Cornacchia (Bike Inside Team) è seconda, Pina Luciani (Cicli Sport Mania-Aquile Azzurre) terza.

Il pranzo prevede pasta al pomodoro e porchetta. Gettonatissima è la birra alla spina, gradito il gelato finale. Le premiazioni sono ricche e celeri.

L’appuntamento è per domenica prossima a Popoli dove si disputerà la “marathon del Morrone”. Dopo le due tappe iniziali marino-collinari, alla mountain bike abruzzese toccherà scalare le prime montagne.

CLASSIFICA ASSOLUTA   AL  MW  ELMT  M1  M2  M3  M4  M5  MOVER

 

 

11 APRILE 2010  Fossacesia bagnata, stagione MTB fortunata

Con l’8ª gran fondo di Venere è partita l’avventura 2010 delle “ruote grasse” abruzzesi

L’8ª gran fondo “di Venere”, che si è disputata l’11 aprile, ha dato il via alla stagione 2010 della mountain bike abruzzese (la gara era valida quale prima prova del Campionato Regionale Società). Oltre 200 bikers si sono ritrovati in quel di Fossacesia (CH) per un inizio alla grande! Peccato per le condizioni meteorologiche, a dir poco proibitive, che hanno messo a dura prova atleti ed organizzatori. La pioggia (a tratti intensa) e la temperatura gelida, infatti, hanno caratterizzato l’intera mattinata, dopo che nei giorni scorsi questo scorcio di primavera aveva regalato tanto sole.

Il percorso della gran fondo di Venere (che prende il nome dallo splendido golfo su cui si affaccia l’amena Fossacesia) è quello classico: scorrevole ma con numerosi tratti tecnici fra vigneti ed oliveti. Non manca la celebre salita dell’abbazia di San Giovanni in Venere, comprensiva di uno strappo in pavé al 28% al limite del ribaltamento… Sono 38 i chilometri complessivi per 730 metri di dislivello.

Nonostante l’inclemenza del tempo, i ragazzi della “Bicimania Fossacesia”, organizzatori dell’evento, assicurano che il tracciato è percorribile e in effetti è così. Si parte un po’ in ritardo, soprattutto per il gran numero di iscritti e per gli… “adempimenti di inizio anno”, relativi ai passaggi di categoria. Allo start c’è una nutrita schiera di atleti abruzzesi “quotati” (alcuni reduci da ottime performances extraregionali) e non mancano ottimi innesti marchigiani e pugliesi. Si parte fortissimo (il tempo fortunatamente concede una tregua proprio prima del via) ed in testa si forma un gruppetto che comprende Carfagnini (MTB Scanno), Catone (XTeam Teramo), Montani (idem),  Colaiacovo (Ciclisportmania-Aquile Azzurre), Musti (idem), Campana (Rampiclub Barrea),  Di Cicco (Avezzano MTB) e i marchigiani del “Superbike Club”, Pierantoni e Piacampo. I primi 20 km di gara sono una alternarsi di tentativi di allungo fra questi atleti. Il più attivo risulta essere Colaiacovo che con una poderosa progressione stacca tutti. Riesce a resistergli Catone, che limita il ritardo a poche decine di secondi. La classifica sembra così delineata (anche la salita dell’abbazia non incide più di tanto) ma un contrattempo rallenta Colaiacovo consentendo a Catone di rientrare. I due finiscono per giocarsi la vittoria in volata, che premia Catone. Terzo è il marchigiano Pierantoni (circa trenta secondi il suo ritardo), con a ruota i restanti componenti del gruppo più attivo della gara, precedentemente elencati.

Fra le donne, Monika Mancini (ASD Amici della Bici Junior) la spunta sull’aquilana Serena Chiavaroli (Bike 99) e sulla caparbia Maria Grazia Cornacchia (Bike Inside Team).

Ottimo il pasta party finale, a base di penne con olive ed acciughe e di vitello al forno. Ricche anche le premiazioni.

L’intensa giornata di sport si conclude alle quattro del pomeriggio con i protagonisti della mountain bike abruzzese che si danno appuntamento a Lanciano, il 25 aprile. Nella città frentana, infatti, è in programma la gran fondo degli attivissimi “Iron Bikers”, secondo appuntamento di una stagione delle “ruote grasse” d’Abruzzo iniziata sotto i migliori auspici.

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