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Il Fisco si accinge ad effettuare una
super verifica su tutti gli Enti no profit, fra questi le
associazioni sportive dilettantistiche; entra così in piena
attuazione la disposizione contenuta nell’articolo 30 del
Decreto legislativo 29 novembre 2008, n. 185, meglio noto
come Decreto anticrisi. Un provvedimento che si prefigge di
passare al setaccio la miriade di circoli privati oggi
esistenti.
Ad iniziativa del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, è
stato definitivamente approvato l'atteso modello per la
denuncia dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli
enti associativi, obbligo che fonda le proprie ragioni in
osservanza dell'articolo 30 del Decreto legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2.
Dell’argomento abbiamo avuto modo di riferire su questo
giornale, nel numero 18 del 30 aprile scorso, avvertendo che
si sarebbe passati all’approfondimento del tema una volta
pubblicato il modello contenente le informazioni richieste.
Il citato articolo 30 del D.L. n. 185/2008, prevedeva che il
modello in questione vedesse la sua uscita entro il 31
gennaio 2009, si è atteso il 2 settembre scorso perché il
Direttore dell’Agenzia delle Entrate disponesse la
pubblicazione del modello e delle istruzioni per la sua
compilazione.
Così l’articolo 30 del su richiamato Decreto spiega le
ragioni per le quali si rende obbligatorio l’invio del
modello in questione: “per assicurare una più ampia
informazione e conoscenza del mondo associativo e dei
soggetti assimilati sotto il profilo fiscale, con
l’obiettivo primario di tutelare le vere forme
associazionistiche incentivate dal legislatore fiscale e,
conseguentemente, di isolare e contrastare l’uso distorto
dello strumento suscettibile di intralciare – tra l’altro –
la libertà di concorrenza tra gli operatori commerciali”.
Secondo l’interpretazione dell’articolo 30 del Decreto che
ne fa l’Agenzia delle Entrate porta a ritenere che la
comunicazione dei dati da parte degli enti associativi,
rappresenta un chiaro momento collaborativo
Fisco-contribuente.
Dalle istruzioni si apprende che anche il mondo sportivo
dilettantistico è chiamato ad adempiere all’obbligo di
comunicazione di dati e di notizie aventi natura
dichiarativa circa i requisiti generalmente previsti dalla
normativa fiscale per godere delle agevolazioni e dei
benefici di natura tributaria.
Prima di addentrarci all’esame del contenuto del citato
modello, è utile chiarire a quale platea di soggetti il
provvedimento dell’Agenzia si rivolge e quali organizzazioni
sportive risultano esonerate. Sono tenute alla compilazione
e all’invio del modello le associazioni sportive
dilettantistiche che svolgono attività commerciali e tutte
quelle società disciplinate dall’articolo 90 della legge n.
289/2002 (legge finanziaria 2003).
Avuto riguardo a quest’ultimo aspetto, il provvedimento
dell’Agenzia annovera le associazioni sportive, fra i
soggetti esonerati, iscritte nel Registro del CONI che non
svolgono attività commerciale. A tale proposito sia
consentita una digressione sul tema in trattazione, per
richiamare quelle società che persistono nel non provvedere
all’iscrizione nel Registro del CONI, nonostante i tanti
appelli e richiami rivolti dalla Federazione e dalle sue
strutture territoriali.
Esaminiamo il contenuto del modello predisposto dall’Agenzia
delle Entrate allo scopo di compiere una verifica a tutto
campo dei circoli privati, così definiti dal legislatore in
sede di prima stesura del provvedimento e successivamente
precisato in enti di tipo associativo. Sono ben 38 le
domande a cui le società sportive dilettantistiche
interessate dal provvedimento sono chiamate a rispondere.
Non è certamente cosa da poco: le informazioni richieste
sono numerose e dettagliate nei loro contenuti. Al
rappresentante legale, che nelle associazioni sportive
dilettantistiche s’impersona nel presidente, sono richieste
le informazioni che vanno dal fornire i dati sui
collaboratori occupati dalla società, all’ammontare delle
indennità corrisposte ai propri associati, alle modalità di
convocazione delle assemblee, all'indicazione dei codici
fiscali dei componenti il Consiglio Direttivo sociale e a
tante altre ancora, che il lettore avrà modo di leggere a
parte di questo articolo.
Il tutto, entro e non oltre il prossimo 30 ottobre. Una vera
e propria rincorsa contro il tempo a cui si è chiamati a
rispondere se non si vuole incorrere nella scure del Fisco.
Un ulteriore richiamo contenuto nel provvedimento dello
scorso 2 settembre, tende a chiarire che la scadenza del 30
ottobre è riferita alle società costituitesi prima del 29
novembre 2008, mentre quei sodalizi la cui costituzione è
successiva hanno l'obbligo di trasmettere il modello entro
il sessantesimo giorno dalla costituzione, oppure entro il
30 ottobre qualora i sessanta giorni risultano scaduti prima
di tale data.
Le istruzioni chiariscono che trattasi di un unico invio.
Solo in caso di variazioni dei dati indicati sul modello si
dovrà provvedere a ritrasmettere un nuovo modello entro il
31 marzo dell’anno successivo in cui le variazioni sono
intervenute. Circa le modalità di trasmissione del modello
in questione, l’Agenzia precisa che deve avvenire
esclusivamente per via telematica, il che comporta di
doversi rivolgere a un qualsiasi C.A.F. presente nel proprio
territorio o agli soggetti autorizzati.
Ad ogni buon conto, si suggerisce di procedere comunque alla
compilazione del modello e al suo inoltro nei tempi e con le
modalità prescritte. Si dovrà, inoltre, aver cura di
conservare l’attestazione dell’avvenuta presentazione,
nonché tenere agli atti della società copia del modello.
In riferimento alle associazione sportive tenute all’invio
del modello, il mancato adempimento conduce le stesse a
decadere dalla possibilità di mantenere la condizione di
decommercializzazione delle entrate e, di conseguenza,
rassegnarsi a perdere lo status di ente non commerciale.
E’ possibile scaricare il modello e le istruzioni per la sua
compilazione dal sito federale alla voce “Fisco e Sport” e
dal sito dell’Agenzia:
www.agenziaentrate.gov.it
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